Bayer-Monsanto, matrimonio entro giugno

Werner Baumann
Gli obiettivi di Baumann: chiudere l’operazione di concentrazione. Puntare alla leadership nell’emergente comparto dell’agricoltura digitale. E il 21 marzo è arrivato il via libera dell’autorithy antitrust della Ue.

Slitta di qualche mese l’acquisizione di Monsanto ma il “matrimonio s’ha da fare”. Lo ha affermato Werner Baumann (in foto), al vertice di Bayer, nel corso della conferenza stampa del 28 febbraio al BayKomm center a Leverkusen (Germania).

Un ritardo di sei mesi rispetto alla precedente previsione legato all’evoluzione delle trattative con le autorità antitrust di mezzo mondo. L’operazione di concentrazione dei business dell’agrochimica e del breeding richiederà così più di due anni (è partita a marzo 2016). Richiedendo, alla fine dei conti, un enorme investimento di risorse (56 miliardi di euro) e di tempo. Ma anche massicci disinvestimenti.

Luce verde dell'autority europea

Per procurarsi la liquidità necessaria Bayer ha infatti ceduto il 40% di Covestro (controllata specializzata in polimeri) per più di 5 miliardi ed è pronta a rinunciare all’intero business delle sementi orticole (Nunhems) anche per venire incontro alle richieste antitrust.
Dal Brasile la luce verde è arrivata, stessa cosa in Usa da parte di Cfius (Committee on foreign investment in the United States), però superando così le preoccupazioni legate alla nuova politica protezionista di Trump. Negli Usa occorre, ancora superare la diffidenza
del Dipartimento di Giustizia. E il 21 marzo è arrivato anche l’ok dell’autority antitrust dell’Unione europea (ferme restando alcune condizionalità).

Nel frattempo i risultati finanziari non sono più brillanti come un tempo (vedi riquadro) proprio nella divisione Crop protection. Niente rispetto al rilancio che Bayer si aspetta dopo il closing dell’operazione Monsanto.

Le nuove tecnologie di breeding sono infatti per Liam Condon, al vertice di Crop Protection, le risorse che permetteranno il salto di qualità dell’agricoltura in termini di sostenibilità ed efficienza nel soddisfare il fabbisogno di sicurezza alimentare di una popolazione mondiale che aumenta di 80 milioni all’anno (una Germania in più ogni 12 mesi). E gli investimenti nella precision farming non contraddicono il modello di business di Bayer.

La sinergia con Bosch

A Leverkusen infatti Condon ha annunciato il rafforzamento della partnership con Bosch per lo sviluppo di tecnologie digitali intel-ligenti innanzitutto nei trattamenti, ma anche per la gestione efficiente dei big data relativi ad esempio alla diffusione delle malerbe e della biodiversità dei campi coltivati. Una sinergia che ha già consentito di sviluppare un prototipo di applicazione di diserbo intelligente  pronto per la fase commerciale. «Per
arrivare - ha commentato Condon - alla vendita di un agrofarmaco servono 10-12 anni, per le applicazioni digitali solo pochi mesi». Un business sicuramente conveniente per l’industria meccanica, ma che comporta una forte riduzione nell’uso degli agrofarmaci e che forse riduce l’importanza del breeding.

Precisione anche nel breedingMonsanto

Sicuri che la precision farming possa essere un business per Bayer? «La sostenibilità e la fiducia nell’innovazione – ha risposto Condon – sono le chiavi strategiche con cui approcciamo questo settore. Non è vero che la precision farming sia in contrapposizione
con lenuove tecnologie di breeding. Anzi: con il genome editing e la Crispr/Cas9 la precisione è diventata il nuovo paradigma anche per il miglioramento genetico delle varietà vegetali. Ci auguriamo che l’Unione europea porti al più presto a una chiarezza normativa
in questo settore».

 

Su Crop Protection l'effetto valuta

Il gruppo Bayer ha realizzato nel 2017 una crescita dell’1,5% arrivando a un fatturato di 35 miliardi di euro grazie soprattutto alle perfomance del comparto farmaceutico (+4,3%), mentre il Crop Protection ha perso il 2,2%.

Si tratta però di un risultato legato soprattutto all’effetto valuta (la corsa dell’euro è costata 63 milioni di euro) e a dinamiche negative concentrate in Brasile. Nell’area Europa-Medio oriente-Africa (dati consolidati) il business Crop Protection è invece risultato in crescita dell’1,5%.

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