Come si legge un PSR? Vediamolo, punto per punto

Sei priorità, 18 focus area, 19 misure e 64 sottomisure. Totale 1.000-1.200 pagine per ogni Psr. In Italia 20,85 miliardi di euro in sette anni. Da utilizzare bene

L’approvazione dei primi Psr italiani ha segnato l’avvio della programmazione 2014-2020 dello sviluppo rurale.

Entro dicembre 2015, tutte le Regioni italiane riceveranno l’approvazione dei Psr da parte della Commissione europea; nel frattempo, alcune Regioni hanno emanato i primi bandi. La politica di sviluppo rurale in Italia vale 20,85 miliardi di euro in sette anni. Un’opportunità che va utilizzata bene.

Il Psr è un importantissimo strumento di programmazione che tutti gli agricoltori devono conoscere per cogliere le opportunità di sostegno allo sviluppo delle proprie imprese e dei propri territori.

Un Psr è un documento di circa 1.000-1.200 pagine. Come deve fare un agricoltore per leggerlo con celerità ed efficacia?

Obiettivi e priorità

La politica di sviluppo rurale 2014-2020 contribuisce “allo sviluppo di un settore agricolo dell’Unione caratterizzato da un maggiore equilibrio territoriale e ambientale nonché più rispettoso del clima, resiliente, competitivo e innovativo” e, altresì, allo “sviluppo dei territori rurali”.

La nuova politica di sviluppo rurale si pone 3 obiettivi:

a) la competitività dell’agricoltura;

b) la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima;

c) lo sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali, compresi la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Le misure non sono più classificate in “assi”, come nella programmazione 2007-2013, ma si passa dagli assi alle priorità.

Le sei priorità della politica di sviluppo rurale sono esplicitamente e saldamente correlate agli 11 obiettivi tematici del QSC (Quadro Strategico Comune) e, attraverso di esse, agli obiettivi di fondo dell’Unione espressi nella strategia “Europa 2020”.

 

L’articolo completo è pubblicato su Agricommergio e Garden Center n. 9/2015

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