Drupacee, interventi primavera-estate

drupacee
Moniliosi su pesche.
La stagione è iniziata con piogge, terreni asfittici, vento e freddo. Si notano piante clorotiche, corteccia con lenticellosi, germogli con bolla e avvizzimenti

La stagione piovosa ha favorito fitopatie come bolla, corineo, cancri rameali fungini e batterici e particolarmente monilia.

Malattie

La monilia è in grado di determinare perdite di raccolto e disseccamento di rami. Gli inerbimenti, le rimozioni dei calpestii e l’allontanamento dell’acqua stagnante, la rimonda di disseccamenti e “mummie”, le corrette fertilizzazioni con equilibrate quantità d’azoto, applicazioni di calcio sulle chioma, la potatura verde entro giugno, le eventuali irrigazioni sottochioma possono essere d’aiuto, ma è necessaria l’applicazione di fungicidi specifici in crescita e soprattutto in vicinanza della raccolta con uno o due interventi. Le applicazioni di Bacillis subtilis, fludioxonil+ciprodinil, fenbuconazolo, tebuconazolo, difenoconazolo, ciproconazolo, pyraclostrobin+boscalid, fenexamid,tryfloxistrobin+tebuconazolo, ecc., consigliano di alternare i principi attivi e la perfetta copertura di rami e frutti.

L’oidio, su pesco e albicocco, che può proliferare su foglie e frutti con la tipica muffa bianca o arrossamenti dell’epidermide sulle seconde, non è trascurabile onde evitare al prodotto deprezzamenti commerciali. I preparati per la difesa sono: zolfo micronizzato, bupirimate, quinoxifen, tryfloxistrobin + tebuconazolo, e fra gli Ibe, ciproconazolo, fenbuconazolo, miclobutanil, penconazolo, propiconazolo, tetraconazolo, tebuconazolo, spesso miscelati al minerale, ecc.

Nei riguardi del corineo, favorito da asfissie, oltre ai miglioramenti agronomici, è indicata dodine in funzione della specifica registrazione. In caso di problematiche per reinfezioni di bolla sono indicati difenoconazolo, tebuconazolo + zolfo, dodine, captano, ecc.

La presenza di cancri rameali fungini (fusicocco, citospora), nei casi di gravi richiede l’impiego in fase di sviluppo dei frutti, di tiofanate metile, anche in miscela con captano, se necessario completare l’azione su altre fitopatie. In post-raccolta o in fase autunnale, la difesa può essere ripetuta, specie su percoche alquanto suscettibili. Relativamente alle infezioni batteriche Xantomonas campestris pruni; X. arboricola pruni sono impiegabili Bacillus subtilis, Acibenzolar s metile e rameici in fasi autunnali.

Il nerume delle drupacee (Cladosporium carpophilum) le cui infezioni possono verificarsi fin dalla scamiciatura, sono contrastsate da applicazioni di zolfo impiegato per la lotta all’oidio, o pyraclostrobin + boscalid applicato su monilia. Mente per la nebbia del ciliegio (Gnomonia erythrostoma) e cilindrosporiosi (Cylindrosporium padi) sono suggerite applicazioni di dodine anche dopo la raccolta poiché, assieme al corineo, possono colpire molte foglie con interferenze sull’attività vegetativa.

Relativamente alla ruggine (Tranzschelia pruni-spinosae) su susino (ed albicocco) è necessaria una particolare attenzione in quanto le infezioni favoriscono anticipate defogliazioni con interferenze negative sulla formazione delle gemme a fiore. Ciò impone applicazioni di tebuconazolo (in programma già per la difesa da monilia) o alla comparsa delle prime pustole. Gli interventi debbono essere ripetuti poi in funzione dell’andamento climatico e dell’evoluzione della fitopatia.

 

L’articolo completo corredato dalla tabella dei principi attivi è pubblicato su Agricommercio e Garden Center n. 5-6/2015 a pagina 18

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