L’OCCHIO DEL FITOPATOLOGO / NORD

Un nuovo problema per l’apicoltura

L'ape domestica è allevata da secoli
dall'uomo e provvede alle necessità di
impollinazione di molte colture affiancata dai
pronubi selvatici come i bombi, le api solitarie
e le mosche sirfidi.

Un ruolo decisivo: delle 100 piante commestibili
esistenti, oltre 70 sono impollinate dalle
api e queste specie assicurano il 90% della
produzione di cibo globale.

Le cause della “moria”

Purtroppo negli ultimi decenni in Europa si
sta verificando una drammatica diminuzione
del numero di api mellifere allevate e di pronubi
selvatici. In media si calcola che sia stato
perso il 16% delle arnie di api mellifere di
tutta Europa tra il 1985 e il 2005, con perdite
ancora maggiori per Inghilterra, Germania,
Repubblica Ceca e Svezia. L'ultimo rapporto
sull'ambiente delle Nazioni Unite (Unep) indica
che il problema sta diventando mondiale.
Casi di moria di api si sono recentemente registrati
anche in Giappone, Cina, Egitto.

Le cause sono molteplici, complesse e spesso
cambiano a seconda delle diverse aree
del mondo. Talvolta c'è soprattutto una causa
scatenante, talvolta si sommano una all'altra,
ed questo è uno dei motivi per cui non
si riesce, per il momento, a trovare soluzioni
definitive. Si tratta comunque di fenomeni
imputabili all'azione di molti fattori ecologico
ambientali e all'azione antropica, ad esempio
l'impiego non corretto degli agrofarmaci
e l'azione dei parassiti che si diffondono per il
mondo favoriti dal commercio internazionale.

Parassita d'importazione

Ultimo arrivato fra questi parassiti d'importazione
è Il coleottero degli alveari (Aethina
tumida
), un piccolo Nitidulidae infestante delle
colonie di Apis mellifera originario dell'Africa
meridionale e comparso nel settembre
di quest'anno in Calabria. La specie era già
comparsa negli Usa dal 1998, in Egitto da 2000 e, più recentemente, in Canada e Australia
(2002).

Una volta insediati in una colonia, gli adulti di
A. tumida si cibano delle uova deposte dall'ape
regina, di covata, di miele, di polline. Anche
le larve del coleottero si nutrono di polline e
miele danneggiando seriamente i favi a causa
delle gallerie che scavano, inquinando il
miele con le proprie feci. Il miele così contaminato
tende a fermentare e fuoriuscire dalle
celle, sporcando l'alveare e diffondendo in
questo modo la miscela di miele lordato.

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