Alberi monumentali, la carta di salvaguardia

alberi monumentali
La monumentale Quercia delle Checche, in Val d’Orcia, già tutelata dal Mibact.
Elaborata la bozza da sottoporre al Governo per tutelare gli esemplari arborei con valore storico, ambientale, culturale e paesaggistico

È stata elaborata nei giorni scorsi la prima bozza della Carta di Siena sulla tutela dei monumenti verdi, contenente le linee guida per salvaguardare al meglio l’immenso patrimonio naturale degli alberi monumentali di cui l’Italia è particolarmente ricca.

Punto di partenza per l’elaborazione delle linee guida per salvaguardare al meglio questi alberi secolari è stato il riconoscimento da parte del ministero dei Beni culturali nel 2017 del primo monumento verde, la Quercia delle Checche (nella foto) in Val d’Orcia.

Dal provvedimento del Mibact sulla Quercia delle Checche è nata l’esigenza di tutelare un monumento verde alla stregua di una chiesa, un castello, un palazzo storico.

La Carta di Siena vuole essere il punto di partenza per l’elaborazione di un quadro normativo sui monumenti verdi e, nello stesso tempo, un percorso da seguire per la gestione di questa ricchezza da parte della comunità locale e dei cittadini. Di seguito i punti salienti della Carta di Siena.

  1. La salvaguardia degli alberi di particolare pregio e rilevanza che costituiscono i “monumenti verdi” richiede l’instaurazione di un nuovo rapporto tra esseri umani e natura concepito nel contesto della ricerca di un nuovo approccio ecologico al diritto.
  2. I monumenti verdi richiedono un nuovo rapporto tra esseri umani e natura, che superi il tradizionale approccio antropocentrico e si caratterizzi piuttosto per un approccio più equilibrato che promuova la ricerca di uno sviluppo umano in armonia con la natura.
  3. I monumenti verdi sono espressione identitaria dei luoghi e dei paesaggi. La tutela dei monumenti verdi si inserisce nel quadro di riferimento normativo rappresentato dalla Carta nazionale del paesaggio adottata dal Mibact nel 2017 che si pone come una strategia attuativa dei valori contenuti nell’art. 9 della Costituzione. Il paesaggio è concepito come “bene comune”, come fattore essenziale per sviluppare senso di appartenenza ai luoghi e come strumento per lo sviluppo sostenibile delle comunità territoriali.
  4. I monumenti verdi sono espressione del patrimonio culturale nell’accezione prevista dalla Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società del 2005, entrata in vigore nel 2011 e purtroppo ancora in attesa di ratifica da parte dell’Italia.
  5. I monumenti verdi sono esseri senzienti in grado di percepire sensazioni fisiche e stimoli esterni in modo non dissimile dagli altri esseri viventi. La loro protezione diventa un imperativo morale prima che giuridico.
  6. La salvaguardia e la valorizzazione dei monumenti verdi richiedono la partecipazione attiva dei cittadini e delle comunità territoriali di riferimento. La gestione degli alberi di particolare pregio naturalistico e culturale, riconosciuti come monumenti verdi, non può essere affidata solo agli enti statali e territoriali, ma l’attività di questi ultimi deve essere accompagnata da un coinvolgimento attivo delle comunità territoriali di tali luoghi, che di tale processo identitario e culturale sono momento iniziale e parte preminente.

Per informazioni: www.unisi.it/unisilife/eventi/convegno-la-tutela-dei-monumenti-verdi

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