Assemblea Assofertilizzanti, il regolamento Ue frena sui limiti di cadmio

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Il presidente di Federchimica Cesare Puccioni.
Nel corso dell’assemblea di Assofertilizzanti si è parlato dell’iter legislativo della norma che andrà a regime fra il 2018 e il 2020

«Il nostro settore è cresciuto, ma il 2016 è stato comunque un anno difficile». Con queste parole, Cesare Puccioni, presidente di Federchimica, ha aperto i lavori dell’assemblea di Assofertilizzanti che si è svolta recentemente a Castelbrando di Treviso. «I prezzi agricoli sono calati - continua Puccioni - e ciò crea problemi ai coltivatori anche nell’acquisto dei mezzi tecnici. Perciò, le nostre aziende devono essere capaci di contenere i costi, internazionalizzarsi e innovare, con un occhio rivolto alla sostenibilità».

Il presidente di Assofertilizzanti, Francesco Caterini, si è soffermato poi a presentare lo stato dell’arte relativo al nuovo regolamento europeo sui fertilizzanti la cui discussione è entrata nel vivo. «Guardiamo con positività alla nuova iniziativa europea che, finalmente, uniforma tutta la materia nel mercato comune – ha detto Caterini -. Manteniamo molte perplessità, però, sulle pressioni esercitate nelle diverse Commissioni che non hanno nulla di scientifico (mi riferisco, in particolare, ai contenuti di cadmio, cromo ecc.) e penalizzano le tante pmi italiane del settore che, da sempre, producono qualità e lavorano in un’ottica di avanzata sostenibilità».

Servono obbiettivi realistici

A fare il punto sull’iter legislativo è stata Elisabetta Gardini. L’onorevole è relatrice per la Commissione ambiente del Parlamento europeo, dove si stanno discutendo gli ambiti più critici del regolamento, tra i quali la definizione dei limiti dei contaminanti. La Gardini ha sottolineato che, per stabilire i limiti di cadmio nei fertilizzanti utilizzati in Europa, bisogna puntare a obiettivi realistici cercando di comprendere quali sarebbero le conseguenze socio-economiche che le nuove misure adottate produrrebbero, prestando massima attenzione alla tutela dell’ambiente, ma tenendo conto pure delle evidenze scientifiche.

«Sul Regolamento – ha detto la Gardini - sono piovuti 863 emendamenti e l’approccio della Commissione mi pare datato. Per ridurre le contaminazioni si chiede di togliere il cadmio dalle rocce naturali (soprattutto fosfatiche) o di mescolare la varie tipologie di rocce con provenienze diverse. Ma, così facendo, il fertilizzante diventa meno efficiente e crea un danno all’agricoltore. La Commissione propone limiti di cadmio a 60 mg/kg, a discendere negli anni, fino ad arrivare a 20 mg/kg: il limite più basso al mondo. La mia proposta, invece, è quella di accettare i 60 mg/kg e, dopo 12 anni, verificare scientificamente la situazione prima di fare nuove proposte sulla riduzione dei residui: una posizione simile è stata espressa dal nostro Governo. Ma il tempo stringe poiché il 30 giugno la Commissione voterà e, per ora, le posizioni dei vari gruppi sono ancora molto distanti. A luglio 2017, la proposta andrà al vaglio della Commissione del mercato interno e penso che il regolamento andrà a regime, nei vari Paesi, nel 2018-2010».

 

DIVULGARE, INFORMARE, CONOSCERE

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Da sinistra, Margherita Tomatis (agricoltrice e youtuber), Orazio Spoto e Michele Pisante (Università di Teramo).

Tutti gli intervenuti all’annuale assemblea di Assofertilizzanti hanno insisto sul fatto che, sul tema fertilizzanti, contaminanti e sostenibilità, sia necessario aumentare gli sforzi informativi. Perciò, lo spazio di apertura dell’assemblea è stato dedicato alla comunicazione multitarget (soprattutto visiva) messa in campo da Assofertilizzanti in questi anni e da ciò che ancora si dovrà fare. In tale sessione, moderati dal giornalista radiofonico Fulvio Giuliani, sono intervenuti il professore Michele Pisante dell’Università di Teramo; Orazio Spoto “anima” del progetto #alimentalabellezza, su Istagram, promosso da Assofertilizzanti e l’agricoltrice e youtuber, Margherita Tomatis.

 

UN TEMA MOLTO DIBATTUTO

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Liviana Leita (Crea), Elisabetta Gardini (europarlamentare) e Francesco Caterini (presidente
Assofertilizzanti).

«La questione del cadmio nei fertilizzanti è una delle più dibattute in Europa – ha aggiunto Liviana Leita, dirigente di ricerca del Crea -. Negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati moltissimi lavori sul tema anche se non sempre adattabili all’agricoltura di pieno campo. Per stabilire le soglie di tolleranza si parte da un’analisi del rischio e il parametro più importante è quello della quantità che possiamo ingerire. Per arrivare a questo numero dobbiamo capire come il cadmio entra nella catena alimentare».

«Posto che i prodotti agricoli europei sono controllatissimi, salubri e di qualità eccellente, si evince che il cadmio proviene soprattutto dai prodotti d’importazione: cacao, riso… poco controllati. Inoltre, si dice che il contenuto di cadmio nei suoli europei stia aumentando ma, scientificamente, ciò non risulta: da parecchi anni il contenuto medio è fermo a 0,4 ppm. La proposta della Commissione, perciò, è scientificamente assurda», ha chiosato Leita.

 

L’articolo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 4/2017

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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