CEREALI

Grano duro, Psb centro strategico

Radaelli: «Portiamo investimenti e crediamo nello sviluppo della Produttori Sementi Bologna»

Nessun passo indietro. Anzi. Syngenta ha definito l’acquisto della Produttori Sementi Bologna (Psb) con la precisa idea di far diventare la società di Argelato un polo di riferimento mondiale nel campo della ricerca cerealicola. Grano duro in primis.

Luigi Radaelli, al vertice di Syngenta Italia e da aprile 2014, presidente e Ad di Psb, non ha dubbi: «Questa società si inserisce perfettamente nella struttura Syngenta. È al top nella ricerca e nello sviluppo varietale, in particolare del grano duro, ed è complementare a tutte le attività del nostro gruppo. Portiamo investimenti (peraltro Radaelli non si sbilancia sul prezzo d’acquisto, ndr) e crediamo davvero sia possibile esportare l’eccellenza italiana di Produttori Sementi Bologna nel mondo, utilizzando ovviamente la rete tecnica e distributiva di Syngenta».

Psb, in precedenza di proprietà della Fondazione Carisbo, nella visione comune è considerato un marchio di riferimento nel comparto tanto che lo stesso John Atkin, ceo di Syngenta, ha dichiarato che la società bolognese «coniuga qualità, tradizione e innovazione, elementi fondamentali del Made in Italy. La sua expertise nella selezione e miglioramento delle sementi di grano duro e i suoi legami con l’industria alimentare saranno completati dalla ricerca e sviluppo di Syngenta e dalla sua presenza globale».

Parole che fanno da viatico allo sviluppo del polo bolognese. Il marchio Psb rimarrà, così come sono confermati gli accordi con Barilla, storico fiore all’occhiello per la società bolognese, e il rapporto di collaborazione con Sis, altra consolidata realtà del settore.

Produttori Sementi Bologna porta in dote a Syngenta, oltre al polo di Argelato (Bo), 44 ettari dedicati alle prove e alla moltiplicazione varietale, con due linee di lavorazione per i cereali e una per i piccoli semi, l’azienda agricola La Pioppa, 450 ettari nel Ferrarese, 40 dipendenti e un fatturato nell’ultimo anno pre-cessione di 12,5 milioni di euro.

«Al di là dei numeri – continua Radaelli – l’italianità nel comparto è strategica e Psb incarna proprio questo valore. La domanda di grano duro è sensibilmente superiore all’offerta e, anche per tale motivo, riteniamo ci siano evidenti spazi di crescita notevoli. Crescita che, comunque, sarà progressiva ma non aggressiva».

In Italia si parte da valori già di un certo rilievo. È Stefano Ballerini, responsabile settore cereali di Syngenta Italia, a fornirli: «Il grano duro è ormai stabilmente il primo cereale coltivato a livello nazionale (indicativamente 1.300.000 ettari). Ciononostante importiamo il 40% del fabbisogno totale. La nostra ambizione è quella di aumentare sensibilmente la quota di produzione interna. Psb è già leader con una quota del 29% sul mercato delle sementi di grano duro, ma riteniamo che il binomio con Syngenta possa migliorare ulteriormente questo valore».

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