Fertilizzanti, un regolamento dilaniato da troppe criticità

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Le elezioni Europee del 2014 fecero finire in un cassetto le migliaia di pagine di lavoro svolto e, con l’insediamento del nuovo Parlamento, il regolamento sui fertilizzanti non rientrava tra le priorità del-la Commissione.
Licenziato il 24 ottobre un testo ampiamente emendato che ha dato mandato al Parlamento di avviare i colloqui con i Ministri Ue. Attenzione al riciclaggio di rifiuti come concimi

Alla fine del 2016, nell’editoriale “doppio” avevamo già anticipato alcune delle criticità legate alla preparazione del regolamento europeo sui fertilizzanti e ci si augurava, nemmeno tanto velatamente, che la norma si perdesse nei labirinti della burocrazia comunitaria.

Eppure c’è proprio bisogno di una norma in grado di coprire l’intero mondo dei fertilizzanti e non, come accade con il vigente reg. Ce 2003/2003, che si limita a regolamentare solo una parte dei concimi minerali. I primi a trarne vantaggio sarebbero gli anelli a monte della catena (produttori ed importatori) ma anche il settore della distribuzione (commercianti, consorzi e cooperative) potrebbe rivolgersi a “fabbricanti” con sede in qualsiasi Paese della Ue ampliando, di fatto, il numero dei potenziali fornitori. La possibilità di ricevere offerte da tutta l’Unione europea aumenterebbe la concorrenza e, di conseguenza, anche i prezzi potrebbero trarne giovamento così come la gamma e l’innovazione. Nel momento in cui tutti i fertilizzanti, comprendo, quindi, concimi organici e organo-minerali, ammendanti e correttivi, substrati e specialità come i biostimolanti, saranno marcati Ce e regolamentati da un’unica norma Ue, non esisterebbero limiti né confini e si eliminerebbero tutte le difficoltà legate all’inapplicabile (almeno nel nostro settore) reciproco riconoscimento per la libera circolazione delle merci.Ricordiamo che già a fine 2012, quando il regolamento Ce non aveva ancora compiuto 10 anni, il Gruppo di Lavoro sui Fertilizzanti (FWG) creò quattro sottogruppi per iniziare a gettare le basi per un regolamento esteso all’intera gamma dei fertilizzanti, intesi nella loro più ampia accezione.

RESTYLING DELLA BOZZA

Le elezioni Europee del 2014 fecero finire in un cassetto le migliaia di pagine di lavoro svolto e, con l’insediamento del nuovo Parlamento, apparve subito chiaro che il regolamento sui fertilizzanti non rientrava tra le priorità della Commissione. Verso la fine del 2015 la Commissione adottò un nuovo e ambizioso pacchetto di misure per incentivare l’economia circolare e fu sufficiente un restyling della bozza del regolamento sui fertilizzanti, per far tornare d’attualità l’argomento. Si abbandonarono alcune delle proposte dei FWG e si scelse la strada del “Nuovo Approccio”, sulla falsa riga di altre norme tecniche basate sull’armonizzazione, su regole oggettive e sull’esistenza di metodi analitici di valutazione marcati Ue. Di conseguenza, siamo nel marzo dello scorso anno, venne pubblicata la prima proposta di regolamento del Parlamento e del Consiglio.

La Commissione responsabile è quella del Mercato Interno e Protezione dei Consumatori (Imco) ma hanno lavorato al testo anche altre Commissioni (Commercio Internazionale Inta, Ambiente Envi e Agricoltura Agri). A fine luglio 2017 c’è stato il voto finale in Commissione ed il testo è approdato in Parlamento per la prima lettura.

Lo scorso 23 ottobre c’è stato il dibattito Parlamentare seguito, il giorno dopo, dal voto che ha licenziato un testo ampiamente emendato e che ha dato mandato al Parlamento (343 voti favorevoli, 252 contrari e 59 astensioni) di avviare i colloqui con i Ministri Ue.

A questo punto ci sarà il parere della Commissione Ue sugli emendamenti proposti dal Parlamento prima di passare il testo al Consiglio che, in caso di approvazione, adotta l’atto così come uscito dal Parlamento. Nel caso in cui il risultato della prima lettura del Parlamento non fosse approvato, il nuovo testo con la posizione del Consiglio tornerà in Parlamento per la seconda lettura.

DIBATTITO INCONSISTENTE

Abbiamo avuto la sventura di assistere al dibattito parlamentare che è stato incentrato quasi esclusivamente sulla questione legata al contenuto in cadmio nei concimi fosfatici.

Persone prive di competenze specifiche hanno disquisito per quasi due ore sui limiti di questo metallo pesante come se l’intero regolamento si fondasse su quanti milligrammi di cadmio per chilo di anidride fosforica fosse lecito apportare al terreno con le concimazioni. Sembrava che tutti sapessero i limiti in Usa, Australia, Canada, Ungheria, Repubblica Ceca e un onorevole italiano ha affermato che “l’Italia, che eccelle nell’agricoltura, ha un limite di 50”.

Sinceramente non sappiamo a cosa si riferisse e ci viene da pensare che anche altri numeri siano stati detti “a caso”. Il fosforo minerale ne esce sconfitto, non solo per la progressiva riduzione del contenuto in cadmio ma anche per l’obbligo di dichiarare in etichetta almeno una quota di P2O5 solubile in citrato ammonico; in pratica, per alcune categorie di prodotti, sarà impossibile utilizzare fosfato naturale tenero come componente esclusiva.

Ovviamente quasi tutti i parlamentari hanno infarcito i loro interventi citando l’economia circolare ma nessuno si è posto il problema di quali prodotti si rischia di “sdoganare” come fertilizzanti proprio grazie a recupero e riciclo di prodotti ricadenti nell’ambito dei rifiuti. In definitiva abbiamo assistito ad un dibattito molto politico su una materia che, al contrario, ha una spiccata prevalenza tecnica. Il testo scaturito contiene qualche spunto interessante ma si corre il rischio di trovarsi una norma che, in tutti i casi, non riesce a rendere immediatamente disponibili sul mercato tutti i prodotti che ci si augurava in partenza. È il caso, ad esempio, di molti concimi (organici ed organo-minerali) a base di derivati da sottoprodotti di origine animale per i quali sarà necessario stabilire un “punto finale” prima di poter essere impiegati come fertilizzanti. Né sono chiari i criteri con cui gli enti di notifica potranno rilasciare i certificati di conformità ai prodotti per i quali sarà obbligatorio disporre di tale attestato.

 

 

“Concimi e dintorni”, un incontro a Bologna sui fertilizzanti

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L’ultimo testo scaturito contiene spunti interessanti ma si corre il rischio di trovarsi una norma che, in tutti i casi, non riesce a rendere immediatamente disponibili sul mercato tutti i prodotti che ci si auguravano in partenza.

Il 14 dicembre si tiene a Bologna un incontro organizzato dal Silc Fertilizzanti e moderato da Alessandro Maresca (Coordinatore di Agricommercio e Garden center). Gli argomenti trattati spaziano dall’etichettatura alle statistiche su importazioni e consumi ma verrà dato ampio spazio al nuovo regolamento Ue sui fertilizzanti. Se ne analizzeranno le criticità, gli spunti interessanti così come quanto di negativo potrebbe derivarne. Si proverà a simulare la realizzazione di un’etichetta così come si cercherà di capire come e quali fertilizzanti dovranno essere accompagnati da un certificato di conformità.

La partecipazione di un funzionario dell’Ispettorato Repressione Frodi aiuterà a comprendere meglio l’attuale normativa e i rischi a cui possono andare incontro anche i distributori di fertilizzanti.

 

Leggi l’articolo su AgriCommercio & Garden Center n. 8/2017

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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