Giardinaggio su Facebook, quante castronerie!

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1) Le nuove fronde di felce neonate confuse con cocciniglie!. 2) Velenosi frutti di ippocastano scambiati per castagne commestibili.
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Su Facebook ci sono numerose pagine di giardinaggio realizzate da aziende, come la nostra Passione in Verde, e da privati con comprovata esperienza sul campo, es. Carlo Pagani, Mimma Pallavicini, Giancarlo Pozzi ecc.

Le prime si trovano digitando parole chiave come “giardinaggio, piante, verde”: derivano da case editrici, come nel nostro caso, ma anche da aziende di agricoltura o prodotti biologici, vivai, giardinieri, garden center ecc. Le seconde si reperiscono solo conoscendo le persone: sono per lo più vivaisti o giornalisti di settore, che parlano di piante in maniera competente e “fuori dagli schemi”.

Ambedue le tipologie di pagine Facebook dispensano consigli sul verde a opera di esperti: frequentarle, da parte dei consumatori/lettori, significa ottenere sempre informazioni corrette e, talvolta, anche le risposte dei tecnici ai quesiti inviati mediante commento in pagina o Messenger.

Poi ci sono i gruppi di giardinaggio…

Manca l’esperto

I gruppi di giardinaggio su Facebook sono innumerevoli: si reperiscono nella sezione Gruppi digitando le stesse parole chiave “giardinaggio, piante, verde, erbe selvatiche, piante commestibili…” oppure più specifiche “bonsai, piante grasse, orchidee, rose…”. C’è l’imbarazzo della scelta, ma tutti sono accomunati da due caratteristiche:

  • non esiste un vero esperto che risponda ai quesiti postati dagli utenti
  • e l’utenza ha spesso un livello di conoscenza di giardinaggio pari a zero.

Si tratta solitamente di gruppi creati da un appassionato di giardinaggio, che però non ha studiato nulla in merito e nella vita fa tutt’altro. In qualche caso si aggiungono strada facendo altri appassionati con piccole competenze su settori specifici (es. bonsai, entomologia, orchidee ecc.), che divengono anch’essi admin (amministratori della pagina) o che assurgono al ruolo di “esperti”. Tuttavia, proprio perché si tratta di persona che hanno fatto più o meno esperienza su campo, senza avere un sottofondo di studio, l’errore è sempre in agguato.

Inoltre, per l’utente meno tecnologico rimane difficile distinguere un admin/autore fra i commenti di decine di altri utenti disinformati/ignoranti: il peso degli uni e degli altri si equivale, e spesso capita che, dopo un commento corretto (es. per l’identificazione di una pianta), ne seguano decine di sbagliati, confondendo ulteriormente l’utente che ha formulato il quesito. Il tutto, spesso, senza che l’admin/autore “esperto” riesca a (o voglia) evidenziare il falso sul vero.

Quesiti banali

Se gli esperti sono “poco esperti”, i lettori/utenti sono spesso completamente digiuni di giardinaggio, magari alla prima pianta ricevuta in regalo. E i quesiti sono banalissimi: la foto di una calancoe con la richiesta di conoscere il nome della pianta, cosa mettere su un balcone assolato, la foto degli afidi sul rosaio con la richiesta d’aiuto ecc. Quesiti che si ripetono centinaia di volte nell’arco della stagione, anche perché pochi utenti hanno la pazienza di scorrere decine e decine di quesiti pregressi dove sicuramente troverebbero le risposte a domande comunissime. Risposte che, a volte, sono – appunto – diverse al medesimo quesito, a seconda di quale sedicente “esperto” ha risposto…

Spesso si incontrano anche domande/risposte che, ai veri esperti, fanno scappare una sonora risata per le castronerie lette, o viceversa fanno venire il nervoso per suggerimenti assolutamente sbagliati o incongrui o fuorvianti.

Tutte, però, devono far riflettere chi lavora nel mondo del verde: chi vende piante o servizi, chi spiega il verde e chi lo gestisce/progetta possono trarre molte indicazioni utili e, forse, anche qualche vantaggio.

Ottimizzare l’informazione

È evidente che, se c’è così tanta ignoranza/disinformazione sul verde, qualcosa non funziona nel travaso di conoscenze. Limitandoci solo a chi vende piante, il consiglio è quello di iscriversi ad almeno un paio di gruppi Facebook di giardinaggio per vedere cosa chiede la gente: quelle stesse persone possono diventare i vostri clienti, e voi dovete essere pronti a rispondere a quel genere di domande o, ancora meglio, a dare quel genere di informazioni ancora prima che il cliente ve lo chieda. Per es., ricordare che l’azalea è un’acidofila, che le erbacee perenni d’inverno scompaiono, che i bulbi in vaso vanno trasferiti in giardino dopo la fioritura oppure buttati…

Perché il segreto del vero divulgatore (alla Piero Angela) è suscitare l’interesse dell’interlocutore e saper trasmettere la conoscenza, altrimenti si equivale a un libro stampato… Sempre sui gruppi si percepisce quale tipo di piante piace, cosa la gente sta cercando, quali sono i problemi più frequenti per i quali offrire una soluzione in negozio.

Inserirsi nel gruppo

La domanda sorge spontanea: ma se io, che ho un garden center e sono esperto, incomincio a rispondere correttamente a tutti i quesiti, porterò un sacco di clienti nuovi nel mio punto vendita? La risposta è ni.

In primo luogo perché i gruppi non hanno localizzazione geografica, quindi vi partecipano utenti da tutta Italia, ed è ovvio che se voi siete a Roma, potrete dare risposte perfette a utenti di Milano o Palermo che non verranno mai nel vostro negozio.

In secondo luogo perché nei gruppi le regole sono in genere molto rigide, e fra queste c’è il vincolo di non fare pubblicità. Quindi, per es., se volete commentare un post che chiede quando potare una rosa Tea, e sul vostro sito aziendale avete una pagina che spiega come farlo, potete linkare la vostra pagina solo partendo dal vostro profilo Facebook personale: deve essere Mario Rossi a postare nei commenti il link a Come potare le rose Tea – Garden Center Pinco Pallino. E Mario Rossi non deve risultare invasivo nel gruppo Facebook : massimo 3 commenti linkati a settimana, per evitare che gli admin si insospettiscano e clicchino sul profilo di Mario Rossi per scoprire che è il titolare del Garden Center Pinco Pallino…

Questa operazione, tuttavia, si può condurre su infiniti gruppi Facebook e, nel tempo, potrebbe portare all’acquisizione di nuovi clienti di zona o, ancora meglio, a moltiplicare le vendite online se avete l’e-shop: se l’utente legge il vostro link, è già nel vostro sito aziendale, e potrebbe visitarlo per capire se gli può essere utile…

Leggi l'articolo su Agricommercio e Garden Center n. 5/2020

Dall’edicola digitale al perché abbonarsi

Giardinaggio su Facebook, quante castronerie! - Ultima modifica: 2020-09-14T16:49:56+02:00 da K4

1 commento

  1. Caro autore, mi hai fatto riflettere sul problema dell’ignoranza e della disinformazione nel settore del giardinaggio sui social media. Hai suggerito alcune strategie interessanti per migliorare la divulgazione delle conoscenze e per inserirsi nei gruppi in modo efficace. Grazie per l’articolo illuminante!

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