Un piano di marketing? Sì, ma personalizzato

Le opportunità dello “Swot”. Personal branding, strategia chiave nel punto vendita. Nuovi modelli di business in negozio

 

Un’indagine di Tomorrow Today, società di consulenza Usa, di recente ha predetto che fra le 10 professioni più richieste nel prossimo futuro ci sarà quella del personal worker brand coach, il consulente di marketing personale.

Questa nuova figura di esperto compare in cima alla lista delle professionalità più richieste perché sempre più spesso le imprese dell’industria, del commercio, del terziario e dei servizi tendono ad affidarsi a professionisti per aumentare la propria visibilità e valorizzare le competenze in un mercato sempre più ampio e complesso.

L’esperto di marketing personale, come ha spiegato Graeme Codrington di Tomorrow Today «aiuta a spiccare sulla massa». Il suo compito però non va confuso con quello di realizzare semplicemente una buona pubblicità. La nuova professione si basa sull’applicazione alle persone e alle imprese dei tradizionali principi del classico marketing di prodotto ed è particolarmente interessante per le attività commerciali.

Si parte dall’analisi delle caratteristiche del responsabile, in questo caso il commerciante, e del punto vendita in termini di competenze e punti di forza, per poi passare alle esigenze del pubblico di riferimento ai bisogni della clientela. Si analizza l’offerta della concorrenza e si individua il network su cui insistere. Come formula di sintesi, Stefania Boleso, docente di marketing management, ha elaborato un acronimo, “Swot” creato dalle iniziali di Streingth, Weakness, Opportunity, Threat, funzionale per individuare:

S = punti di forza,

W = punti di debolezza,

O = opportunità,

T = problemi.

L’obiettivo di chi decide di valutare i risultati di questa analisi è quello di identificarsi in modo netto, individuare e mettere in evidenza la pro­pria unicità nella varietà dell’offerta del mercato. Lo step seguente della strategia consiste nel creare un piano di marketing personalizzato, creato su misura, in base a un’analisi specifica delle qualità e del segmento di mercato.

Questa tecnica, in primo luogo indirizzata a professionisti interessati alla carriera, oggi è rivolta a imprenditori e commercianti intenzionati a migliorare il posizionamento sul mercato delle loro attività e a creare nuove opportunità. Questo punto di vista in particolare è ideale per chi si trova disorientato in un momento di crisi e sente l’esigenza di un cambiamento.

Negli ultimi anni numerosi fattori hanno inciso negativamente sui risultati economici dei commercianti: la crisi economica, la varietà dell’offerta, i problemi sempre maggiori fra grande distribuzione e nuovi canali di distribuzione, e innumerevoli nuove problematiche. Tutto questo ha fatto sentire l’esigenza di mettere in campo nuovi modelli di marketing, esaminando diverse modalità di analisi a fini strategici.

Cosa bisogna fare

 Per realizzare una buona analisi Swot è necessario:

  • esaminare i concorrenti,
  • identificare le opportunità di crescita,
  • definire i fattori critici,
  • definire i fattori di successo,
  • prendere decisioni e stabilire una strategia,
  • definire le tattiche e gli strumenti di misura e controllo.

È chiaro che per opportunità si intende tutto ciò che attualmente “funziona”, fa crescere il mercato, fa sviluppare il business del commerciante, risponde ai bisogni esistenti dei clienti.

I problemi possono essere legati alla specifica gestione del punto vendita o riguardare il mercato in generale. In pratica, si tratta di elencare i punti di forza per cui ci si vede migliori rispetto agli altri negozi, più adeguati alle necessità del cliente o del mercato e, viceversa, di indicare fra i punti di debolezza gli aspetti per cui si ritiene di essere carenti o meno idonei degli altri.

In teoria pare molto semplice, e lo stesso commerciante potrebbe sembrare a prima vista la figura più adatta ad eseguire l’analisi e a fare il punto della situazione riguardo al proprio negozio. Il risultato della sua osservazione dovrebbe essere una lista, più o meno lunga, di osservazioni. È un dato di fatto però che in pratica questa lista, per quanto compilata con cura, risulti quasi sempre incompleta se creata e valutata dal medesimo responsabile.

Giudicarsi oggettivamente è difficile e molti sperti sono convinti che un’analisi Swot debba essere messa a punto da qualcun altro, un osservatore esterno competente ed obiettivo.

Da qui la creazione di una figura nuova con specifiche competenze, l’esperto di self branding, che aiuta ad analizzare la realtà aziendale in modo impersonale, con un punto di vista esterno. Spesso l’esito dell’analisi può sorprendere, o non essere gradito, ma riconoscere i problemi e accettare le criticità da affrontare  è l’inizio per migliorare qualsiasi realtà aziendale e commerciale.

 

 

 

Un piano di marketing? Sì, ma personalizzato - Ultima modifica: 2017-06-20T15:11:35+02:00 da Alessandro Maresca

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