Rasaerba, sui prati italiani il futuro è elettrico

Per il 2018 le nuove macchine per il taglio dell’erba sono sempre più spesso a corrente o a batteria, che rispettano l’ambiente

C’era una volta il classico tosaerba con motore a scoppio, a 2 o 4 tempi, pesante, rumoroso, puzzolente, inquinante e bizzoso. C’era una volta, ma oggi appunto non c’è più. In primo luogo perché i tosaerba con motore a scoppio, rigorosamente a 4 tempi, ora sono comunque più leggeri, un po’ meno rumorosi, poco puzzolenti, meno inquinanti e comunque più affidabili e facili da usare: la tecnologia ha sviluppato modelli di rasaerba che mantengono un’eccezionale potenza contenendo consumi, emissioni, rumore e “rispettando” l’ambiente.

In secondo luogo perché adesso i modelli più richiesti sono quelli elettrici o a batteria, che nel tempo hanno raggiunto una potenza ragguardevole, rimanendo silenziosi, inodori, leggeri e amici dell’ambiente. Oltre che per queste caratteristiche in linea con l’attuale esigenza di ecosostenibilità, la richiesta di queste tipologie è salita grazie alle dimensioni più comuni dei giardini in possesso degli Italiani: dai 50 ai 300 mq, l’estensione ideale da falciare con un apparecchio elettrico o a batteria.

Ecco perché nell’assortimento per la primavera-estate 2018 non possono mancare almeno un tosaerba elettrico, uno a batteria e un robot, che sta rapidamente scalando la vetta fra le preferenze degli Italiani, grazie alla comodità di permettere di godere del tappeto erboso senza perdere tempo a regolarlo. Di seguito troverete quindi una piccola panoramica dei modelli più nuovi delle aziende più affidabili sul mercato.

Le schede dei rasaerba (Active, Emak, Gardena-Uskwarna, Grin, Honda, John Deere, Husqvarna, Stihl e Pellenc Italia) sono su «AgriCommercio e garden center» n. 1/2018

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