DISERBO MAIS

Quando basta il postem-ergenza

Può completare il pre. Oppure essere esclusivo. Con vantaggi e alcuni rischi

La massimizzazione delle potenzialità produttive del mais comporta la necessità di mantenere esenti i seminativi nelle prime delicate fasi di sviluppo della coltura. La soluzione più razionale, come ovvio, prevede l'applicazione di erbicidi ad azione residuale subito dopo la semina, che nella maggior parte delle situazioni impediscono o ritardano l'emergenza delle infestanti graminacee e dicotiledoni annuali per un periodo più o meno prolungato in relazione all'andamento stagionale ed ai principi attivi utilizzati.

Tutto questo tuttavia non sminuisce la valenza degli interventi di post-emergenza, che trovano una giustificazione in numerose situazioni quali:

- completamento di precedenti applicazioni di pre-emergenza in caso di parziale efficacia;

- controllo di specie a ciclo perenne;

- terreni dotati di alto contenuto di sostanza organica, dove rappresenta l'unica soluzione praticabile.

Le strategie “solo post”, grazie all'ampia disponibilità di principi attivi efficaci sulla totalità delle specie sia graminacee che dicotiledoni annuali e perenni, in linea di massima sono adottabili in tutte le situazioni, con la consapevolezza dei rischi che si possono correre, quali:

- ritardo degli interventi causa avverse condizioni climatiche, con pericolosi fenomeni di competizione e possibile incremento dei fenomeni di fitotossicità;

- parziale efficacia sulle malerbe causa periodi siccitosi che frequentemente si verificano nella prima metà del mese di maggio, epoca in cui generalmente si effettuano le applicazioni, che determinano problemi di assorbimento da parte delle infestanti in non ottimali condizioni vegetative;

- insorgenza popolazioni di infestanti resistenti agli erbicidi di post-emergenza, con particolare riferimento a Echinochloa crus-galli (giavone) e alle solfoniluree graminicide (rimsulfuron, nicosulfuron, foramsulfuron).

Giavone e altre graminacee

Se escludiamo le aree in cui è già stata accertata la presenza di popolazioni di Echinochloa non più sensibili alle solfoniluree ad azione graminicida, il controllo delle specie graminacee risulta relativamente agevole, con trattamenti effettuati preferibilmente prima che le infestanti raggiungano lo stadio di pieno accestimento.

Al momento attuale sono disponibili innumerevoli formulati a base di nicosulfuron a differenti concentrazioni (40, 60 e 240 g/l di principio attivo), foramsulfuron (Equip) e il capostipite rimsulfuron, oggi commercializzato solo in miscela con nicosulfuron (Titus Mais Extra, Kelvin Duo). Tutti questi erbicidi risultano efficaci su Echinochloa, Setaria e, alle dosi maggiori di etichetta, anche nei confronti di Sorghum halepense da rizoma. Per contro meno sensibile risulta Digitaria sanguinalis, che nella generalità dei casi viene solo temporaneamente controllata con trattamenti effettuati nelle primissime fasi di sviluppo (entro l'accestimento).

Un'attività collaterale sulle specie graminacee annuali è esercitata anche dai trichetoni sulcotrione (Sulcogan, ecc.) e mesotrione (Callisto), mentre molto più energica risulta l'efficacia del più recente tembotrione (Laudis), con esclusione delle differenti specie di Setaria.

Semine precoci: attenzione alle poligonacee

Con la tendenza all'anticipo delle semine al mese di marzo si dovranno considerare anche le più anticipate emergenze delle specie poligonacee, qualche anno fa tipiche dei seminativi di bietola.

Nei confronti delle emergenze in sequenza di Polygonum aviculare, Fallopia convolvulus, Polygonum persicaria ed infine di Polygonum lapathifolium, un'efficacia molto elevata e costante negli anni viene esercitata da prosulfuron (Peak) e dalla sua miscela con dicamba (Casper). Il solo dicamba (Mondak 21S, ecc.) si presta a risolvere i problemi derivanti dalla presenza di Fallopia e Polygonum persicaria e lapathifolium, mentre fluroxipir (Tomagan, Fluizol, ecc.) risulta specifico per l'eliminazione di Fallopia. I trichetoni sulcotrione, mesotrione e tembotrione sono indicati per il controllo anticipato di Polygonum persicaria e lapathifolium, mentre nettamente inferiore è l'efficacia sulle altre due specie poligonacee. Ricordando che l'efficacia su tutte queste infestanti del mesotrione viene nettamente incrementata con l'impiego del formulato contenente anche terbutilazina (Calaris), rimane da considerare la specifica azione di bentazone (Basagran SG, Blast SG, ecc.) su infestazioni relativamente sviluppate di Polygonum persicaria e lapathifolium.

A proposito di bentazone, il cui impiego su mais risulta molto limitato anche se caratterizzato da una ottima selettività in tutte le condizioni applicative, dalla prossima campagna maidicola i formulati granulari (Basagran SG, ecc.) vedranno alcune limitazioni d'impiego, quali la dose massima utilizzabile, pari a 1.000 g/ha di principio

Trichetoni e dicamba: soluzioni ad ampio spettro

Quando si devono gestire le tipiche infestazioni di amarantacee, chenopodiacee, solanacee ed anche di numerose specie ruderali di sostituzione (Abutilon, Datura, ecc.), molto frequentemente si ricorre a miscele di dicamba con uno dei tre trichetoni sulcotrione, mesotrione e tembotrione. Questi ultimi, dotati di specifica ed elevatissima efficacia su Chenopodium, Solanum e con ottima attività su Abutilon, vengono integrati perfettamente da dicamba, che ne completa l'azione su poligonacee, Amaranthus e sulle specie a ciclo perenne, tra cui Convolvulus arvensis.

In caso di infestazioni veramente preponderanti e molto complesse alla miscela di trichetoni e dicamba può essere ulteriormente addizionato prosulfuron, costituendo in tal modo un'energica associazione a cui difficilmente sfugge qualcosa, se non Equisetum.

Quando trattare?

Ribadendo che per ottenere la produttività massima è indispensabile eliminare le infestanti il prima possibile, l'epoca ottimale di esecuzione dei trattamenti di post-emergenza è correlata all'intera strategia di diserbo che si attua. In linea di massima si possono delineare alcune linee preferenziali, quali:

- unico trattamento quando il mais ha differenziato le 5-6 foglie per il completamento dell'efficacia di precedenti applicazioni di pre-emergenza nei confronti di specie a ciclo perenne;

- nei terreni normali unico trattamento alle 4-5 foglie della coltura per il controllo di tutte le infestanti graminacee e dicotiledoni annuali;

- nei terreni organici è consigliabile effettuare una doppia applicazione, con un primo intervento alle 2-3 foglie del mais indirizzato prevalentemente al controllo delle specie dicotiledoni ed un secondo trattamento, a distanza variabile in relazione all'andamento stagionale, alla dinamica delle ulteriori emergenze ed all'esito della prima applicazione.

In tutte le situazioni un'attenzione particolare deve essere rivolta al controllo delle infestazioni di Sorghum halepense da rizoma. Questa graminacea a ciclo perenne, caratterizzata da una estrema scalarità di emergenza, necessità di interventi non troppo anticipati, per non incorrere in problemi causati da nascite successive ai trattamenti. In molti casi diventa consigliabile posticipare le applicazioni con una delle solfoniluree graminicide disponibili quando il mais si trova allo stadio limite per la loro distribuzione, cioè le 8 foglie vere.

Equisetum e altre malerbe perenni

Generalmente, in modo simile a quello che avviene per Sorghum da rizoma, le specie a ciclo perenne emergono in epoca relativamente più avanzata rispetto alle malerbe annuali, con particolare riferimento alle più posticipate infestazioni di Equisetum. In caso di rilevante presenza di Convolvulus arvensis (vilucchio), Cirsium arvense (stoppione) ed Equisetum, trovano ancora una valida giustificazione gli impieghi dei vecchi composti ormonici a base di MCPA (Fenoxilene Max, U46 M Class, ecc.) e 2,4-D + MCPA (U46 Combi Fluid, Dicopur Combi, ecc.), il cui limite applicativo è rappresentato dalle dosi massime utilizzabili per non incorrere in pericolosi fenomeni di fitotossicità. In caso di esclusiva presenza di Convolvulus risulta agronomicamente soddisfacente anche l'efficacia esercitata da fluroxipir, dicamba ed anche di prosulfuron. 

(*) L'autore è del Settorte Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. - Bagnacavallo (RA)

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