Un angolo dedicato ai nostri amici quattrozampe

amici quattrozampe
I nostri amici quattrozampe ci rasserenano e ci rilassano, donando sensazioni benefiche. In cambio li ricambiamo di mille attenzioni. Tanti articoli da proporre bene conoscendo le caratteristiche del nostro cliente.

Non è una moda passeggera: l’amore verso i pet in Italia è durevole e, anzi, in continuo aumento. Per questo motivo, se gli spazi della rivendita lo consentono, è sempre più vantaggioso creare un corner dedicato ai quattrozampe, ed eventuali iniziative tematiche. Infatti, gli animali da compagnia sono amatissimi membri della famiglia con cui condividere un rapporto reciprocamente vantaggioso: gli uni fanno del bene agli altri.

È quanto emerge dal Rapporto Assalco - Zoomark 2017 sull’Alimentazione e la cura degli animali da compagnia, realizzato ogni anno da Assalco (l’Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia) e Zoomark International, il salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia, organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Iri Information resources e Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi).  Il pet rasserena e rilassa noi umani, donandoci sensazioni benefiche e apportando anche miglioramenti alla nostra salute scientificamente provati. Gli umani, in cambio, si prendono cura del pet, fisicamente e psicologicamente, in modo da conservarne la salute psico-fisica e allungarne la vita. Infatti, il pet deve essere in perfetta forma e propriamente educato e l’umano se ne prende cura in maniera corretta, provvedendo alla sua educazione, salvaguardando la sua salute e appagandone tutte le necessità: alimentazione, riparo, igiene, gioco, socialità ecc.

 

Benefici per noi

amici quattrozampePer milioni di persone gli amici quattrozampe sono membri di diritto delle rispettive famiglie: in Italia vi sono 60 milioni di pet, in media uno per ciascun abitante e 2,3 per ogni famiglia, e il legame con gli animali d’affezione è molto consolidato, arrivando, nel 20% delle famiglie, a superare i vent’anni.

Gli animali da compagnia sono considerati presenze importanti nelle famiglie, con funzioni prettamente affettive e altre di supporto nella vita di tutti i giorni. Nelle persone più anziane cani e gatti favoriscono il buonumore, le relazioni personali e l’attività fisica, con effetti positivi sulla salute, generando un risparmio annuo di 4 miliardi di euro per il Ssn. Inoltre, i pet possono contribuire a rendere più responsabili i bambini, giocando un ruolo fondamentale in caso di particolari disagi.

 

Le cure veterinarie

L’Associazione nazionale dei medici veterinari (Anmvi) ha presentato i risultati dell’indagine 2017 sui proprietari degli amici quattrozampe pazienti dei veterinari, tracciando il profilo del proprietario (“pet owner”) e dei canali di ingresso in famiglia, oltre ad analizzare il rapporto con il veterinario e le preferenze per l’alimentazione.

amici quattrozampeColui che porta il pet dal veterinario è donna (68,5%). In netto aumento anche gli uomini, passati dal 24,7% di dieci anni fa al 31,5% di oggi. Quasi la metà dei proprietari che accompagnano i propri animali dal veterinario ha un’età compresa tra i 45 e i 64 anni. Una quota rilevante (pari al 23,7%) è rappresentata dagli over 65. Tuttavia, è interessante notare come non sia inusuale che il ruolo di proprietario dell’animale da compagnia appartenga anche a giovani al di sotto dei 25 anni (8,2%). Cani e gatti sono gli amici più diffusi nelle case degli Italiani. Escludendo i pesci, infatti, la quasi totalità del campione è proprietario di un cane e/o gatto. Solo lo 0,1% ha solamente un piccolo animale (roditori o altro). Il 66% dichiara di avere almeno un cane e il 52% almeno un gatto; dati in entrambi i casi in aumento rispetto alla prima indagine del 2007 (rispettivamente circa del 3 e del 6%. L’analisi del canale d’ingresso in famiglia denota sensibilità crescente nei confronti degli animali in difficoltà. Sono in aumento rispetto al passato le adozioni di trovatelli (33,8 vs. 30,7% nel 2007) o presso canili e gattili (12,3 vs. 7,2%), mentre si riducono gli acquisti (23,8 vs. 30,4%) o i regali (40,9 vs. 45,3%), che tuttavia rimangono la ragione più frequente dell’arrivo del pet in famiglia. I proprietari ci tengono alla salute dei loro pet: 9 su 10 hanno un veterinario di riferimento e il 73,9% segue sempre scrupolosamente i suoi consigli. Non si va dal veterinario solo in caso di emergenza (vero solo per il 14,5% degli intervistati), l’85% circa ci va abitualmente una o più volte all’anno. Il 38,6% porta il proprio pet dal veterinario più di due volte all’anno.

In una scala da 1 a 10, più del 65% dei proprietari di pet assegna le votazioni della fascia più alta (9 e 10) al proprio medico di riferimento. Il veterinario è punto di riferimento per la salute e il benessere degli animali (68,8%).

 

L’alimentazione

La salute e il benessere degli amici quattrozampe passano inevitabilmente da un’alimentazione sana. Un’indagine GFK ha evidenziato una durata della vita nettamente più lunga nei pet nutriti con alimenti industriali rispetto agli animali d’affezione che mangiano gli avanzi della tavola.

Negli ultimi 30 anni l’aspettativa di vita degli animali da compagnia è raddoppiata: il merito, oltre allo sviluppo delle cure veterinarie, è imputabile all’ulteriore miglioramento qualitativo dei prodotti (sempre più in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori), nonché alla divulgazione dei risultati delle ricerche scientifiche in tema di alimentazione.

L’alimentazione industriale risulta essere una scelta premiante: l’85% dei veterinari la ritiene migliore rispetto alle razioni casalinghe. Nei proprietari si è ormai consolidata una spiccata attenzione all’aspetto nutrizionale e salutistico dei pet: per i proprietari è importante dar da mangiare i migliori alimenti disponibili. Attualmente, gli alimenti industriali rappresentano di gran lunga la prima modalità di alimentazione dei pet (77%), oltretutto in crescita rispetto al passato (64%). Gli avanzi della tavola e i pasti cucinati appositamente risultano in calo, rispettivamente dal 18 all’11% e dal 17 all’11% (tab. 1). Interessante notare che il pet food industriale non sembra connotarsi come una tendenza passeggera, bensì come scelta consapevole: infatti, negli ultimi 10 anni la quota di proprietari che si consulta col veterinario per l’alimentazione dei pet è passata dal 35 al 55%. Un ottimo motivo per pensare al corner pet nel proprio punto vendita!

 

NORMATIVA: PROPOSTE DI LEGGE

Il riconoscimento del ruolo sociale dei pet, amici quattrozampe, va ulteriormente consolidato a livello istituzionale. Per questo, nonché alla luce del ruolo sociale assunto dagli animali domestici nelle famiglie e degli effetti benefici sulla salute e sugli stili di vita, è auspicabile:
 la creazione di un’Anagrafe nazionale canina e felina; la riduzione dell’aliquota Iva sulle spese per il mantenimento degli animali da compagnia; l’inserimento degli animali d’affezione nello stato di famiglia del proprietario; l’inclusione dei pet nel Censimento generale della popolazione italiana (dal 2021); il rafforzamento della promozione dell’accesso dei pet presso locali, esercizi pubblici e attività ricettive; l’introduzione nella Costituzione italiana un riferimento agli animali d’affezione.

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DA SAPERE: LA GARANZIA DEL PNAA

Il pet food in Italia è sicuro e garantito, poiché la sicurezza alimentare è regolata da un complesso piano di controlli ufficiali, ed è prodotto solo con materie prime sane e soprattutto tracciabili. Il Piano nazionale di controllo ufficiale sull’alimentazione animale (Pnaa) è il documento del ministero della Salute, redatto ogni tre anni e aggiornato puntualmente, determinante per la tutela del benessere animale, che assicura un sistema ufficiale di controllo dei mangimi e del pet food, al fine di garantire un elevato livello di protezione della salute umana, animale e dell’ambiente. La percentuale delle non conformità riscontrata è andata diminuendo negli anni (tab. 2). Nel 2013 sono state pari allo 0,55% dei campioni prelevati, nel 2014 la quota si è ridotta allo 0,39%, per arrivare a una percentuale di non conformità dello 0% nel 2015 (ultimo anno disponibile): tutti i campioni sono risultati conformi.

 

Leggi l’articolo su AgriCommercio & Garden Center n. 6/2017

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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