Pietro Ceserani: «Il mio pallino era creare un sodalizio dei commercianti»

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Pietro Ceserani.
Pietro Ceserani fonda Compag, federazione dei commercianti di mezzi tecnici per l’agricoltura, e intraprende le prime battaglie a sostegno dei dealer agricoli

Il mondo dei commercianti di mezzi tecnici per l’agricoltura, dopo l’esperienza di Fertilmacchine (siamo negli anni ’50), trova finalmente in Compag l’associazione che sostiene i suoi interessi in un mercato che per questioni normative e di globalizzazione sta diventando sempre più complesso. Fu Pietro Ceserani a creare Compag volendo realizzare un’associazione che potesse veramente rappresentare gli interessi dei commercianti. Per saperme di più ci siamo rivolti direttamente a Ceserani, che ha accettato di riceverci nel suo studio in centro a Bologna.

Dottor Ceserani, come nasce l’idea di Compag?

«Mio padre aveva una rivendita di prodotti per l’agricoltura, la cui attività ho seguito fin da piccolo. Sono nato quindi respirando l’aria del commercio agricolo - ci spiega Pietro Ceserani -. Non ho mai lavorato nella rivendita, ma sono sempre rimasto legato al mondo del commercio anche dopo aver preso la strada della professione di commercialista. Vedevo che tutti i commercianti del settore lavoravano all’insegna della completa individualità, mentre maturavo sempre di più l’idea che unendosi in associazione sarebbero riusciti ad affrontare meglio le problematiche relative alla loro attività e al mercato in cui operavano».

E non c’era nessuna associazione che li rappresentava?

«In effetti c’era un’associazione che riuniva i commercianti di fertilizzanti e di macchine agricole, che si chiamava Fertilmacchine - ricorda Ceserani -, ma si trattava di un sodalizio sostenuto dalla Montecatini. Un’associazione, quindi che nasceva dall’alto e non dalla base, per “combattere” il potere di Enichem. Quando però questa necessità venne meno automaticamente l’associazione perse interesse e si spense pian piano. Secondo me, però, un’associazione che riunisse gli interessi dei commercianti era di vitale importanza e, insieme ad altri che la pensavano come me, cominciai a pensare di ricostituirla. Per il mondo dei rivenditori un’associazione di riferimento è fondamentale per lottare assieme per sostenere gli interessi comuni».

Le battaglie dei commercianti

Quali problemi dovevano affrontare allora i commercianti?

«La prima battaglia che la rinata associazione dei commercianti si apprestò a combattere era quella del prezzo Cip (Comitato interministeriale prezzi) dei fertilizzanti. Questi prodotti avevano un prezzo imposto per legge, che noi andammo a scardinare per tutelare la libertà di commercio. Infatti nella realizzazione del prezzo finale c’erano componenti diversificate da Regione a Regione (ad esempio costi di immagazzinamento, facchinaggio, trasporto) che in alcuni casi andavano a incidere pesantemente, distorcendo il mercato. Una volta evidenziato e riconosciuto questo aspetto demolire il prezzo Cipe fu abbastanza facile. Contestualmente a questa vittoria nasceva la Compag. Successivamente le battaglie sono state tante. Non ultima, …

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 1/2017

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