Campagna cereali, è tempo di consuntivi

cereali
Gli investimenti di grano tenero sono calati del 4% mentre il duro è cresciuto dell’1,9%. Il mais crolla del 10%. Ancora elevato il ricorso a prodotto non certificato

Sono quasi terminate le semine dei cerali autunnali ed è il momento di fare il bilancio della campagna sementi appena trascorsa, in attesa delle semine primaverili.

Vediamo intanto come si è conclusa l’annata 2015 per i principali cereali.

I dati Istat indicano una superficie seminata nel 2015 di frumento tenero in flessione del 4% rispetto all’anno precedente (553 mila ha circa) mentre i raccolti si sono mantenuti sostanzialmente stabili a 3 milioni di t grazie a un aumento delle rese, salite a 5,5 t/ha contro 5,3 t/ha dello scorso anno.

Per il frumento duro si evidenzia una crescita degli investimenti a più di 1,3 milioni di ha (+1,9%) e un incremento dei raccolti a 4,3 milioni di t (+6,8%), anche in questo caso i rendimenti unitari registrano un significativo aumento (+4,8% a 3,3 t/ha).

Anche per l’orzo si è avuto un lieve incremento delle superfici seminate (+1%), ma grazie alle rese elevate la produzione raccolta è aumentata del 7,3% (910mila t).

Per il mais, invece, si conferma anche quest’anno la dinamica flessiva delle superfici investite che nel 2015 sono scese a 728 mila ettari (-10%) cui corrisponderebbe una perdita dell’11% dei raccolti (circa 7 milioni di t); questa coltura è stata penalizzata dalle temperature eccessivamente elevate registrate durante i mesi estivi che hanno compromesso i rendimenti unitari.

Riguardo ai prezzi, i dati Ismea indicano nell’ultimo triennio un andamento flessivo in ragione degli abbondanti raccolti registrati nelle ultime tre campagne, che hanno consentito, a fronte di una domanda meno dinamica, una progressiva ricostituzione delle scorte.

Le recenti dinamiche delle principali variabili di base del mercato mostrano che l’attuale pressione sui prezzi potrebbe continuare durante i prossimi mesi della campagna di commercializzazione. L’abbondante disponibilità di granella di cereali a livello internazionale e anche in molti paesi importatori dovrebbe soddisfare le richieste interne determinando un significativo calo degli scambi mondiali. Le importazioni complessive dei cereali, infatti, vengono stimate in flessione del 2,5% circa, con particolare riferimento a Cina, Iran, Messico, Turchia.

L’ammontare delle scorte mondiali, inoltre, rimane del tutto considerevole soprattutto per il mais; il rapporto tra scorte/consumo è pari al 28,8% nel caso del frumento (un livello più elevato e pari al 30% circa si è registrato solo nel 2009/10) e al 20,4% per il mais (livello di poco inferiore solo alla precedente campagna.

 

L’articolo intero è pubblicato su Agrigiornale del Commercio e Garden Center n. 11-12/2015

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