MICOTOSSINE MAIS

Trattare la piralide del mais entro il picco delle catture Le recenti normative europee sui contaminanti naturali e una maggiore attenzione agli aspetti qualitativi e sanitari del mais hanno accentuato l’attenzione degli operatori della filiera verso la diffusione della piralide del mais [Ostrinia nubilalis (Hübner)]. Negli ultimi anni, infatti, la diffusione di questo insetto è sensibilmente cresciuta, arrivando ad interessare oltre il 90% delle piante tra il 2002 e il 2006 (AA.VV, 2004; Saladini et al., 2008). Mediamente sono state riscontrate oltre 3 larve per pianta e frequentemente 3 generazioni all’anno.

Le recenti normative europee sui contaminanti naturali e una maggiore attenzione agli aspetti qualitativi e sanitari del mais hanno accentuato l’attenzione degli operatori della filiera verso la diffusione della piralide del mais [Ostrinia nubilalis (Hübner)]. Negli ultimi anni, infatti, la diffusione di questo insetto è sensibilmente cresciuta, arrivando ad interessare oltre il 90% delle piante tra il 2002 e il 2006 (AA.VV, 2004; Saladini et al., 2008). Mediamente sono state riscontrate oltre 3 larve per pianta e frequentemente 3 generazioni all’anno. Ai danni produttivi conseguenti all’attività delle larve di 2ª generazione di piralide (Del Pupo et al., 2007; Casagrandi e Marzocchi, 2008), si aggiunge il problema dello sviluppo di funghi tossigeni sulle pannocchie nel corso della maturazione e della conseguente contaminazione della granella da micotossine, in particolare delle fumonisine, che rappresentano il principale problema sanitario e commerciale del mais italiano (Munkvold et al., 1999; Reyneri et al., 2005).

In questi ultimi anni, è emersa come fondamentale la necessità di migliorare la pianificazione degli interventi contro la seconda generazione della piralide
per rendere più efficace l’impiego delle irroratrici a trampolo e migliorare la reale possibilità di controllo del fitofago in scala territoriale. Infatti il trattamento insetticida non sempre garantisce evidenti vantaggi produttivi o consistenti riduzioni della contaminazione da fumonisine, dal momento che l’efficacia del trattamento risulta fortemente legata al momento di applicazione (Blandino et al., 2006).

L’obiettivo di questa prova sperimentale è stato quello di valutare qual è il momento ottimale di applicazione di un insetticida piretroide e di verificare l’effetto esercitato da interventi precoci o tardivi sull’infestazione da piralide e sulla contaminazione da fumonisine.
 

Scarica l'articolo completo (file .pdf | 197 Kb)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome