Il biologico è fra noi, anche tra i substrati

terriccio biologico
Anche alcuni terricci oggi possono vantare la certificazione come prodotto biologico.
I terricci cominciano a essere prodotti anche in versione organica. Ma rimangono quelli tradizionali per le piante ornamentali

Il comparto del biologico procede spedito e senza arretramenti, segno che il consumatore ne riconosce il valore aggiunto. Il discorso vale soprattutto per i prodotti biologici alimentari, dei quali il consumatore apprezza l’assenza di trattamenti con fitofarmaci di sintesi chimica o antibiotici e medicinali in generale. Insomma: ciò che viene messo in bocca deve essere il più possibile salubre, per il consumatore, che quindi è disposto a spendere qualcosa in più.

La coltivazione biologica

In quest’ottica, oltre a comprare alimenti biologici, sempre di più sono gli hobbisti che coltivano un orto o un piccolo frutteto con l’intento di ricavarne verdure e frutti salutari, anche su un balcone o terrazzo. Li coltivano con metodo biologico, utilizzando fitofarmaci biologici e concimi organici, già da decenni sul mercato. Più nuove sono le orticole da trapianto certificate biologiche e le sementi bio, ormai disponibili per numerosissime varietà di orticole, così come gli alberi da frutto, in genere di varietà antiche, provenienti da vivai che le coltivano seguendo i dettami dell’agricoltura biologica. Non potevano quindi mancare, ultimi arrivati, i substrati certificati bio, disponibili da circa un lustro. Quasi tutte le aziende che li producono hanno in gamma solo la versione per piante da orto e da frutto, perché è evidentemente il prodotto più richiesto per chiudere la filiera casalinga del “tutto bio”. E si tratta di un prodotto che non fatica certo a essere venduto, venendo anzi privilegiato rispetto al substrato tradizionale per orticole, perché il cliente lo vede come più salubre.

Più raramente le aziende propongono terricci biologici utilizzabili anche per piante ornamentali: sono graditi dai consumatori più attenti all’ecosostenibilità fra le pareti domestiche, magari perché hanno bambini o quattrozampe che potrebbero giocare con la terra dei vasi.

La certificazione

I substrati dichiarati “biologici” hanno ottenuto la certificazione da parte di un organismo preposto dal Mipaaft. Quindi, all’interno del sacco non saranno presenti residui di sostanze chimiche (es. fitofarmaci di sintesi), metalli pesanti (per la torba queste sono le concentrazioni massime in mg/kg di sostanza: cadmio, 0,7; rame, 70; nickel, 25; piombo, 45; zinco, 200; mercurio, 0,4; cromo (totale), 70; cromo (esavalente), 0), antibiotici e farmaci in generale ecc.

Significa che i terricci biologici partono con la massima salubrità: starà poi al cliente coltivare in maniera da evitare le possibili contaminazioni.

 

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Il biologico è fra noi, anche tra i substrati - Ultima modifica: 2019-10-22T12:00:43+02:00 da Barbara Gamberini

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