Per ogni ornamentale c’è il suo substrato

substrato
I terricci non sono tutti uguali. L’industria sta producendo matrici sempre più specifiche, anche bio, per ciascuna tipologia vegetale

C’era una volta il terriccio: universale o per piante da fiore. Poi sono arrivati i terricci specifici per ogni grande categoria di pianta: orchidee, acidofile, agrumi, succulente, gerani, petunie, rose. Quindi l’industria ha elaborato prodotti dedicati alle microcategorie: bonsai, aromatiche, rampicanti, orto sul balcone, piante sul terrazzo.

Ancora, sono arrivati i substrati a riserva d’acqua, prodotti “magici” in grado di trattenere meglio l’acqua erogata, rendendola disponibile mano mano che le radici la richiedono.

L’ultima, attuale frontiera dei terricci è rappresentata da quelli biologici, per accontentare i consumatori che desiderano coltivare bio dalla semente al fiore o frutto.

Da questa brevissima panoramica si capisce bene perché il terriccio stia assumendo un peso sempre più rilevante nelle rivendite agrarie: è indispensabile presentare un ottimo assortimento di prodotti, che spazino dagli universali a quelli di nicchia (es. terriccio per piante mediterranee) fino ai preparati biologici, in modo da accontentare ogni possibile esigenza della clientela.

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 6/2016

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