Ritorno al punto vendita con nuovi strumenti

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Display con tecnologia “Smart digital signage”
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All’inizio la tecnologia sembrava indicare ai consumatori modalità per limitare la presenza nei punti vendita. Grazie a internet è diventato comodo cercare un prodotto da casa, leggere recensioni e farselo recapitare.

Adesso però la prospettiva si sta modificando, e vengono proposti nuovi strumenti pensati per attirare i clienti in negozio e indurli all’acquisto adottando strategie simili a quelle usate sul web.

Per ora il fenomeno sembra interessare soprattutto grandi catene e alcuni settori specializzati che mirano a fornire un servizio personalizzato al cliente. In ogni caso è utile seguire gli sviluppi.

Società di trasformazione digitale e multinazionali di elettronica stanno proponendo schermi interattivi sempre più efficienti per migliorare la redditività del retail nei negozi fisici attraverso una customer experience più personalizzata. Qualcosa di molto diverso e più evoluto rispetto a quanto già disponibile fino a ora. I nuovi display grazie ad algoritmi basati sull’analisi di dati personalizzati forniscono al commerciante indicazioni precise e gli suggeriscono mosse strategiche.

La nuova tecnologia Smart digital signage consente di procedere in modo personalizzato secondo specifiche esigenze. Con gli strumenti di machine learning il commerciante può trovare ad esempio: il prezzo giusto per situazioni variabili, e programmare offerte personalizzate. Per gli esercenti si tratta di strumenti da utilizzare, ad esempio, per promozioni e offerte su misura, in base a dati di marketing relativi alla sua attività oppure informazioni al volo più generali come quelle del meteo.

Gli schermi connessi sono programmati anche per interagire con i clienti che seguono il marchio sui canali social, per invitarli in negozio attraverso varie iniziative. Servono anche a rintracciare rapidamente le recensioni di un prodotto, suggerire abbinamenti, utilizzi ecc.

Vantaggi dello smart signage

L’accelerazione a livello tecnologico offre già una quantità di strumenti collegati alle vendite (smartphone, tablet, bacheche digitali e chioschi interattivi, totem, vetrine intelligenti, etichette parlanti, smart table e smart shelf, tecnologie wearable ecc.) i mezzi sono tanti. Ma quanto incidono sui risultati?

Uno studio di Forrester Research ha evidenziato che uno schermo dinamico genera rispetto a uno statico maggiori visualizzazioni (da 2 a 5 volte in più). Il 47% degli utenti che hanno visionato un messaggio pubblicitario su uno schermo lo ricorda e il 19% di chi ha visto un prodotto su uno schermo digitale fa un acquisto non programmato.

Secondo un’indagine di Ipsos,

  • il 55% dei consumatori è influenzato dai digital media durante l’atto d’acquisto,
  • il 68% nota gli schermi all’interno di un punto vendita dotato di schermi e display attivi,
  • e il 41% ricorda i prodotti o le marche presentati sugli schermi digitali.

I display di nuova impostazione per il settore retail visualizzano una varietà di informazioni più articolata, oltre che più ampia, consentono agli utenti di collegarsi ai display in qualsiasi momento e di ricevere stimoli visivi e informazioni utili durante la sua shopping experience.

Attrazione, promozione e informazione

Il commerciante può programmare la gestione dei contenuti grafici e dei palinsesti della programmazione trasmessa sugli schermi. Questa attività consente di tenere conto di diverse variabili e di tarare la comunicazione in base ai diversi piani di comunicazione, agli orari e ai flussi dei potenziali visitatori, alla stagionalità ecc.

Videopannello all'ingresso del punto vendita

In pratica, all’ingresso di un negozio, il display digital signage può presentare prodotti di tendenza. Cliccando sull’immagine di un prodotto, è possibile visualizzare e confrontare i prodotti disponibili nel punto vendita. Una volta selezionato il prodotto prescelto, il display suggerirà possibili articoli da abbinare per sviluppare l’attività, indicherà al cliente dove reperire i prodotti, ecc. Inoltre, si possono proporre contenuti speciali, suggerimenti d’uso e promozioni. Ma non si tratta di una semplice lettura: si offrono esperienze interattive e la possibilità di connettersi a dispositivi personali.

Ritorno al valore delle cose

In generale, si è colpiti dall’aumento oggettivo delle spese online. Le indagini di mercato però evidenziano alcuni aspetti. Uno studio di MasterCard dimostra che durante il lockdown il 70% degli italiani ha preferito effettuare acquisti nel proprio quartiere e il 40% ha scoperto nuovi negozi vicino a casa.

Un’indagine di Accenture dimostra che i giovani preferiscono i negozi fisici. Oggi l’82% dei Millennial e così anche due ragazzi della generazione Zeta su tre preferiscono i negozi fisici. Questo smentisce un luogo comune sulle scelte di giovani prevalentemente digitali. In realtà i giovani nel gesto del comprare prodotti esprimono valutazione della qualità ma aggiungono attenzione a valori come educazione ambientale, servizio, senso di comunità. È il ritorno al valore delle cose.

Professionalità acquisite e servizi

Per il cliente il gesto di comprare, una volta basato su una semplice necessità, oggi è diventato un momento di attenzione nella scelta. Questo spiega il ritorno all’economia di prossimità per i negozi fisici, rispetto ai centri commerciali in cui tutto si svolge in modo anonimo e automatizzato.

Le prospettive per il futuro quindi sono buone, ma è anche vero che il consumatore, consapevole di poter comprare online, sceglie di andare in un negozio solo se lo ritiene un luogo in cui troverà oltre a prodotti di qualità, anche personale esperto, e avrà un’esperienza positiva. L’acquisto è sempre più legato a professionalità del commerciante e servizi offerti nel punto vendita.


L’articolo è pubblicato su Agricommercio e Garden Retail n. 6 - novembre 2022

Dall’edicola digitale al perché abbonarsi


Il negozio come esperienza

Le ricerche dimostrano anche che il sell out risulta più fluido là dove si realizzano l’interazione fra le due direzioni - online e fisico - e i vantaggi dei due ambienti. Se la soluzione ottimale consiste nel curare il cliente in tutte le dimensioni, quella fisica e quella digitale, qual è la prospettiva migliore per sviluppare la propria offerta?

Oltre all’utilizzo di nuovi strumenti visivi e all’aggiornamento dei contenuti di comunicazione in tutte le sue forme, innovative e tradizionali, va curata a 360 gradi l’intera esperienza di shopping in negozio.

Non basta fornire informazioni importanti o promozioni vantaggiose. È necessario interessare e coinvolgere maggiormente, mettere le basi perché il cliente, non più solo consumatore, torni in negozio per i suoi acquisti futuri.

Aldilà di nuove tecnologie, per rafforzare l’interazione fra online e shopping nei negozi è essenziale la creazione di eventi reali in cui attrarre i clienti coinvolgendoli in un’esperienza pratica. Lo fanno aziende e attività commerciali di tutti i settori, enfatizzando in tutti i modi possibili i collegamenti con il modo del verde e della natura. Sempre più spesso si propongono attività come lezioni di yoga, letture, passeggiate, corsi di tutti i tipi, anche in store delle più diverse merceologie.

Tradizionalmente i negozi del verde sono stati i primi a offrire corsi di giardinaggio e tecniche culturali, ma ora sono di fronte a una sfida: in base alle proprie caratteristiche specifiche, offrire nuovi stimoli, favoriti da un’onda lunga di interesse che porta l’opinione pubblica verso il verde.

Ritorno al punto vendita con nuovi strumenti - Ultima modifica: 2022-11-04T10:11:35+01:00 da K4

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