SPECIALE SOIA

Soia: Diserbo pre-emergenza da rivalutare

Consente di allentare la pressione di amaranto, chenopodio e Abutilon (e di prevenire rischi di resistenza).

Le interessanti quotazioni raggiunte dalla soia negli ultimi mesi, unitamente alla sempre più pressante necessità di ricercare colture dicotiledoni remunerative per poter allargare la rotazione colturale, potrebbero determinare un incremento delle superfici destinate a questa leguminosa, che al momento attuale sono localizzate pressoché esclusivamente in cinque regioni dell’Italia settentrionale: Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna.

Le strategie prevalenti

Il controllo della infestanti della soia è stato storicamente demandato a soli trattamenti di post-emergenza, sia quando di avevano a disposizione fomesafen (Flex) e acifluorfen (Blazer), utilizzati in svariate miscele molto aggressive con bentazone, olio e solfato ammonico, sia con l’avvento di imezetapir (Overtop) e tifensulfuron-metile.

Al pari delle altre colture a semina primaverile molto importanti risultano le applicazioni di pre-semina con erbicidi ad azione totale per eliminare le infestanti nate dopo l’ultima preparazione del terreno, diventando indispensabili in caso di semine su sodo e particolarmente utili nelle semine più anticipate.

Poco diffusi sono gli interventi di pre-emergenza con erbicidi ad azione residuale, anche causa la loro estrema dipendenza dai variabili andamenti pluviometrici, che nella generalità dei casi obbligano a successivi trattamenti di post-emergenza. Queste applicazioni preventive si valorizzano particolarmente nelle semine più precoci, esposte all’azione competitiva di un maggior numero di infestanti.

Non dimenticarsi il pre

Anche se generalmente è possibile gestire tutte le infestazioni con sole applicazioni di post-emergenza, diventa necessario non abbandonare le strategie che prevedono anche l’impiego di prodotti residuali distribuiti dopo la semina della soia, soprattutto in considerazione del sempre crescente numero di popolazioni di infestanti resistenti agli erbicidi ALS, quali i largamente impiegati imazamox (Tuareg) e tifensulfuron-metile (Harmony 50 SX), con particolare riferimento adAmaranthus retroflexus. Con finalità prevalente graminicida possono essere utilizzati s-metolaclor (Dual Gold, Antigram Gold), petoxamide (Romin 600, ecc.) e anche flufenacet, da quest’anno disponibile in formulazione pronta con metribuzin (Fedor). Per allargare lo spettro d’azione sulle specie dicotiledoni, tenendo presente che la specie di più difficile controllo in post-emergenza è il Chenopodium album, si possono impiegare pendimetalin (Stomp Aqua, Activus EC, ecc.), oxadiazon (Ronstar FL), metribuzin (Sencor WG, Mesozin 35 WG, ecc.) e, al di fuori dei disciplinari di produzione integrata, anche linuron (Afalon DS), mentre clomazone (Command 35 CS, ecc.) risulta conveniente per allentare la pressione di infestazione di Abutilon theophrasti (cencio molle). Dalla scorsa primavera clomazone è disponibile anche in formulazione pronta con metribuzin (Metric).

Il post-emergenza

I quasi sempre necessari trattamenti di post-emergenza andranno a completare l’attività di precedenti applicazioni di pre-emergenza o, soprattutto nei terreni torbosi e nelle semine tardive, a risolvere tutte le più complesse situazioni di inerbimento.

La stragrande maggioranza delle aziende si avvale della collaudata miscela di imazamox (Tuareg) con tifensulfuron-metile (Harmony 50 SX), quest’ultimo da utilizzare a dosi variabili in relazione alla composizione dell’infestazione ed al relativo stadio di crescita. Con l’impiego di questa miscela, caratterizzata da elevata efficacia, si devono considerare anche i più o meno evidenti fenomeni di fitotossicità, che risultano particolarmente marcati in caso di temperature elevate e con ridotta piovosità.

Il bentazone (Basagran SG, Blast SG, ecc.) risulta particolarmente indicato in caso di prevalenza di Polygonum persicaria e lapathifolium, di specie composite (Picris, ecc.) e anche di emergenze tardive di Portulaca oleracea. Addizionata alla miscela di imazamox + tifensulfuron ne riduce considerevolmente gli effetti fitotossici, con però a volte un decremento di attività su alcune infestanti, quale Abutilon theophrasti, nei trattamenti molto posticipati.

Dalla scorsa primavera è disponibile anche la miscela già formulata di imazamox + bentazone (Corum), da utilizzare con lo specifico coadiuvante Dash HC. Risulta particolarmente indicato in trattamenti precoci e soprattutto nelle semine più tardive o di secondo raccolto in quanto presenta un periodo di carenza di 60 giorni, molto più gestibile di quello del solo imazamox (100 giorni). Nei casi di infestazioni sviluppate anche Corum può essere rafforzato con l’addizione di dosi ridotte di tifensulfuron-metile (6 g/ha di Harmony 50 SX).

Le graminacee

Quando vi è la necessità di eliminare le infestanti graminacee abbiamo a disposizione un nutrito numero di preparati specifici, attivi verso la maggior parte delle specie sia a ciclo annuale (Echinochloa, Setaria, Digitaria) che su quelle perenni (Sorghum). Mentre sulle annuali i trattamenti generalmente si posiziona in abbinamento alla lotta contro le dicotiledoni, in caso di presenza di Sorghum halepense da rizoma, ad emergenza più scalare e tardiva, è consigliabile non anticipare troppo gli interventi, attendendo il periodo in cui sono emerse anche le ultime piante, al limite anche quando le stesse emergono dal piano colturale in modo da avere una superficie di assorbimento sufficiente. Occorre infine porre una particolare attenzione al periodo di carenza di ogni formulato commerciale il relazione all’epoca di applicazione.

Attenzione alle miscele

Nelle strategie che prevedono esclusivamente trattamenti di post-emergenza, frequentemente vi è la necessità di eliminare in un unico passaggio sia le specie dicotiledoni che quelle graminacee.

Addizionando i preparati specifici più compatibili (Agil, Stratos) alla miscela di imazamox + tifensulfuron-metile l’unico rischio è di assistere ad un più o meno accentuato incremento della fitotossicità. Quando si impiega bentazone, in caso di elevata pressione di infestazione di graminacee, è consigliabile effettuare due trattamenti distinti, in quanto non è raro assistere a decrementi di efficacia dei preparati specifici. Anche per quanto riguarda l’impiego di imazamox + bentazone (Corum) in linea teorica occorre una particolare attenzione all’utilizzo contemporaneo dei graminicidi, anche se nella prima stagione applicativa non sono stati riscontrati particolari problemi con l’utilizzo di ciclossidim (Stratos, Stratos Ultra) ed anche con tepralossidim (Aramo 50).

L’autore è del settore Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. – Bagnacavallo (Ra)

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