DIFESA

Interventi sulle pomacee alla ripresa vegetativa

Con la primavera anche per le pomacee si riprendono le attività fitoiatriche all’insegna della protezione degli impianti e della tutela degli insetti pronubi
Con la ripresa vegetativa, esaminati gli impianti, s'inizia la lotta antiparassitaria in uno scenario di fasi fenologiche, fitopatie, andamento stagionale, ecc., e soprattutto rifocalizzando gli aggiornamenti d'impiego dei prodotti fitosanitari. Nell'ambito della difesa, al di là del programma adottato, si rendono necessarie attenzioni sul limite d'interventi possibili per molti preparati. Ciò porta alla necessità di maggiori attenzioni di campo e d'impiego dei prodotti fitosanitari oltre alla consultazione delle etichette aggiornate che prescrivono, fra l'altro, attenzioni ambientali molto importanti come le distanze dai corsi d'acqua, ecc., per impedire, con le derive, pericolosi inquinamenti. Dal punto di vista agronomico, nei siti gravemente colpiti non deve essere trascurata l'eliminazione corretta dei rami o branche affetti da infezioni batteriche o fungine, e la relativa distruzione col fuoco d'ogni risulta per evitarne un'ulteriore diffusione.

Malattie
Dall'ingrossamento delle gemme, la prima fitopatia che guida alle applicazioni fitoiatriche è la ticchiolatura. Questa prevenzione tradizionalmente realizzata con rameici, coinvolge anche i cancri rameali fungini e batterici, la necrosi batterica di foglie e fiori del pero, il colpo di fuoco batterico.
Evitando i rameici in fioritura, gli interventi saranno poi eseguiti con schemi detti a turno biologico o a turno fisso o allungato in funzione dell'andamento climatico e delle caratteristiche di persistenza dei fungicidi. Fra i preparati si ricordano: ditianon, dodine, trifloxystrobin, pyraclostrobin, pirimetanil, ciprodinil, pyraclostrobin + boscalid, captano, fluazinam, metiram, propineb, nonché gli IBE: ciproconazolo, penconazolo, fenbuconazolo, tetraconazolo, difenoconazolo, ecc., specie in miscela con metiram, propineb o mancozeb riproposto con in etichetta la possibilità di 2 applicazioni annue complessive sia per ticchiolatura che maculatura bruna del pero, ecc. La difesa deve essere svolta con scrupolo mantenendo coperta”la vegetazione in rapida crescita specie con clima piovoso. Per l'impiego del polisolfuro di calcio, suggerito in post allegagione, si rimanda alla tabella 1 in cui sono riportati i dosaggi applicabili consoni agli aggiornamenti normativi.
Relativamente all'oidio, le cui infezioni precoci possono evidenziarsi fin dalla prefioritura, possono essere applicati oltre allo zolfo micronizzato, gli Ibe sopra elencati, trifloxystrobin, pyraclostrobin, pyraclostrobin + boscalid, ecc. o quinoxifen, cyflufenamide, bupirimate, ecc..
Per quanto riguarda la maculatura bruna del pero, e per la quale serve un'attento monitoraggio per gestire con puntualità gli interventi nei periodi umidi di maggior rischio. I preparti in questo caso spaziano dal Bacillus amyloliquefaciens, ai preparati rameici oltre a tebuconazolo, trifloxystrobin, pyraclostrobin, boscalid, fludioxonil + cyprodinil, fludioxonil, fosetil Al, thiram, ziram, fluazinam, captano, iprodione, ecc..
Relativamente al colpo di fuoco batterico in fioritura può essere applicato il preparato biologico a base di Bacillus subtilis o Bacillus amyloliquefaciens.

Insetti
Il contenimento precoce degli afidi (Dysaphis plantaginea), in grado di determinare gravi danni a foglie frutti, è fondamentale. Altrettanto importante è l'assenza di frutticole o spontanee in antesi per la tutela degli insetti pronubi. La lotta in prefioritura può essere realizzata con, azadiractina, fluvalinate, flonicamid.
In post-fioritura possono essere applicati imidacloprid, thiamethoxan, acetamiprid, clorthianidin, pirimicarb, spirotetramat, azadiractina, ecc.
Sul pero, Dysaphis pyri, solitamente è meno aggressivo rispetto a D.plantaginea del melo, ma con circa il 5% di piante infestate è necessario intervenire con acetamiprid (indicato anche per le tentredine delle perine), flonicamid, spirotetramat, ecc., prima che le foglie accartoccino. In presenza di melata prodotta da afidi, psilla, metcalfa, cocciniglie e aleurodidi, per evitare o contenere lo sviluppo di fumaggini è consigliabile l'applicazione di sali potassici di acidi grassi (sapone molle potassico). Tale preparato, di recente introduzione, costituito su base d'olio vegetale a basso contenuto d'acidi saturi, favorendo la disgregazione delle pareti cellulari dei parassiti a corpo molle e degli essudati organici, espone a nudo i fitofagi, rendendoli maggiormente vulnerabili all'azione degli insetticidi.
A proposito delle tentredini, con buone fioriture (e speranza d'altrettanto buona allegagione), la soglia d'intervento è valutata in 20 adulti per trappola catturati dall'inizio del volo o il 10% dei corimbi infestati. Sulle cultivar abate e decana, se la soglia delle catture viene superata in prefioritura, l'intervento può essere anticipato a detta epoca.
Per le cocciniglie, Comstockaspis perniciosa, la difesa, ove sono stati evidenziate infestazioni alla raccolta dei frutti o durante la potatura, può essere realizzata ora, e soprattutto alla migrazione delle neanidi. A gemma gonfia, oltre all'olio minerale possono essere impiegati buprofezine o pyriproxyfen. L'applicazione di spirotetramat è previsto dopo la fioritura.
Dove è stata individuata la presenza di cocciniglia cotonosa, Pseudococcus comstocki (che iberna allo stadio d'uovo, compare neanide in aprile-maggio, ed adulto della prima generazione orientativamente in giugno), si consigliano attenti monitoraggi per intervenire opportunamente sugli elementi più facilmente vulnerabili.
Per pandemis e archips (Pandemis cerasana e Archips rosana) la difesa sul melo può essere attuata qualora già dalla prefioritura le larve ibernanti della prima, o quelle neonate di archips, occupano il 20% dei mazzetti fogliari. Fra i preparati suggeriti, oltre a Bacillus turingiensis, si menzionano tebufenozide, metoxifenozide, spinosad, clorpirifios metile, indoxacarb, clorantraniprole, emamectina. Infine, per la lotta a psilla del pero, dopo l'eventuale applicazione d'olio minerale a gemma ingrossata, deve essere seguita l'evoluzione delle infestazioni per intervenire prontamente con abamectina o spirotetramat sulle “uova gialle” o prime neanidi. Sul pero l'olio minerale, a gemma gonfia, espleta attività anche nei riguardi di eriofide rugginoso, Epitrimerus pyri e eriofide vescicoloso Eriophys spp. Altri prodotti indicati per detti eriofidi sono lo zolfo ed abamectina)
Per contrastare la melata emessa da psilla, oltre al “sapone molle potassico” si ricorda diottisolfosuccinato di sodio.

Allegati

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