Sementi biologiche, passa al Sian la banca dati

sementi
Sarà il Sib (Sistema informativo sul biologico) a gestire l’archivio informatizzato. Le tre liste (rossa, verde e gialla) saranno aggiornate entro il 30 settembre di ogni anno

Se ne parlava da tempo ed è ora stato pubblicato sulla Gazzetta (n. 95 del 24 aprile 2017) il decreto del Mipaaf che “istituisce la banca dati informatizzata delle sementi e del materiale di moltiplicazione vegetativa ottenuti con il metodo biologico e disciplina l’uso di sementi o di materiale di moltiplicazione vegetativa non ottenuti con il metodo di produzione biologico”, in attuazione dei reg. Ce 834/2007 e 889/2008. Il decreto interviene anche a disciplinare la concessione delle deroghe per l’utilizzo dei materiali non biologici.

Passa così al portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) del Mipaaf e in particolare al Sib (Sistema informativo sul biologico) la banca dati sementi biologiche, che dal 2003, sempre su incarico del ministero, era gestita dall’Ense, ora Crea Scs. Con l’obiettivo di migliorare la sua operatività dopo i tagli operati alle risorse dell’ente.

I CONTENUTI

La banca dati (Bds), gestita nell’ambito del portale conterrà:

l’elenco delle specie e delle varietà di sementi, i tuberi seme di patata e il materiale di propagazione vegetativa ottenuti con il metodo biologico;

le liste di equivalenza varietale, per determinate specie, al fine di agevolare un impiego preferenziale delle sementi e del materiale di moltiplicazione vegetativa biologici e di ridurre il numero di deroghe rilasciate;

la lista dei produttori agricoli biologici e dei venditori che commercializzano sementi e/o materiali di moltiplicazione vegetativa bio preconfezionata.

TRE GRUPPI

La banca dati distingue le specie o alcune categorie commerciali di una specie di sementi e di materiale di moltiplicazione vegetativa ottenuti con il metodo di produzione biologico in tre gruppi:

lista rossa: a questa appartengono le specie o le categorie commerciali di una specie disponibili in quantità sufficienti sul mercato nazionale, per le quali non è concessa deroga;

lista verde: le specie o le categorie commerciali di una specie NON disponibili sul mercato nazionale e per le quali è concessa annualmente una deroga generale;

lista gialla: tutte le varietà delle specie non comprese nei due punti precedenti e per le quali è necessario effettuare una verifica di disponibilità commerciale per la successiva eventuale concessione della deroga (ai sensi dell’art. 45, par. 5 del reg. Ce 889/2008.

Queste liste saranno aggiornate il 30 settembre di ogni anno e pubblicate sul SIB. Il decreto è già in vigore, ma gli obblighi di registrazione dei fornitori e della disponibilità commerciale, le condizioni per il rilascio delle deroghe e le verifiche da parte degli organismi di controllo, si applicheranno dal 1 gennaio 2018.

 

Obbligo del numero di serie sulle etichette nei paesi Ue

Il decreto 9 marzo 2017, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 97 del 27 aprile scorso, ha recepito la direttiva di esecuzione 2016/317 della Commissione europea riguardante le indicazioni da riportare sull’etichetta ufficiale degli imballaggi di sementi, in particolare l’apposizione del numero d’ordine attribuito ufficialmente sulle etichette delle confezioni di sementi di base, certificate, commerciali, miscugli di sementi, così come sulle sementi non definitivamente certificate raccolte in un altro Stato membro, di colore grigio.

La normativa, in vigore dal 1° aprile 2017, è stata formulata nello spirito di contenere il fenomeno della falsificazione delle etichette ufficiali, per una migliore tracciabilità delle partite di sementi e armonizzazione tra gli Stati membri.

Le sementi coinvolte sono quelle di cereali, di foraggere, di barbabietola, di tuberi seme di patata, di piante oleaginose e da fibra, e i piccoli imballaggi CE di barbabietole e foraggere, miscugli compresi. Il provvedimento non riguarda le sementi orticole della categoria standard, ma soltanto le sementi di base e certificate, ad esclusione dei piccoli imballaggi.

Per l’Italia in realtà nulla è cambiato, in quanto le etichette ufficiali emesse dal Crea-Scs recano già la numerazione ufficiale.

 

“I decreti che riguardano le variazioni al Registro Nazionale delle varietà agrarie e ortive vengono pubblicati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sulla Gazzetta Ufficiale Italiana.

Nella tabella vengono prese in considerazione le Gazzette Ufficiali che vanno dalla Serie Generale n. 216 del 15-9-2016 alla n. 101 del 3-5-2017 che hanno ufficializzato 60 provvedimenti, con questi sono state:

- Iscritte 138 varietà di mais, 77 di colture industriali, 59 di ortive, 41 di cereali a paglia, 14 di foraggere, 13 di riso, 9 varietà da conservazione e 1 ortiva priva di valore intrinseco.

- Cancellate 116 varietà di mais, 105 di colture industriali, 23 di ortive, 10 di cereali a paglia, 11 di foraggere, 6 di patata, e 5 di riso.

- Variata la responsabilità della conservazione in purezza di 52 varietà di colture industriali, 29 di foraggere e 19 di cereali a paglia.

- Variata la denominazione di 3 mais, una di coltura industriale, un portainnesto di ortiva e un cereale a paglia;

- mentre con 2 provvedimenti si è provveduto al rinnovo di 50 varietà di foraggere, 23 di cereali a paglia, 3 diriso, 1 di patata, 45 di industriali, 44 di mais e 59 di ortive; e alla proroga alla commercializzazione di una varietà di foraggere, 6 di cereali a paglia, 1 di industriali e 2 di mais.

Inoltre sono stati emanati 3 decreti di rettifica e un comunicato che modificano provvedimenti già pubblicati. (Rielaborazioni CREA SCS dalle Gazzette Ufficiali)

 

Trovi l’articolo su AgriCommercio & Garden Center n. 4/2017

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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