Cereali e oleaginose, stime riviste al ribasso

Il dato globale di 1.966 milioni di tonnellate di cereali e oleaginose è pari a un calo del 2% sull’anno, ma è comunque un valore che eccede del 4% la media quinquennale

Mentre le operazioni di raccolta dei cereali non sono ancora state concluse in alcune aree produttive più rilevanti dell’emisfero Nord , riportiamo gli ultimi dati, disponibili al momento in cui scriviamo, emessi dall’International Grains Council sulle previsioni produttive mondiali. Tali rilevazioni andranno aggiornate con i dati reali del Nord America e della Russia.

Le proiezioni sui quantitativi mondiali di cereali e oleaginose che saranno disponibili per la campagna 2015/2016 è stato leggermente rivisto al ribasso rispetto alla previsione del mese precedente in particolare per il settore cerealicolo che ha visto un taglio della produzione di frumento, solo parzialmente compensato da un aumento del mais.

Il dato globale di 1.966 milioni di tonnellate corrisponde a un calo del 2% sull’anno, ma è comunque un valore che eccede del 4% la media quinquennale. Il consumo, di converso, non ha subito variazioni essendo stato lasciato a 1.981 milioni di tonnellate ma, in virtù delle riserve iniziali, si valuta che gli stock per la campagna 2015-2016 si contraggano solo di 4 milioni di tonnellate, a 422 milioni, un calo del 4% sull’anno. Il rapporto tra gli stock e l’entità dei consumi, pertanto, è considerato ancora ad un buon livello.

Per quanto riguarda il riso, la proiezione 2015/2016 è stata mantenuta costante rispetto al mese precedente e quindi sempre su livelli record, ma sarà da valutare l’impatto di El Nino in estremo oriente. Nonostante questi buoni dati, a causa della scarsità degli stock alla fine della scorsa campagna, si prevede che le riserve mondiali per il 2015/2016 tocchino un livello minimo da 6 anni. Le quantità disponibili presso i grandi esportatori dovrebbero subire un calo del 25%, a 20,9 milioni di tonnellate, il livello più basso dal 2007-2008. L’entità del commercio mondiale non dovrebbe subire contrazioni per la vivacità della domanda dei paesi asiatici e africani.

Gli investimenti a base di soia sono valutati in leggera crescita ma si valuta che la disponibilità di prodotto per il 2015/2016 dovrebbe subire una contrazione a causa delle minori rese.

(Tutte le tabelle con i dati saranno pubblicate su AgriCommercio e garden center n. 9-2015)

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