Pet “non convenzionali” una realtà importante

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Impariamo a conoscerli meglio perché sono sempre più richiesti. I veterinari “specialisti” dal 2005 a oggi passano dal 15,9% al 24,5% del totale

È ormai consolidato quanto i pet siano una presenza importante all’interno delle famiglie italiane, tanto da essere considerati loro membri a tutti gli effetti. Questo vale non solo per i cani e i gatti che sono comunque gli animali da compagnia più diffusi, ma si estende anche a tutti gli altri.

Molti desiderano un animale da compagnia, ma a volte, per varie motivazioni, non sono in grado di tenere un cane o un gatto. In questo caso una valida alternativa è data dall’acquisto o dall’adozione di un piccolo mammifero (coniglio nano, criceto, furetto, ecc.) o di una tartaruga o di un pesce o di un uccello.

I più numerosi sono senza dubbio i pesci che in Italia sono 29.918 milioni e gli uccelli 12.906. Per entrambe queste tipologie di animali, il numero è così elevato grazie alla tendenza di tenere in casa più di un soggetto. Poi ci sono più di 1,8 milioni di piccoli mammiferi come conigli nani, furetti e roditori (criceti, cavie, cincillà, degu, ecc.) e 1,4 milioni di rettili, ad esempio tartarughe, iguane e serpenti.

Comunque è evidente che il numero preciso di questi pet presenti nelle case degli Italiani non sia ancora certo, per avere dati inequivocabili l’unica soluzione possibile è di introdurre la loro presenza numerica per ogni nucleo familiare nel prossimo censimento Istat del 2021.

Il segmento dei pet diversi dai cani e gatti rappresenta comunque una realtà importante, lo dimostra anche il numero crescente di veterinari specializzati in questo segmento che in Italia ha raggiunto il numero totale di 650 (Fonte Sivae – Società italiana Veterinari per animali esotici). Nel 2005 gli ambulatori specializzati in animali esotici, termine con il quale si intendono “tutte le specie animali, legalmente detenute, presenti nelle case italiane come animali da affezione, siano essi invertebrati, pesci, anfibi, rettili, uccelli o mammiferi”, erano il 15,9% mentre oggi rappresentano il 24,5%.

Il mercato degli alimenti per queste specie animali vale più di 17 milioni di euro, il segmento principale è dato dagli alimenti per uccelli che copre il 36,9% del valore, seguito dagli alimenti per roditori (27,8 % del fatturato), pesci (18,6%) e tartarughe (16,6%).

Per riuscire a vendere alimenti e servizi in questo settore bisogna però essere preparati, bisogna conoscere le abitudini di queste specie animali, le loro necessità alimentari, il loro habitat. La preparazione tecnica può tradursi in una nuova opportunità di business. Impariamo quindi a conoscere meglio i pet non convenzionali.

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 6/2016

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