SEMENTI

Certificazione in crescita le strategie delle aziende

Sono state prodotte 489.599 tonnellate di sementi certificate. Forte spinta dalla reintroduzione dall’art. 68 per l’accesso ai contributi della Pac

Conclusa la campagna di certificazione 2012 delle sementi prodotte nel
2011 in Italia, si può fare un bilancio dell'annata sotto il profilo
quantitativo. La quantità totale di sementi certificate è in crescita, e
nonostante siamo ancora lontani dalle quantità del 2008 e 2009, segna pur una
tendenza: +7% con un totale di 489.599 tonnellate prodotte. Questi dati sono
interessanti per fare le opportune valutazioni sulle prossime semine e far
tesoro delle strategie commerciali messe in atto dalle aziende sementiere per
capire come evolvono i consumi, cioè quali saranno le colture in crescita.

I cereali

Ma vediamo le voci principali. Cresce il frumento duro (+11%) dopo che con le semine autunnali 2012 è stato
reintrodotto l'obbligo all'utilizzo di seme certificato per ottenere il
pagamento previsto dall'art. 68 della Pac.

Di segno positivo anche il frumento tenero (+4%) e il triticale, che cresce ancora +29%) dopo
l'exploit della scorsa annata. Stabile l'orzo, dopo il crollo delle ultime due
annate, mentre continua il calo dell'avena
(-24%) dal 2006 ad oggi.

Anche il riso cala (-5,7%)
dopo il massimo storico dello scorso anno di 60.074 t di seme prodotto,
rimanendo comunque agli alti livelli degli ultimi anni. Cresce ancora
inarrestabile il farro dicocco da 130 a 243 tonnellate di seme prodotto (+85%).

Continua poi ad aumentare il mais
(+21%), come pure le superfici coltivate a sementi nel 2012, che sono
salite del 48% circa.

Le
foraggere

Rimane più o meno invariato il dato totale sulle foraggere, dopo l'ottima
performance dello scorso anno. Continua a crescere l'erba medica (+26%), rimane più o meno costante il loietto italico che lo
scorso anno aveva quasi raddoppiato la quantità di sementi certificate, mentre
cala il favino (-12%), anche se si
tratta ormai di una posizione consolidata dopo una costante crescita iniziata
nel 2000 quando il quantitativo certificato era stato di 600 t.

Nel caso della medica il quantitativo certificato (9.005 t) è comunque
molto al di sopra della media degli ultimi cinque anni. Tra le altre specie
foraggere, rimangono costanti i trifogli
e la veccia, mentre cala ancora il pisello proteico (-18%).

Le
oleaginose

Tra le oleaginose, è da sottolineare la grande crescita del girasole (+52%) dopo che da anni ci si
aspettava un aumento dei quantitativi certificati. Evidentemente i prezzi di
mercato hanno dato nuovo slancio e si torna a credere in questa coltura. Lo
stesso dicasi per il colza (+55%) che
sta tornando ai livelli del 2008. La soia ritorna alle quantità del 2010 dopo l'exploit
dello scorso anno. Comunque il quantitativo certificato, che è calato del 25%
rispetto al 2011, è ancora il doppio rispetto al 2008.

Un accenno appena alla patata,
che ormai da tempo, con rare eccezioni, si è arresa allo strapotere degli altri
paesi comunitari; il calo ulteriore dell'8% conferma la sua inarrestabile
discesa.

Trend
positivo

Il settore dei cereali è dunque in lieve
ripresa, grazie soprattutto al frumento duro. Se anche gli incrementi delle
quantità totali di sementi di cereali a paglia certificate nel 2012 non sono
particolarmente eclatanti, le prospettive per la prossima campagna sono ben
diverse, come già sottolineato nello scorso numero. Le richieste di cartellini
Ense fatte dalle aziende nel mese di novembre, danno queste indicazioni:
frumento duro + 33% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente,
frumento tenero +16%, orzo +40%.

Viene poi confermata la crescita delle foraggere, erba medica in testa,
e il trend positivo di girasole, mais e riso che, se consolideranno le loro
posizioni, consentiranno al settore sementiero italiano di mantenere posizioni
accettabili, con una nuova diversificazione e ripartizione delle specie
prodotte.

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