E-commerce fondamentale per il made in Italy

Le vendite su internet dei prodotti alimentari italiani sono in crescita e stanno diventando sempre più strategiche per portare il made in Italy nel mondo, grazie anche all'effetto trainante che deriverà dall'Expo di Milano

I Giovani della filiera agroalimentare sono intervenuti come "#filiereintelligenti" (il progetto avviato in collaborazione con i Giovani di Federalimentare ed il Cnr) al Global Entrepreneurship Congress in svolgimento a Milano.

Il Presidente dei Giovani Imprenditori di Federalimentare, Francesco Divella, ha sottolineato che "l'informatica digitale e l'accesso alle nuove tecnologie tramite un'efficiente rete infrastrutturale sono aspetti fondamentali per le aziende

italiane del food and drink". "Le vendite su internet dei prodotti alimentari italiani sono in crescita - ha aggiunto - e che l'e-commerce sta diventando sempre più strategico per portare il Made in Italy nel mondo, grazie anche all'effetto

trainante che deriverà dall' imminente Expo di Milano. Di pari passo è fondamentale contrastare le vendite illegali dei falsi prodotti alimentari italiani anche nell'e-commerce e sul web".

Il Presidente dei Giovani di Confagricoltura, Raffaele Maiorano, da parte sua ha affermato che "si stanno facendo passi avanti nell'Agenda digitale. Dal Rapporto annuale 2014 sull'Agenda Digitale è emerso infatti che l'88% delle aree rurali è servita dalla banda larga. Per cui il problema è, semmai, nella velocitàdelle connessioni".

"In questo momento - ha proseguito Maiorano -  il digitale resta comunque  un problema che pesa sulla competitività delle imprese agricole, con aree rurali del Paese servite male o per niente dalla banda larga. Occorre quindi diffondere le

infrastrutture ma anche la cultura del digitale". "Non serve avere la macchina veloce se poi non si ha la patente - ha spiegato il presidente di Anga-Confagricoltura". "Il problema - ha proseguito - non è solo delle aziende agricole, ma di tutto

il Paese. Sempre dal Rapporto sull'Agenda Digitale emerge che, nel 2013, il 34% della popolazione continuava a non connettersi a Internet. Gli utenti regolari, quelli che si collegano almeno una volta alla settimana, erano il 56%, ben sotto il 72% europeo. Ci auguriamo che, nel frattempo, si siano fatti progressi, ma il gap culturale resta".

Da ultimo, in fatto di e-commerce,  Maiorano ha ricordato come "solo il 12% delle aziende di tutti i settori vende i propri beni e servizi in Rete, e come tale percentuale cali al 5% se si analizzano le Pmi. Proprio per superare questo limite

l'Associazione dei Giovani di Confagricoltura - ha concluso Maiorano -  ha avviato la piattaforma  'Food Made In', a disposizione delle aziende associate".

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