Attacchi di insetti da oltreconfine. Ommatissus, un pericolo per la palma nana

Crescono i parassiti in virtù della globalizzazione delle merci. Saperli riconoscere, e poter consigliare ai vostri clienti il rimedio più adatto, vale la fidelizzazione per il punto vendita. In appendice la vetrina sui bioinsetticidi

Secondo i forum amatoriali di entomologia sul web, l’Emittero Fulgoride Ommatissus binotatus Fieber (Dubas Bug in inglese) sarebbe arrivato in Liguria (a Bordighera, Im) già nell’estate del 2007, su palma nana (Chamaerops humilis) in un giardino privato. Tuttavia i ricercatori datano la sua comparsa sulla Riviera solo alla primavera del 2010, quando molti coltivatori di palme nane della Riviera di Ponente incominciarono a lamentare danni ingenti sulle piante (ingiallimenti e necrosi delle foglie).

E comunque l’insetto è segnalato fin dal 1989 in Sicilia, sempre su Chamaerops. L’estensione alle coste settentrionali del Tirreno depone a favore delle sue capacità di espansione.

Al genere, originario del bacino del Mediterraneo meridionale fino ai territori sudorientali della Russia, appartengono 12 specie, delle quali la più nota è O. lybicus (un tempo considerato varietà di O. binotatus), ben studiata perché dannosa per le palme da datteri (Phoenix dactylifera) in Medio Oriente.

L’unica specie segnalata in Italia rimane comunque O. binotatus, che è presente (e dannosa) anche in Spagna, Portogallo e Nord Africa (tranne penisola del Sinai).

Morfologia e biologia

L’adulto è di colore giallo-verdastro, con dimorfismo sessuale: la femmina è lunga 4-5 mm e presenta chiazze scure sul capo e l’addome; il maschio arriva a 3 mm e non ha macchie addominali. Le larve sono chiare, fino a 5 mm di lunghezza, con vistose appendici addominali.

In Sicilia, ma anche in Liguria, l’insetto compie una sola generazione l’anno, mentre in Medio Oriente ne effettua due. Dopo aver svernato allo stadio di uovo, si ha la schiusa tra la metà di aprile e la metà di giugno. Le neanidi di prima età, poco mobili, si rinvengono sulla pagina inferiore delle foglie di palma nana, mentre le neanidi successive sono capaci di saltare da una foglia all’altra, e da una pianta all’altra, in base alla densità d’impianto.

Gli adulti appaiono dopo la metà di giugno e fino alla fine di ottobre. Le femmine depongono le uova (circa un centinaio) in fila preferenzialmente sulla lamina fogliare (pagina inferiore o superiore), ma anche – nei Paesi caldi – su altre parti verdi della pianta (es. germogli, piccioli).

Sempre in Medio Oriente, dove la deposizione è ripetuta da novembre ad aprile e da giugno ad agosto, gli stadi ninfali (5 in totale) durano 47-50 giorni, mentre la vita adulta si protrae per 13-15 giorni.

Larve e adulti nelle regioni torride d’estate tendono a infestare le porzioni ombreggiate delle piante, e addirittura a spostarsi nelle zone basali delle foglie nuove per sfuggire alla calura eccessiva.

I danni

Sia le larve sia gli adulti si nutrono della linfa, che assorbono pungendo ripetutamente la lamina fogliare.

Questa ingiallisce e appassisce in caso di forti infestazioni, che possono causare anche un arresto nella crescita delle nuove foglie e della pianta in generale. Sulle palme da datteri si sono anche osservati fenomeni di moria delle piante severamente e ripetutamente attaccate.

Le ninfe, inoltre, secernono un’abbondante melata su cui s’instaurano le fumaggini, causa di grave danno estetico e di possibile riduzione dell’attività fotosintetica. Infine, in corrispondenza delle punture di ovideposizione si osservano aree necrotiche assai sgradevoli dal punto di vista estetico e, se abbondanti, anche pericolose per la sopravvivenza della foglia stessa.

Prevenzione e difesa

Per il Medio Oriente viene segnalata la lotta biologica attraverso ausiliari come i Calcididi, fra i quali sono stati individuate specie parassitoidi di O. binotatus; mentre le larve di Chrysopa carnea e gli adulti di Coccinella septempunctata, C. undecimpunctata e Chilocorus bipustulatus sono tutti predatori di larve e adulti del parassita. La lotta biologica in quelle terre convive però con quella chimica, a base di malathion e DDT… Si ricorda che ambedue i principi attivi sono da anni al bando nei Paesi occidentali…

In Liguria le larve all’inizio della stagione, pur nutrendosi, rimangono nascoste fra le foglie ancora chiuse e solo a partire da maggio, quando si dispiegano, è possibile accorgersi dell’infestazione notando le neanidi o le ninfe.

Pertanto, nelle zone molto infestate, è consigliabile un monitoraggio precoce dell’attività di ovideposizione, già a partire dalla metà di marzo.

Se il monitoraggio preannuncia un’infestazione ingente, è consigliabile trattare la base delle foglie, e soprattutto quelle ancora chiuse, bagnando bene con un prodotto a base di ethofenprox e imidacloprid, alternando i due principi attivi per evitare di ingenerare resistenze.

 

di Roberto Clementi

 

L’articolo intero con il Focus sugli insetticidi bio per il garden è pubblicato su Agricommercio e Garden Center n. 4/2015

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