Savoia Cereali: «Disponibilità, e servizi pensati per il cliente»

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Sede dell'azienda Savoia che ha come attività principale la commercializzazione delle sementi.
L’azienda Savoia è uno dei più importanti rivenditori di cereali nel nord del Piemonte. Un nome storico che opera in un ricco territorio
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Paolo Savoia.

Una storia che dura dal 1968 e che in quasi 50 anni di attività si è radicata nel suo territorio creando un personale rapporto di affiliazione e fedeltà con gli agricoltori della zona che mezzo secolo si affidano all’esperienza e alla professionalità della famiglia Savoia. Dal 1990 a guidare l’azienda c’è Paolo Savoia, nato e cresciuto tra gli scaffali della rivendita dei genitori, che ha trasformato la piccola società nominale in una snc prima e poi in sas mantenendo però la sede storica rimodernata e ampliata e l’attaccamento alla pianura attorno a Torino. Una storia che ha alla base la profonda conoscenza di un territorio specifico come quello del Piemonte settentrionale ma che non rinuncia ad uno sguardo commerciale verso l’Italia intera. Oggi la società può avvalersi di due magazzinieri che gestiscono l’imponente magazzino della famiglia Savoia, un impiegato amministrativo e consulenti tecnici esterni delle società. Paolo, alla guida della società, oggi si muove tra il presente e il futuro di un’azienda familiare che sta assumendo decisioni strategiche importanti.

In cosa consistono oggi le vostre principali aree di business?

«La nostra principale attività è quella della commercializzazione delle sementi. Dal mais ai frumenti teneri fino alla soia, per giungere ai cereali minori quali orzi e triticali. Ci affidiamo ai migliori costitutori e scegliamo personalmente le nostre varietà consigliandole ai nostri clienti. Accanto a questa attività c’è anche quella della commercializzazione dei mezzi tecnici, concimi, fitofarmaci e hobbistica con vendita sia all’ingrosso che al minuto, anche se quest’ultima in misura minore. Infine, ma non meno importante, ci occupiamo anche di tutti quei servizi che girano attorno al mercato dei cereali, quali essiccazione e stoccaggio, il conto deposito e la gestione di centri di raccolta per i quali ci affidiamo a colleghi o contoterzisti».

Esperti nei cerali

La vostra storia e il vostro radicamento nel territorio vi rende degli esperti della zona del Piemonte settentrionale, come vedete oggi principalmente la situazione dei cereali?

savoia«Noi operiamo per la maggior parte in una zona per il 50% non irrigua e quindi questo comporta per noi delle conseguenze dopo un’estate come quella appena passata. Secondo la mia esperienza posso ipotizzare che il mais avrà una perdita dal 20 al 30% sulla produzione, così come il frumento sarà di ottima qualità ma con quantitativi di produzione nettamente inferiori a quelli degli anni passati. Per quanto riguarda la soia invece è ancora presto per esprimere delle valutazioni ma è positivo l’aumento delle superfici coinvolte in questo tipo di coltura».

E per quanto riguarda la campagna frumento in corso?

«Credo che sarà una campagna molto positiva, i prezzi ci stanno dando ragione. A fronte di una produzione limitata i prezzi sono buoni, soprattutto per quelle varietà di grano di forza molto richieste dai mulini che registrano anche un aumento delle superfici dedicate a questa coltura».

Una crescita continua

Quali ritiene siano i punti di forza che hanno permesso alla vostra società di crescere nel tempo?

«I valori portanti della Savoia Cereali sono quelli che guidano ogni buona impresa: disponibilità e servizi pensati apposta per il cliente. Il nostro catalogo di mezzi tecnici inoltre è molto ampio e permette di agire anche nell’ottica della sperimentazione e della ricerca colturale».

savoiaAgite anche nell’ottica dei contratti di filiera?

«Non propriamente, ci muoviamo più come rivenditori veri e propri, ma abbiamo accordi con qualche mulino di zona per dei contratti di filiera e siamo stati molto soddisfatti del progetto partito l’anno scorso con Italia cereali dove abbiamo introdotto nelle nostre zone il frumento da amido. È stata un’operazione che ci ha dato molta soddisfazione e che pensiamo di riproporre il prossimo anno».

In che senso?

«Abbiamo introdotto recentemente nelle nostre zone una coltura giovane come la colza e abbiamo proposto a qualche giovane cliente di sperimentare la canapa. Nelle aziende agricole della zona piemontese c’è stato un ottimo ricambio generazionale grazie anche agli incentivi statali e sono proprio i giovani ad avere più a cuore la ricerca di nuove colture ed alternative sperimentali. Come sempre però anche in questo caso non vale la pena di generalizzare. Ho anche qualche ottimo cliente storico, azienda di grandi dimensioni con una storia e un’esperienza alle spalle che ha deciso di puntare sull’innovazione e ha scelto di provare nuove varietà».

Un ampio catalogo

Il vostro catalogo è molto ampio, cosa comporta questo?

«Abbiamo un catalogo molto ampio perché commercializziamo quasi tutti i prodotti delle più importanti multinazionali sia nel campo delle sementi che per quel che riguarda i fitofarmaci. Da un lato è un nostro plus perché abbiamo la possibilità di offrire un gran numero di prodotti e soddisfare tutte le necessità, dall’altro comporta per noi grandi costi perché è troppo dispersivo e comporta un appesantimento notevole del magazzino. Vanno valutati costi e benefici di un servizio così ampio quindi nei miei progetti c’è l’idea di ridurre il catalogo privilegiando prodotti di qualità tra i più richiesti».

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