Contributi 2016-17 per il grano duro

grano
Le aziende agricole per accedere ai fondi devono avere sottoscritto un contratto di almeno 3 anni con gli altri soggetti della filiera

La crisi dei prezzi del duro ha indotto il Mipaaf a stanziare 10 milioni di euro per il comparto che saranno erogati nel 2017.

Le finalità dell’aiuto sono di favorire l’adeguamento dei parametri qualitativi del grano duro a specifiche tecniche conformi alle esigenze produttive dell’industria pastaria, anche attraverso l’utilizzo di sementi certificate individuate tra le parti della filiera cerealicola e l’adozione di buone pratiche colturali funzionali al miglioramento qualitativo delle produzioni.

Per accedere al contributo le aziende agricole devono avere sottoscritto un contratto con gli altri soggetti della filiera della durata di 3 anni.

Il contratto di filiera potrà essere stipulato dall’azienda agricola con:

  1. l’industria (molitoria o pastaria o entrambe),
  2. il centro di stoccaggio - industria molitoria/pastaria.

Il contratto di filiera deve almeno indicare:

  • la superficie coltivata a grano duro oggetto del contratto; tale superficie non deve superare quella inserita nel piano colturale della Domanda Unica (Pac),
  • le varietà di grano duro da coltivare, impiegando sementi certificate,
  • le pratiche colturali funzionali al miglioramento qualitativo delle produzioni.

Il contratto di filiera è costituito da una parte generale contenente gli elementi sopra richiamati, ha durata triennale e può essere dettagliato e integrato in successivi contratti annuali integrativi.

Contratto e domanda

Il Contratto sottoscritto deve essere allegato alla domanda di aiuto.

Il decreto si applica al grano duro seminato nel periodo autunno/inverno 2016-2017 e raccolto nel 2017. La ripartizione dei fondi tra 2016 e 2017 fa riferimento esclusivamente all’anno finanziario di stanziamento e non all’anno di semina.

Pertanto le risorse disponibili per il frumento raccolto nel 2017 corrispondono all’intero ammontare dei 10 milioni stanziati (3 milioni nel 2016 e 7 milioni nel 2017).

Nel caso il contratto sia stato stipulato con il centro di stoccaggio, allora deve essere integrato con un impegno di coltivazione che deve essere stipulato dopo l’accordo di filiera e può avere la durata di 3 anni.

L’aiuto spettante a ciascun Soggetto beneficiario è commisurato alla superficie agricola, espressa in ettari, coltivata a grano duro, nel limite di 50 ettari. Il Contratto di filiera può essere riferito anche ad una superficie superiore a 50 ettari ma la parte eccedente non è considerata ai fini del calcolo dell’aiuto.

L’aiuto è concesso al Soggetto beneficiario nel limite dell’importo massimo di 15.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, come previsto dal regolamento (UE) n. 1408/2013 (de minimis agricolo). Pertanto, se il produttore ha già ricevuto aiuti ai sensi del de minimis agricolo negli ultimi tre esercizi finanziari, compreso quello in corso al momento delle concessione dell’aiuto, l’importo da concedere non può determinare il superamento della soglia di 15.000 euro e va di conseguenza ridotto.

Vogliamo sottolineare che i 10 milioni stanziati andranno ripartiti tra tutti gli ettari che faranno domanda ed in Italia gli ettari investiti a duro sono attorno a 1.300.000.

Pertanto il premio effettivo alla fine potrebbe essere irrisorio.

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 8/2016

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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