Garden center, rinnovarsi per emergere

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L’AICG ha tenuto il settimo convegno nazionale a Savelletri (Brindisi).
L’Associazione Italiana Centri Giardinaggio (AICG) ha tenuto a Savelletri di Fasano (Br) la settima edizione del convegno nazionale

C’è un grande futuro davanti ai centri giardinaggio (o garden center) italiani, a patto che ciascuno sappia fare squadra al proprio interno e proporsi come punto di riferimento per coloro che sul territorio sono appassionati del verde e vogliono dedicare tempo libero alla cura di un giardino, balcone od orto familiare e che tutti insieme sappiano fare rete e presentarsi uniti sulla scena commerciale nazionale. È quanto emerso dalla settima edizione del convegno nazionale dell’Associazione Italiana Centri Giardinaggio (AICG), tenuto per la prima volta nel Mezzogiorno, a Savelletri di Fasano (Brindisi).

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Silvano Girelli, presidente dell’AICG.

Un convegno dall’emblematico titolo “Il Centro Giardinaggio racconta il territorio: cultura, paesaggio, radici e futuro sostenibile”, che, ha affermato il presidente Silvano Girelli, «riassume ed evidenzia i temi di maggiore attualità legati al ruolo strategico che il verde e le piante rappresentano per la qualità degli spazi urbani, nei processi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, nella valorizzazione dei paesaggi e dei territori». E proprio per valorizzare il territorio barese il convegno è stato accompagnato dalla visita di importanti aziende baresi, sia florovivaistiche, come Vivai Cantatore, Vivai Capitanio, Apulia Plant, Florpagano e Pagano Piante, sia commerciali, come Camaflor del Gruppo Pagano Fiori.

Difficoltà e punti di forza dei garden center italiani

«Attualmente la redditività dei garden center è in calo, fra i gardenisti non c’è tanto entusiasmo, anzi a volte prevale lo sconforto – ha sostenuto Paolo Montagnini, consulente garden –. I comportamenti imprenditoriali sono ancora quelli degli anni ’80, senza consapevolezza delle grandi potenzialità inespresse. Le linee guida da seguire mi sembrano altre: in primo luogo avere capacità autocritica e poi lavorare sul territorio di riferimento, trasferire valore ai consumatori, non temere la Gdo e l’e-commerce, rinnovarsi sul piano tecnologico e in particolare digitale».

Punto di forza dei centri giardinaggio è invece la capacità di trasmettere ai visitatori contenuti esperienziali che non potranno vivere altrove, ha affermato Nadia Cavinato del Garden Cavinato di Arsego di San Giorgio delle Pertiche (Pd). «Io vedo un futuro positivo, roseo, perché il settore è in crescita ed è ricco di opportunità che dobbiamo imparare a cogliere. Non vendiamo solo oggetti, ma anche servizi, idee, esperienze su cui nessun commercio on line potrà competere con noi. Dobbiamo saper sviluppare tutte le potenzialità, e farlo con passione, come insegnano i garden inglesi».

L’esempio da seguire dei garden center inglesi

Auspicio confermato da Noemi Dal Monte del Garden Schio di Schio (Vicenza) che ha vissuto un’esperienza lavorativa di sei mesi presso il Barton Grange Garden Centre di Preston (Inghilterra). «Da tale viaggio-lavoro ho mutuato l’importanza del fare squadra, anche ritrovandosi tutti insieme mezzora prima dell’apertura per organizzare la gestione della giornata, dell’indossare una divisa, sinonimo di ordine, pulizia e identità, del fare le cose con passione. Dobbiamo apprendere molto dalla mentalità inglese, diversa dalla nostra».

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David Domoney, giardiniere‐star inglese, opinionista e giornalista tv.

E un contributo in questa direzione l’ha dato David Domoney, giardiniere‐star inglese, opinionista e giornalista tv, che, illustrando come cambia il garden inglese, ha offerto spunti per un confronto internazionale su tendenze, esigenze del consumatore e del mercato. «Per i garden inglesi le tendenze future sono tre: i bambini, consumatori di domani, che, troppo avviluppati nella tecnologia digitale, hanno bisogno di avvicinarsi alle piante, al verde; la natura, vegetale e animale, coltivata/domestica e selvatica, verso cui le persone sono sempre più attratte; l’alimentazione sana e genuina come alternativa al sovrappeso e all’obesità dilaganti. I garden inglesi stanno dando risposte su queste tendenze, perché non possono farlo anche quelli italiani?».

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