La lotta estiva per garantire il raccolto

lotta
muffa grigia su uva
Dalla vite ai cavoli ecco tutte i principali interventi che devono essere effettuati sulle colture in questo periodo. I principi attivi e il loro impiego in campo

Le piogge temporalesche che si verificano nel corso del periodo estivo possono determinare sulla vite lo sviluppo della peronospora a carico della vegetazione, pertanto in previsione di un andamento climatico perturbato è opportuno consigliare di effettuare la difesa anticrittogamica del vigneto mediante l’utilizzo di un fungicida a base di rame. Dopo la fase fenologica della chiusura grappolo, la lotta contro l’oidio può essere condotta mediante l’impiego dello zolfo bagnabile o in polvere anche nelle zone collinari e su varietà particolarmente soggette a contrarre la malattia. È opportuno precisare che i trattamenti effettuati con zolfo in polvere consentono di migliorare, rispetto alle applicazioni con mezzo liquido, la penetrazione del fungicida all’interno della vegetazione.

Per quanto riguarda la difesa del vigneto nei riguardi della muffa grigia, due sono le epoche in cui occorre consigliare al viticoltore di effettuare i trattamenti cautelativi nei riguardi della malattia: in pre-chiusura grappolo e dopo l’invaiatura durante la fase di maturazione dell’uva. Nell’esecuzione delle applicazioni fitoiatriche occorre necessariamente assicurare una perfetta bagnatura dei grappoli e, in pre-raccolta, rispettare scrupolosamente l’intervallo di sicurezza del fungicida impiegato, effettuando il trattamento a debita distanza dalla presunta data della vendemmia.

Durante la fase di maturazione possono evidenziarsi sui grappoli anche i sintomi di un’altra grave avversità: il marciume acido. I grappoli colpiti da tale fitopatia emettono un pungente odore di aceto, prodotto dall’azione congiunta di lieviti e batteri acetigeni in grado di penetrare all’interno degli acini solo attraverso ferite di vario genere. Tenuto conto della difficile prevedibilità di comparsa del marciume acido e dell’impossibilità di attuare nei confronti di tale avversità la lotta diretta - l’uso di prodotti antilievito è infatti sconsigliato in prossimità della vendemmia e quello degli antibiotici non è ammesso in agricoltura - occorre impedire con tutti i mezzi e le tecniche fitoiatriche disponibili che sugli acini compaiano delle ferite. Pertanto un’adeguata protezione dei grappoli da oidio e botrite e la tempestiva lotta contro la tignoletta dell’uva consentono di prevenire l’insorgenza del marciume acido; inoltre l’impiego dei preparati a base di rame nella difesa antiperonosporica e l’oculato dosaggio dei concimi azotati nella fertilizzazione del vigneto, possono contribuire in misura determinante a limitare l’incidenza del marciume acido.

 

L’articolo completo è pubblicato su Agricoltura e Agricommercio n. 7-8/2015

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