Scelta di specie e varietà per combattere le infestanti

specie
Al momento della semina è fondamentale una corretta scelta che deve tener conto della capacità competitiva nei confronti delle malerbe

La riduzione dell’impiego dei prodotti fitosanitari nel tappeto erboso, in seguito alle nuove norme comunitarie e nazionali introdotte dal Piano di Azione Nazionale (Pan), comporta maggiore attenzione alla prevenzione delle varie problematiche tramite nuove strategie di manutenzione del tappeto erboso.

Il controllo delle infestanti rappresenta in questo senso uno dei problemi più sentiti per chi si occupa di prati ornamentali e che necessita di strumenti alternativi al trattamento diserbante.

Al momento della semina in particolare diventa fondamentale una corretta scelta della specie e della cultivar, che deve tener conto della capacità competitiva nei confronti delle varie malerbe.

Questa caratteristica può variare molto soprattutto se si considerano nuove varietà dotate di caratteristiche morfogenetiche peculiari.

Infatti il mondo delle sementi da tappeto erboso è in grande evoluzione.

Le specie più utilizzate oggi nella formazione e rigenerazione dei prati sono Loietti e Festuca arundinacea, che hanno indubbie qualità ma essendo specie cespitose, poco si allargano in senso orizzontale lasciando spazi vuoti dove le malerbe trovano spazio. In questi anni il miglioramento genetico ha lavorato per modificare, tramite selezione massale, le piante di queste specie che in determinate condizioni producono dei germogli laterali striscianti, anche se brevi. Dopo anni di selezione, sono ora presenti sul mercato nuove varietà di Festuca arundinacea e Lolium perenne che sono in grado di produrre pseudostoloni che aumentano la capacità rigenerativa del prato e soprattutto la capacità di coprire il terreno. Queste cultivar sono caratterizzate dalla tendenza a strisciare nel terreno e d’invadere gli spazi come fa la Poa pratensis. Non hanno ancora le prestazioni di una specie strisciante, ma hanno caratteristiche migliorate. Inoltre hanno mantenuto le caratteristiche di tolleranza alle malattie, densità, colorazione e tessitura delle varietà dalle quali si è partiti. Per queste varietà la capacità di strisciare si manifesta dopo una decina di mesi dall’insediamento.

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 5/2016

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