DISERBO GIRASOLE

Diserbo, i pro e i contro delle varietà tolleranti

Consentono di contrastare con efficacia Xanthium e girasole selvatico. Ma occorre alternare i meccanismi d’azione e applicare ampie rotazioni.

Il girasole, tradizionalmente diffuso nelle più vocate regioni dell'Italia centrale, quali Marche, Toscana e Umbria, ma con significativa presenza anche in Emilia-Romagna e Piemonte, nell'ultimo quinquennio ha sostanzialmente mantenuto inalterate le superfici coltivate, che superano i 100.000 ettari. Unitamente a soia, barbabietola da zucchero e anche a colza è una delle poche colture dicotiledoni che permettono di impostare una sufficiente rotazione in un periodo in cui, per svariati motivi, i cereali sia a semina autunno-invernale che primaverile fanno la parte del leone. Essendo coltivato pressoché esclusivamente su terreni non irrigui, la tendenza è di anticipare le semine della coltura composita già nel mese marzo, per valorizzare al massimo le dotazioni idriche del terreno. In questo modo si espone il girasole all'azione competitiva della maggior parte delle infestanti sia a nascita precoce, quali poligonacee, crucifere e ombrellifere, che di quelle ad emergenza più posticipata, quali amarantacee, chenopodiacee, solanacee, ecc., senza dimenticare tutte le specie graminacee.

Varietà tradizionali

Dopo l'ormai assodata validità della gestione dei letti di semina con le ultime lavorazioni del terreno o con trattamenti totali utilizzando formulati a base di glifosate (Roundup 360 Power, Glyfos Ultra, Buggy, ecc.), diventano indispensabili le applicazioni subito dopo la semina con erbicidi ad azione residuale, in quanto molto limitata è la disponibilità di erbicidi utilizzabili con la coltura già emersa, soprattutto per quanto concerne il controllo delle infestanti dicotiledoni. Generalmente non è richiesta una prolungata azione di contenimento delle emergenze, in quanto il periodo critico di esposizione alle competizioni delle infestanti è identificabile nella fase che intercorre fra la semina e le 6-8 foglie vere. A partire da questa fase il ritmo di sviluppo della coltura si velocizza e rapidamente copre gli spazi interfilari, esercitando una più che sufficiente azione di competizione con le infestanti sottostanti, in particolare nelle oramai generalizzate semine con file distanziate di 40-50 cm. Le tecniche più razionali prevedono l'impiego di pendimetalin (Stomp Aqua, Activus EC, ecc.) per contenere le emergenze poligonacee e di Solanum nigrum, con addizione di aclonifen (Challenge) per completare lo spettro d'azione su crucifere, di oxifluorfen (Retex, Goal 480 SC, ecc.) o oxadiazon (Ronstar FL) se preoccupano le specie composite. Al di fuori di ogni disciplinare di produzione integrata è ancora disponibile il derivato ureico linuron (Afalon DS, ecc.). Oxifluorfen, in caso di piogge battenti nelle prime fasi di sviluppo del girasole, frequentemente determinano la comparsa di transitorie ustioni fogliari per effetto schizzo, ricordando che il suo impiego, a dosaggi ridotti in miscela con altri erbicidi, risulta molto importante per esercitare una più o meno evidente azione di contenimento delle emergenze delle infestanti ombrellifere, tra cui il più pericoloso Ammi majus. In caso di parziale efficacia dei trattamenti di pre-emergenza l'unica soluzione praticabile è l'applicazione di aclonifen (Challenge), in grado di eliminare, con applicazioni precoci (2-4 foglie vere della coltura), crucifere, Amaranthus, Chenopodium e con azione parziale su poligonacee. Pressoché nullo è il controllo di Solanum e delle ombrellifere. Con precoci ed elevate infestazioni di specie graminacee sono disponibili numerosi formulati ad attività specifica, con l'unica avvertenza di valutar attentamente il periodo di carenza.

Varietà tolleranti - Clearfield

Già commercializzate da diversi anni, le varietà di girasole “Clearfield” sono tolleranti l'erbicida imidazolinone imazamox (Beyond). Da utilizzare alle dosi di 1-1,250 l/ha di formulato entro le 6 foglie vere della coltura esercita una ottimale efficacia su poligonacee, amarantacee, crucifere, Abutilon e Xanthium. Con infestazioni nei primissimi stadi di sviluppo è in grado di contenere lo sviluppo anche di chenopodiacee e ombrellifere, nonché di alcune specie graminacee e soprattutto le rinascite di girasole selvatico.

Varietà tolleranti - Express Sun

Al secondo anno di impiego, queste varietà sono tolleranti la solfonilurea tribenuron-metile, commercializzata con il nome di Express Sun. Con trattamenti precoci, al massimo entro le 8 foglie vere della coltura, a dosi variabili da 40 a 60 g/ha si eliminano la maggior parte delle infestanti dicotiledoni annuali (amarantacee, chenopodiacee, crucifere, composite, ombrellifere, leguminose) nonché le indesiderate infestazioni di girasole selvatico. È consigliabile utilizzare Express Sun in associazione al coadiuvante specifico Codacide, escludendone l'impiego quando si addiziona anche un graminicida specifico.

Strategie anti-resistenza

Il vantaggio più evidente che ha comportato la commercializzazione delle varietà tolleranti è la possibilità di seminare il girasole anche nelle aziende in cui, a seguito di rotazioni molto strette, si sono diffuse le infestazioni di girasole selvatico e Xanthium, che rappresentavano un forte limite di coltivazione. Anche se con le applicazioni di post-emergenza si è relativamente meno esposti ai variabili andamenti pluviometrici, che influenzano il comportamento degli erbicidi ad azione residuale, diventa necessario considerare alcune strategie in funzione antiresistenza.

Per limitare questo rischio è necessario alternare i meccanismi d'azione, per cui generalmente rimangono importanti i trattamenti di pre-emergenza con gli erbicidi residuali sopra ricordati per le varietà tradizionali. Inoltre occorre valutare attentamente le rotazioni, che devono essere le più ampie possibili e con colture dove si possono utilizzare erbicidi che agiscano in modo differente dagli imidazolinoni (imazamox) e solfoniluree (tribenuron-metile). 

L'autore è del settore Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. Bagnacavallo (Ra)

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