Con ZerOnitro i reflui zootecnici diventano fertilizzanti

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L'impianto ZerOnitro
Dal trattamento dei liquami e digestati, che rischiano di essere una fonte d’inquinamento, si possono ottenere concimi biologici. Come trasformare un rifiuto in una preziosa risorsa

In un solo colpo FerraraBio, società che nasce per dare supporto agli agricoltori che vogliono dedicarsi al biologico, riesce oggi a dare risposta a due pressanti esigenze: la necessità da parte degli allevatori di smaltire i reflui zootecnici (per rispettare la direttiva nitrati) e la richiesta sul mercato di concimi bio efficaci e di costo competitivo. Abbiamo detto in un colpo solo perché con il progetto ZerOnitro, ideato assieme all’Università di Ferrara, e a quella di Modena e Reggio, Ferrara Bio riesce a garantire entrambi i risultati.

L’esperienza maturata nel settore bio ha permesso alla start up ferrarese di mettere a punto un progetto che potrebbe essere definito rivoluzionario: la messa a punto del primo impianto ZerOnitro basato sulla tecnologia ZeoLife capace di togliere una parte importante (dal 30 al 90%) di azoto ammoniacale in base alle esigenze del cliente.

Estrazione e recupero

fertilizzantiL’impianto ZerOnitro è stato ideato per recuperare l’azoto ammoniacale dei reflui di origine zootecnica e trasformarlo in un ammendante, azzerando l’impatto negativo sull’ambiente, sia per quanto riguarda l’atmosfera che la dispersione nell’acqua. L’eliminazione dell’azoto ammoniacale che è contenuto nei reflui zootecnici avviene utilizzando un trattamento assolutamente naturale che prevede l’impiego di una roccia costituita in prevalenza di minerali della famiglia delle zeoliti, che hanno la capacità di trattenere l’azoto sotto forma ammoniacale.

Al termine del processo di trattamento dei reflui, si ottiene un ammendante con queste caratteristiche (N-NH4+) e altri macro e microelementi essenziali (potassio, calcio, magnesio, ferro, rame ecc.).

Un costo contenuto

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Vittoria Bellettato

Risolvere il problema dello smaltimento dei liquami è sicuramente un risultato importante, ma quanto viene a costare all’allevatore? «Non è possibile fornire un dato univoco - ci spiega Vittoria Bellettato di Ferrara Bio - perché dipende dalle tipologie aziendali e dalle dimensioni dell’impianto. Indicativamente possiamo considerare fra i 150 e i 300 mila euro con una media attorno ai 200-230.000. Il vantaggio però di non avere più nessun rilascio nel terreno e in atmosfera ripaga però ampiamente questa spesa che, per altro, potrebbe essere sostenuta utilizzando i fondi previsti dai Piani di sviluppo rurale».

Ferrara Bio dal mese di Novembre 2018 risulta iscritta, da parte del ministero, al registro dei fabbricanti di concimi (iscrizione n° 02282/2018)

 

I due fertilizzanti proposti da Ferrara Bio

Zerobio N. Questo ammendante granulare prodotto attraverso gli impianti predisposti da Ferrara Bio è autorizzato e certificato per l’uso nel biologico. Il prodotto favorisce la fertilità del suolo e del substrato di coltivazione, incrementando la ritenzione di acqua, e migliorando la struttura del terreno. La grande capacità di scambiare catoni (molecole a carica positiva) permette di rilasciare gradualmente e in modo controllato sia l’azoto ammoniacale che altri elementi essenziali (k, Ca, Mg, Fe, Cu ecc.) limitandone la dispersione (sia per lisciviazione che emissioni gassose) e garantendo un ideale apporto alle piante che vengono messe nelle condizioni di esprime una resa più elevato.

Zerobio NPK. Questo fertilizzante organo-minerale a cessione controllata, anche questo autorizzato nel biologico, basa la sua efficacia sulla sinergia tra farina di carne e ossa, carbonio organico di origine vegetale, stallatico di suino essiccato e zeoliti naturali arricchite in azoto. Il prodotto si avvale dell’elevata capacità di scambio cationico e di ritenzione idrica dei minerali naturali appartenenti alla famiglia delle zeoliti. Tali minerali, naturalmente ricchi in potassio scambiabile e altri importanti elementi (come Ca, Mg, Cu, Fe, Mn, Zn) vengono arricchiti ulteriormente con azoto di derivazione animale (reflui zootecnici) consentendone il successivo rilascio controllato nel substrato e nel suolo. Il fosforo viene fornito grazie all’aggiunta di farina di carne e ossa, la quale contribuisce anche ad incrementare ulteriormente l’apporto di nutrienti fondamentali (N,Ca e K).

 

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