SEMENTI

Riso, crolla la produzione di sementi certificate

La superficie destinata alla produzione di seme nel 2013 è stata di 10.289 ettari, che rappresenta il dato più basso da 20 anni a questa parte
La superficie destinata alla produzione di seme di riso nel 2013 si è ridotta notevolmente, tanto da rappresentare il dato più basso degli ultimi 20 anni. Questo fatto è sicuramente anomalo perché l'utilizzo di semente certificata nella risicoltura italiana è sempre stato molto elevato, interessando oltre il 90% della superficie coltivata grazie anche all'aiuto comunitario alla produzione che per circa 30 anni ha contenuto il prezzo di vendita della semente. Dalla campagna 2012/2013 l'aiuto alla produzione di semente è stato però interamente disaccoppiato e questo fatto, insieme ad altri fattori, ha provocato una riduzione della produzione di sementi certificate di riso.
Questi, come illustra la relazione annuale dell'Ente Risi, sono in primo luogo la contrazione dell'area risicola italiana, determinata dal disaccoppiamento totale dell'aiuto specifico per il riso che ha esposto la coltura alla concorrenza del mais. Inoltre, nell'ottica di un contenimento dei costi di produzione, è aumentato l'utilizzo di seme aziendale e, anche se questo fenomeno non sembra finora aver assunto dimensioni molto ampie, indica comunque un'inversione di tendenza. Un altro fattore di un certo rilievo è costituito dal fatto che le varietà di recente costituzione, che stanno occupando superfici sempre più estese, hanno granelli con un peso specifico piuttosto basso, il che significa che diminuisce il quantitativo di semente da distribuire per ottenere un buon investimento di piante in campo. Infine si è consistentemente ridotta (-30%) la vendita di sementi certificate ad altri Paesi comunitari, che riguardavano fino alla scorsa campagna circa il 25% della produzione.

Un calo del 22%
Vediamo più nel dettaglio i dati della campagna sementiera risicola, secondo i dati presentati dal Cra-Scs (Centro di sperimentazione e certificazione delle sementi, cioè l'ex Ense) nella consueta riunione annuale con i produttori e moltiplicatori di sementi di riso.
La superficie destinata alla produzione di seme nel 2013 è stata di 10.289 ettari, che rappresenta il dato più basso da 20 anni a questa parte, con una riduzione del 22% circa rispetto ai 13.172 del 2012, già in calo del 10% rispetto alla campagna precedente.
Per il secondo anno dunque la superficie a seme è in calo.
Se osserviamo inoltre la ripartizione dei gruppi varietali, emerge che il calo maggiore di superficie a seme si è verificato per Lungo A da parboiled (-36%) e da interno (-30%), per Lungo B e Tondo la contrazione è più contenuta (-9% e -12%), mentre il Medio, rappresentato in massima parte dal Vialone nano, vede un calo del 15%.

Lungo B, il più coltivato
La varietà più coltivata per seme è stata CL26 (Lungo B) seguita da Centauro (Tondo) e Gladio (LB). Tra le cultivar lungo A da interno le più coltivare sono state Volano, Baldo e S.Andrea, mentre per lungo A da parboiled sono state Luna, Loto e Ronaldo. Tra i risi medi Vialone nano è la varietà con maggiore superficie controllata per la certificazione.
Il quantitativo di semente certificata nel 2013, risultato della produzione 2012, è stato di circa 43.600 tonnellate, con un decremento di circa il 25% rispetto al dato della campagna precedente. L' 80% di questo prodotto è stato seminato in Italia, il resto ha avuto come destinazione le risaie di tutti i paesi risicoli comunitari e una piccola percentuale (circa il 2,5%) è stato esportata verso altri paesi europei e del bacino del mediterraneo.



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