Logistica sementi, tra sacchi e sacconi a scegliere è l’agricoltore

La gestione dei resi è un punto sempre più dolente nei rapporti commerciali
Imballaggi e trasporti i punti cardine di un settore che tuttavia evidenzia una certa immobilità, in attesa di possibili ricadute dalle politiche del New Green Deal

Se pensiamo alla logistica come a una semplice questione di movimentazione delle merci, è bene aggiornarsi, essendo divenuta nel tempo un processo molto articolato, che impatta interagendo su ogni fase del ciclo produttivo, da quando si programma la produzione, al momento in cui la merce viene consegnata al cliente. E poi non è ancora (o mai) finita, perché occorre farsi successivamente carico dell’assistenza post-vendita, dell’eventuale ritiro dell’invenduto e così via. Lasciando fuori la fase della costituzione varietale, nella produzione e vendita di sementi la programmazione, l’organizzazione e quindi la logistica sono molto importanti. Può essere pertanto utile andare a guardare cosa di significativo è cambiato negli ultimi anni.

Giampaolo Piubello
Giampaolo Piubello

Ne abbiamo parlato con Giampaolo Piubello, responsabile commerciale di Veneto Sementi, uno dei marchi proprietari di Adriatica spa, gruppo attivo in diversi settori delle agroforniture. Veneto Sementi gestisce direttamente varietà proprie di cereali a paglia, mais e oleaginose e altre, in accordo con i rispettivi costitutori.

«Grosse innovazioni non ci sono state nel nostro settore negli ultimi anni da punto di vista della logistica. Forse le variazioni più importanti hanno riguardato il confezionamento - evidenzia subito Piubello, che vanta oramai 40 anni di esperienza nel campo delle sementi, in vari ruoli di responsabilità, e può quindi darci un’ampia visione -. Non tanto perché oggi si è arrivati ad avere tutto meccanizzato e pallettizzabile, quanto guardando alle dimensioni delle singole confezioni. Con l’entrata in vigore delle norme per la tutela dei lavoratori nei riguardi della movimentazione manuale di carichi, il peso delle singole confezioni adesso non va oltre i 30 kg. Se penso ad un frumento, con un fabbisogno medio di 210 kg di seme per ha, con una paletta di 15 q.circa, diciamo con 50 sacchi, copro poco più di 7 ha di investimento. La gestione in campagna finisce con l’essere impegnativa. Ecco perché si stanno molto diffondendo i sacconi, i cosiddetti big-bag, di 5-6 q, grazie anche alle maggiori dimensioni delle aziende ed al parco macchine disponibile per la movimentazione. Per il mais e le oleaginose, con un rateo di seme nettamente inferiore, si è ancora legati ai singoli sacchetti, il cui peso segue quello del numero di semi o della dose di semina».

I materiali degli imballaggi

«Toccando l’aspetto del materiale con cui è realizzato l’imballaggio, sono oramai sepolti i tempi in cui veniva impiegata la iuta, ovvero delle tele naturali, anche se oggi farebbero molto “green”. Abbiamo avuto una lunga fase di impiego dei sacchi di carta, per poi passare un 15-20 anni fa a confezionatrici che utilizzavano bobine in continuo di materiale plastico e arrivare infine a riconvertirci oggi – continua Piubello – in larga parte alla carta: a conti fatti, è più economica e soprattutto, più ecologica. Ovviamente i sacconi sono ancora di materiale plastico, in attesa di una qualche innovazione conveniente verso fibre naturali. Va ovviamente aggiunto che allorché le sementi siano conciate, l’imballaggio di carta è quello che si presta meglio alle operazioni di corretto smaltimento da parte degli agricoltori».

Passando poi al tema più prettamente logistico dello stoccaggio e della movimentazione, Piubello tiene a sottolineare che la gestione con sacchi consente un confezionamento e packaging migliore, completamente in automatico; posto su bancali, il prodotto pronto per la vendita è facilmente immagazzinabile, occupa meno spazio come rapporto kg/mq di magazzino, pur rispettando i corridoi necessari per i campionamenti dell’Ente certificatore. Con i big-bag, invece, spostandoli in modo individuale in magazzino vengono impilati a piramide, due sotto e uno sopra, con perdita notevole di tempo e spazio. Ultimamente, con nuovi sistemi automatici è possibile già in fase di confezionamento impilare e fasciare tre sacconi in verticale, su una paletta (il cui peso complessivo corrisponde a quello di una paletta di sacchi). Richiedono meno spazio in magazzino ed il carico-scarico è più veloce, simile a quello della classica paletta di sacchi.

I numeri di riferimento per organizzare una spedizione sono comunque semplici: in un bilico da 300 q a pieno carico ci stanno 20 bancali da 15 q, con 50 sacchi o 3 big-bag di semente di frumento.

Trasporti sempre più onerosi

Quello dei trasporti sta diventando uno dei punti nevralgici della logistica.

«La nostra azienda è arrivata a produrre notevoli quantità di sementi di frumento appoggiandosi sostanzialmente a tre centri di selezione esterni da cui facciamo partire direttamente il prodotto per i rivenditori, senza magazzino centrale – tiene a precisare Piubello -, per contenere il più possibile i costi di trasporto. Questi per certe tratte possono arrivare a toccare e superare i 5 €/q. Ecco perché dobbiamo cercare di spostare carichi completi al massimo, con un unico destinatario, al massimo due, ma in un ambito molto circoscritto».

L’onere del trasporto incide poi molto sul ritiro del seme invenduto «che purtroppo – rimarca il responsabile di Veneto Sementi – è una politica di gestione commerciale che oramai tutti facciamo, anche con i frumenti, ed ha finito con il deresponsabilizzare il commerciante da una più attenta gestione degli ordini. Il reso ha oramai raggiunto percentuali sul consegnato non più accettabili, tanto che per disincentivarlo si sta cercando di mettere un tetto massimo e di applicare delle penalità, ad esempio con il recupero delle spese di trasporto e per la ricomposizione della partita».

La tempistica degli ordinativi

E finiamo con l’aspetto della gestione degli ordinativi. L’agricoltore attende sempre più l’ultimo momento per fare l’ordinativo delle sementi, trainandosi ovviamente dietro i commercianti.

«Se il rivenditore comincia a preoccuparsi delle nuove semine poche settimane prima – tiene a sottolineare Piubello -, l’azienda sementiera ha dovuto invece programmare la scelta varietale almeno un anno prima. Migliorare la tempistica degli ordinativi è senz’altro il punto chiave per affrontare in modo più razionale l’intero percorso logistico della fornitura delle sementi e di conseguenza delle semine: dalla progressione delle lavorazioni in stabilimento, alla distribuzione, alle consegne ai coltivatori. La realtà è che invece alla vigilia delle semine, nello stabilimento, ma anche nei punti vendita dei rivenditori, si vivono momenti caotici dovuti al continuo cambiamento degli ordini, a partire dai singoli agricoltori».

Leggi l'articolo completo su Agricommercio e garden center n. 4/2021

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Green Deal e logistica

Mentre si attende la definizione della nuova Pac, anche il mondo agricolo e dei servizi è attento alle possibili conseguenze operative del New Green Deal e del Farm to Fork, in via di costruzione. Esaminando la strategia per una transizione sostenibile e green presentata dalla Commissione nel dicembre 2019, alcuni obiettivi - l’uso efficiente delle risorse, un’economia pulita e circolare, la riduzione dell’inquinamento - sono strettamente connessi alla logistica. Ad esempio:

  • la sostenibilità dei trasporti: con una quota su strada ancora superiore al 71%, i trasporti sono ritenuti responsabili di almeno ¼ delle emissioni di gas a effetto serra. Il Green Deal punta ad una riduzione del 90% entro il 2050. Per ridurre l’inquinamento si pensa fra l’altro di incentivare modalità di trasporto diverse e a supply chain più corte;
  • la riduzione dei rifiuti, puntando all’impiego di imballaggi sostenibili ed al loro riciclo. Sotto osservazione è il tema della riduzione dell’inquinamento particolarmente dannoso dovuto alle microplastiche. Sono inoltre ritenute necessarie misure per contrastare gli imballaggi eccessivi e la loro destinazione a rifiuto;
  • la riduzione dell’impiego, del rischio e della dipendenza dai prodotti fitosanitari, così come da fertilizzanti e antibiotici.
Logistica sementi, tra sacchi e sacconi a scegliere è l’agricoltore - Ultima modifica: 2021-07-07T15:54:18+02:00 da K4

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