OSSERVATORIO

L’uso dei fertilizzanti rimane conveniente

Ottimale il rapporto tra i prezzi dei prodotti e il prezzo medio delle granaglie

Nei primi mesi del 2014 i prezzi internazionali dei principali fertilizzanti, dopo il progressivo calo fatto segnare per la maggior parte del 2013, hanno confermato una debole tendenza al rialzo che già si era manifestata nel mese di dicembre (fig. 1).

L'indice medio del primo trimestre, elaborato dalla Banca Mondiale (2010=100), è così risalito di oltre quattro punti percentuali; ciò nonostante il livello raggiunto, 102,5, è comunque rimasto inferiore di circa 12 punti rispetto alla media 2013 e di ben 26 punti rispetto al 1° trimestre 2013.

A marzo e ancor di più ad aprile è poi ripartita la tendenza ribassista che ha fatto ridiscendere l'indice a un livello, pari a 95, mai più toccato a partire dal luglio 2010. Al medesimo periodo bisogna risalire per ritrovare prezzi dell'urea (area Mar Nero) come quelli attuali, mentre nel caso del potassio canadese occorre addirittura fare riferimento al gennaio 2008.

Nel caso del Dap di origine Usa, invece, le quotazioni rimangono più sostenute, pur se la ripresa manifestata tra dicembre e marzo si è interrotta e ad aprile la variazione tendenziale annua mostra un calo del 9%.

L'andamento dei tre principali prodotti di riferimento si ritrova con limitate eccezioni anche in prodotti analoghi, ma di altra provenienza, o comunque simili come apporto fertilizzante (tab. 1).

A fronte di una sostanziale stabilità su base annuale del prezzo dell'ammoniaca derivata dal recupero degli ultimi mesi, tra gli azotati, infatti, si registrano variazioni negative sia per l'urea del Golfo Arabo che, soprattutto, per il solfato di ammonio dell'area del Mar Nero.

I fosfatici presentano tutti andamenti sostanzialmente simili come tendenza, ma con alcune differenziazioni tra le diverse tipologie: per i fosfoammonici (Dap e Map) le variazioni sono risultate uguali come segno e solo leggermente differenti come valori, le rocce fosfatiche evidenziano invece un calo molto più accentuato (36%) su base annuale, mentre per il Tsp marocchino si evidenzia un discreto rialzo dei prezzi negli ultimi mesi.

Tra i potassici, infine, il solfato di potassio di origine europea si rivela come l'unico prodotto a mostrare un aumento, sia pure contenuto, su base annuale, mentre il Mop proveniente dall'area del Mar Morto non ha fatto segnare cali negli ultimi mesi a differenza del prodotto canadese che evidenzia un margine superiore di riduzione dei costi di produzione.

Influenza delle scelte governative

Rispetto a questo quadro evolutivo, le prospettive a breve termine appaiono influenzate in larga parte dalle politiche e dalle scelte governative in alcune aree chiave. Nel caso dell'urea dovrebbe arrestarsi la discesa dei prezzi internazionali a causa della riduzione della produzione egiziana conseguente alle scelte governative di dirottare la disponibilità di gas naturale prevalentemente a energia, ciò ha già causato il fermo di alcuni impianti e il superamento della soglia dei 400 dollari per l'urea egiziana. Per i fosfatici, invece, le scelte governative stanno frenando la domanda indiana e ciò dovrebbe portare a un surplus di mercato, alimentato dalla crescita delle esportazioni dei principali produttori, causando un declino significativo dei prezzi. Nel caso del potassio, infine, l'evoluzione futura del mercato dipenderà in larga parte dalla possibile ricostituzione del cartello Uralkali-Belaruskali, fortemente caldeggiata dal premier bielorusso Lukashenko preoccupato dall'andamento negativo della bilancia commerciale.

In base all'andamento recente e alle prospettive future la convenienza all'impiego dei fertilizzanti (fig. 2), data dal rapporto tra i prezzi dei principali prodotti e un prezzo medio delle granaglie, dovrebbe rimanere elevata.

Nel caso dell'urea ad aprile questo parametro è sceso del 5% rispetto alla media del 2013, già in calo rispetto ai due anni precedenti, e del 19% rispetto alla punta fatta segnare a gennaio.

Per il potassio l'andamento, con un calo più accentuato rispetto alla media del 2013, è stato analogo, ma soprattutto per ritrovare una situazione di maggiore convenienza occorre risalire addirittura alla fine del 2007. Il Dap, viceversa, mostra una situazione peggiore e un incremento del 17% sulla media 2013 che, tuttavia, è risultata nettamente in calo rispetto agli anni precedenti; in questo caso le prospettive a breve termine potrebbero aumentare in modo significativo la convenienza all'utilizzo.

Da ultimo, a partire da questo numero di “Fertilizzare Oggi” presentiamo il quadro dell'andamento dei prezzi nazionali alla distribuzione dei principali fertilizzanti (tab. 2). Tali prezzi sono desunti dal bollettino della Camera di Commercio di Mantova, il più completo sul piano della gamma monitorata, e sono da ritenersi puramente indicativi in quanto si riferiscono al prezzo alla distribuzione che, per sua natura, può variare in modo significativo a livello territoriale e per canale di vendita. Pur con queste riserve essi risultano congruenti e con andamenti sostanzialmente in linea come tendenza di medio periodo con quelli internazionali.

(*) L'autore è del Dipartimento di Economia, managment e metodi quantitativi - Università di Milano.

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