INTERNET

Formazione e informazione viaggiano con lo smartphone

«App» mirate, tanti accessori e scambi di esperienze per risolvere insieme i problemi di campo

La presentazione di Farm.ie, una app per iPhone, Android e Windows phones relativa al progetto “Applicazioni Smartphone come supporto agli agricoltori irlandesi”, dice che la finalità è «...sviluppare un'unica interfaccia informativa amichevole contenenti i temi di maggior interesse (prezzi di mercato, previsioni del tempo, news, contatti e scambio... aiutando gli agricoltori a essere aggiornati e stare in contatto con servizi di assistenza in modo istantaneo», (http://enrd.ec.europa.eu/en/home-page_en.cfm). Abbiamo quindi una dichiarazione che racchiude in se tutta la filosofia dell'uso degli smartphone in agricoltura.

Abbondano le app per farmer avanzati come è evidenziato alla pagina “Top agricultural mobile apps for your smartphone”, (http://farmindustrynews.com/precision-farming/top-agricultural-mobile-apps-your-smartphone).

Sono tutti micro-software utilissimi. Tuttavia anche il social networking, che il telefonino, già di suo, assicura, è per tutti i tecnici dell'agricoltura della massima importanza. Il suo uso crescerà molto in futuro per la diffusione di servizi come Facebook® e Twitter®, che dilagano anche nel mondo degli agricoltori alle prese con i problemi di gestione delle colture o con le pratiche di fertilizzazione del suolo.
Un buon punto di partenza per valutare ciò che ben presto sarà il futuro, lo offre un report dell'Ontario Ministry of Agriculture, Food and Rural Affairs e dell'Università di Guelph, dal titolo: “Exploring Social Media and Smartphone Use in Ontario Agriculturehttp://onvegetables.files.wordpress.com/ 2012/07/highlights2.pdf). I dati dello studio (condotto nel marzo del 2012) sono per noi molto interessanti e mostrano come in un contesto rurale relativamente simile a quello italiano, il 47% di possessori di smartphone, attualmente utilizzino questo strumento per lavoro e lo giudichino indispensabile.
Perché indispensabile? È molto semplice spiegarlo, citando due motivi:
1) gli smartphone possono essere utilizzati come strumento per partecipare a una interazione orizzontale fra farmer, finalizzata allo scambio di immagini, dati e informazioni sugli effetti delle pratiche colturali, prodotti e tecnologie, utilizzando particolari app e strumenti ancillari di corredo al telefono;
2) gli smartphone possono essere considerati strumenti a basso costo per garantire il contatto con i servizi di assistenza, gestiti da Enti dello Stato o da fornitori di fertilizzanti e macchinari.
Certo si tratta di uno scenario ancora in evoluzione, ma i concetti di base ci sono sin d'ora come anche le tecnologie.
Cominciamo. Come è noto gli smartphone possono mediare una vera interazione fra soggetti diversi. Ciò è molto utile in agricoltura e zootecnia dove conta molto lo scambio di esperienze che riguardano l'effetto di pratiche colturali, comprese le concimazioni, in contesti diversi.

Gli sviluppi

A Farmer Milks His Smartphone to Help His Cow. Questo il titolo di una pagina web della Grameen Foundation (http://grameenfoundation.wordpress.com/2011/08/23/a-farmer-milks-his-smartphone-to-help-his-cow/), sarebbe come dire: “Un contadino munge il suo smartphone per aiutare la sua mucca”. È un ottimo esempio di ciò che stiamo cercando di dimostrare con questo articolo.
La storia è semplice. Quando la vacca del signor Kawuma Gonzaga, un piccolo allevatore ugandese, stramazzò al suolo senza potersi più reggere in piedi, lui si affidò al suo telefonino e chiese aiuto al Community Knowledge Worker program (Ckw - http://www.ckw.applab.org/section/index), una iniziativa che mette in contatto, attraverso cellulari, gli agricoltori con un gruppo di “trusted information providers - attendibili fornitori di informazioni”, che danno pareri specialistici in tempo reale e trovano soluzioni ai più diversi problemi. Sembrerebbe che, proprio grazie allo smartphone (e alla diagnosi fatta da un veterinario), il signor Kawuma abbia salvato il suo animale.

Operatori ed esperti in linea. Perché non trarre ispirazione da questo aneddoto? Anche se riferito a un Paese emergente, è evidente che anche nel nostro Paese uno scambio informativo “documentato” con colleghi o con tecnici esperti non può che agevolare la vita professionale di chi vive sui campi. La tecnologia mobile è disponibile per molti usi. Cominciamo con una fantastica app, ancora sperimentale, ma promettente.

Lai Canopy© App (non ancora in commercio) è stata sviluppata dall'Università di Adelaide nell'ambito della ricerca Development of a novel canopy architecture-monitoring App for smartphones and tablet computers” (http://vineyardofthefuture.wordpress.com/2012/09/01/development-of-a-novel-canopy-architecture-monitoring-app-for-smartphones-and-tablet-computers- 2/). Il progetto «...mira a produrre uno strumento preciso ed economico di imaging utilizzabile da viticoltori e ricercatori per valutare in modo automatico i parametri spazio-temporali della copertura fogliare tramite smartphone e tablets computers». Grazie a questo software e allo smartphone, si potrebbero condividere immagini sulla qualità ed estensione della copertura fogliare, condividendo così, passo passo, lo sviluppo di una coltivazione (anche al fine di realizzare una corretta concimazione, nell'ambito di una (unsupervised) mailing list, per confrontare risultati e i problemi.
Altro strumento, promettente per uno scambio informativo di questo tipo è l'Infrared imaging, anche questo potenzialmente effettuabile attraverso la fotocamera dello smartphone.
In questo caso le immagini potrebbero servire per sottoporre estemporaneamente a un gruppo di colleghi e di consulenti le caratteristiche della copertura verde, mettendo in relazione le condizioni nutrizionali del suolo o della distribuzione dei fertilizzanti con l'aspetto della vegetazione.
Con il tempo si potrebbe costruire un repertorio di riferimento molto utile. Non dimentichiamo che la fotografia all'infrarosso in colori arbitrari è utilizzata da anni in ambito forestale e le sue applicazioni sono un promettente campo di studio. A tal riguardo segnaliamo l'articolo (orientato all'analisi del paesaggio) reperibile all'indirizzo: (http://surveysupport.co.uk/blog/http:/surveysupport.co.uk/blog/infrared-imaging-smartphone).

L'autore suggerisce una semplice “aggiunta” allo smartphone (del costo di circa 36 euro) per cominciare a effettuare foto artigianali all'infrarosso, perché “... l' infrared imaging di base è adesso una realtà praticabile, utilizzando gli smartphones”.

Microscopi da telefono

Come dicevamo sono ormai disponibili avanzate strumentazioni ancillari da aggiungere al telefono, utilizzabili per ottenere immagini da scambiare fra utenti nella nostra (ipotetica) mailing list sulla gestione colturale “partecipata”. Citiamo ad esempio, il piccolo ma incredibile microscopio che può essere montato su iPhone 4. Veramente ce ne sono diverse versioni con ingrandimenti variabili (60x, 100x). L'ultimo della serie avrebbe un ingrandimento di 350x e una risoluzione di 1,5μ (http://techcrunch.com/2011/10/07/turning-the-iphone-into-a-350x-medical-microscope-for-under-50/). La risoluzione ottimale per analisi in microscopia ottica è di circa 0,2μ (quasi otto volte superiore), ma la performance dello smart-microscope è comunque rispettabile e utile per rilievi in campo. Siamo di fronte a un vero strumento di lavoro per l'analisi di superfici (fogliari, fiorali, minerali). Il costo è poi irrisorio. Al momento della stesura di questo articolo varia dai 20 ai 35 euro (sul sito di Amazon il prezzo è di 36 euro spedizione compresa). Se ci fosse anche un oculare micrometrico, sarebbe il massimo (ma qualcuno ci penserà di certo assai presto).


Nuove opportunità

Attendiamo l'arrivo di una casa editrice, di un Ordine professionale o di una organizzazione commerciale che si prenda la briga di creare queste messaggerie, fornendo i servizi necessari come list server, elenchi di professionisti, un po' di formazione (peraltro molto semplice), auspicando ciò che è detto alla pagina “Smartphone app for smart farmers”, che è un po' il riassunto di quanto detto precedentemente (http://www.scoop.co.nz/stories/BU1208/S00923/smartphone-app-for-smart-farmers.htm). I servizi pubblici potrebbero fare la propria parte, organizzando un vero servizio di consulenza; argomento alla base dell'evento: “Extension Education Symposium: reinventing extension as a resource - what does the future hold?” di Mirando M. e collaboratori (http://www.journalofanimalscience.org/content/90/10/3677.long), dove è scritto che: «...lo sviluppo dell'uso degli smartphone e delle tecnologie elettroniche e affini, e il rapido incremento della popolarità dei social media ha creato nuove opportunità per i divulgatori per diffondere conoscenze verso un pubblico diversificato». È proprio così. Chissà che con la crisi economica che stiamo affrontando qualcuno non aguzzi l'ingegno e insegni a fare tesoro del know-how, mettendolo a disposizione degli agricoltori attraverso tante piccole app.

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