Irroratrici “environmental friendly”. Usi responsabili degli agrofarmaci

GIORNATE FITOPATOLOGICHE 2010/2

Aumentano le avversità delle colture. Crescono gli adempimenti per adeguarsi all’evoluzione della normativa fitosanitaria. Diminuisce il numero di sostanze attive disponibili, ma non la propensione all’innovazione delle multinazionali del settore. Per questo le Giornate Fitopatologiche allargano le proprie competenze. Quattro giornate, cinque sessioni di discussione oltre al convegno di apertura, 185 i lavori presentati.

Aumentano le avversità delle colture. Crescono gli adempimenti per adeguarsi all’evoluzione della normativa fitosanitaria. Diminuisce il numero di sostanze attive disponibili, ma non la propensione all’innovazione delle multinazionali del settore. Per questo le Giornate Fitopatologiche allargano le proprie competenze. Quattro giornate, cinque sessioni di discussione oltre al convegno di apertura, 185 i lavori presentati. Questi i numeri dell’edizione 2010, ospitata dal 9 al 12 marzo presso le strutture dell’Hotel Dante di Cervia (Ra) organizzata come sempre dai dipartimenti Diproval e Dista dell’Università di Bologna e da Agrofarma. Troppo per avere un leit-motiv comune, se non quello delle conseguenze della normativa fitosanitaria europea. Nella sezione dedicata alla difesa da insetti, acari e nematodi, moderata da Mario Colombo dell’Università di Milano, hanno tenuto banco le nuove introduzioni di organismi nocivi “alieni”. Dal punteruolo rosso delle palme, al cinipede galligeno del castagno, dall’Anoplophora chinensis, alla diabrotica del mais. Dalla Tuta absoluta sul pomodoro fino ai nuovi allarmi come quello lanciato da Antonio Guario, dell’Osservatorio nazionale della Puglia, riguardo all’aleurodide Aleurocanthus spiniferus (per ora rilevato solo in Salento, fig. 1). Massimo Benuzzi di Ibma/Assometab ha descritto l’evoluzione dei mezzi a basso impatto: semiochimici, estratti vegetali, microbiologici e ausiliari.

Mezzi “non convenzionali” utilizzati soprattutto in agricoltura integrata (e non biologica, come si può supporre). Le difficoltà registrative hanno portato il nostro Paese (27 registrazioni, di cui 17 insetticidi e 8 sistemi di confusione sessuale) ad accumulare ritardi in questo settore rispetto a Paesi come gli Usa (279 registrazioni). Alcuni lavori presentati nella sezione di difesa dalle piante infestanti, coordinata da Aldo Ferrero dell’Università di Torino, hanno analizzato l’impatto del cambiamento climatico sull’effetto competitivo di malerbe come amaranto e convolvolo, o sui cambiamenti nel momento più opportuno per intervenire.

Agostino Brunelli del Diproval, presidente del comitato di gestione del Gf ha coordinato un ricco approfondimento su peronospore e muffe grigie nelle colture orticole, dopo la recrudescenza degli attacchi su patata e pomodoro di due stagioni orsono. Ivan Ponti ha coordinato il punto ticchiolatura e maculatura bruna sulle pomacee.

Vittorio Rossi della Cattolica di Piacenza ha fatto luce invece sui recenti casi di septoriosi, su frumento duro in particolare. Ampio spazio alle api e all’emergenza moria nella sezione dedicata a “Agrofarmaci, salute e ambiente”, ma anche alla validazione di protocolli per un uso più sostenibile degli agrofarmaci. Dei fumiganti come 1,3-D in particolare, dopo che la revisione europea ha messo fuori causa numerose registrazioni per la lotta ai patogeni tellurici. La pubblicazione della Direttiva sugli usi sostenibili, e il recente emendamento alla direttiva macchine, hanno stimolato un ricco confronto nella sezione dedicata all’applicazione degli agrofarmaci, coordinata da Paolo Balsari dell’Università di Torino.

Gli usi sostenibili imporranno infatti misure preventive per limitare il rischio deriva e per tutelare i corsi idrici. Imporrà anche l’obbligatorietà del controllo funzionale delle irroratrici utilizzate per usi professionali. Alcuni dei lavori presentati in questa sessione hanno perciò analizzato le prestazioni di macchine irroratrici environmental friendly, dai modelli schermati per il recupero del prodotto, a nuovi prototipi messi a punto presso la stessa Università di Torino, dotati di sensori per calibrare automaticamente quantità e modalità dell’irrorazione in base all’effettiva vegetazione da trattare.

L’ipotesi a cui si sta lavorando è quella di differenziare le buffer zone di protezione dei corpi idrici dei diversi agrofarmaci, anche in relazione all’efficienza nel contenimento della deriva da parte della macchina. Tiziano Galassi (Sfr Emilia-Romagna) ha analizzato per ogni sezione l’impatto dell’evoluzione normativa sulla disponibilità di prodotti.

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