Pet economy, fenomeno in rapidissima crescita

pet economy
Gli italiani amano gli animali e li trattano come componenti della famiglia. Nascono nuove figure professionali. Fanno affari le catene di negozi dedicati

La chiamano in molti modi, pet-crazia, zoo-crazia o pet power, utilizzando nuove formule per indicare un fenomeno generalizzato e inarrestabile che si è imposto con evidenza nel mondo del marketing. Fra tutte, la definizione più interessante è quella di Pet Economy. Mentre crescono il grande amore degli Italiani verso gli animali da compagnia e l’attenzione al rapporto con questo target di clientela, anche le istituzioni si occupano del settore con continui e importanti adeguamenti normativi. Il fatto che gli Italiani amano sempre di più gli animali, e scelgono di vivere con loro, ha ricadute economiche importanti.

Importanti informazioni commerciali si aggiungono alle curiosità che una volta interessavano pochi appassionati a cui si raccontava che il primo animale addomesticato dall’uomo è stato il cane, l’ultimo il criceto, che al gatto era riservata una considerazione speciale dagli egiziani già nel 3500 avanti cristo. Che a quanto pare Giuseppe Garibaldi subito dopo aver fondato l’Italia si era prodigato per fondare la Società per la protezione degli animali.

Oggi agli animali da compagnia, sono dedicati specifici report che sottolineano il loro ruolo in termini commerciali, sulla base del fatto che ormai si conta- no milioni di gatti e cani e che per loro si spendono cifre sempre più ingenti.

Lo hanno confermato i dati diffusi dall’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) nella scorsa edizione di Zoomark e le indagini che investono l’industria dei prodotti per gli animali da compagnia sottolineando il boom delle vendite.

Questo spiega perché il panorama dell’offerta diventa sempre più ricco, in risposta a nuove sensibilità e nuove esigenze. Una delle novità è che cani e gatti sono sempre più percepiti come componenti della fa- miglia in ogni caso, anche quando quella tradizionale non c’è più: dall’ultima indagine Istat una famiglia su tre è ormai composta da una sola persona che però divide la casa con un animale da compagnia.

In questo quadro non stupisce che le catene petshop stiano crescendo del 18%. Nelle vendite ai tradizionali giochi, trasportini, tiragraffi, cuscini, dispenser e guinzagli si aggiungono cappotti, passeggini per cani di pochi mesi o per quelli anziani con problemi di mobilità. Grandi marchi di catene commerciali e produttori di mobilio dedicano collezioni agli anima- li domestici o produzioni specifiche come il primo minidivano per far accoccolare cani e gatti. L’importanza del fenomeno investe fasce molto diverse del target ma impone in ogni caso estrema attenzione e ampie vedute a chiunque abbia a che fare con questo genere di clientela. Non si tratta più, assolutamente, di proporre un’offerta magari ampia ma impersonale di alimenti e accessori ma, ancora una volta, di riaf- fermare la competenza del rivenditore specializzato.

Arrivano cat e dog sitter

Gli aspetti legati a mode del momento sono tanti. Fra i trend in ascesa, il mondo del fitness segnala il gran successo una nuova specialità, il Canicross, cioè la corsa con il cane, sport sempre più diffuso, da praticare anche in compagnia. Richiede allenamento e qualche accortezza ma rende piacevole e socializzante lo sforzo per dimagrire correndo all’aria aperta. Oggi c’è chi organizza anche questa attività.

Recenti cronache di matrimoni di celebrità hanno dato rilievo alla presenza all’evento dell’amatissimo cane della coppia, accompagnato da una “dog sitter” specializzata in cerimonie nuziali (Wedding Dog Sitter). Accanto alla crescente la richiesta di dog sitting professionali per eventi straordinari, aumenta l’esigenza di servizi che riguardano la gestione degli animali in situazioni molto più comuni. In questo caso non si tratta solo di situazioni riservate ai vip, quanto delle emergenze di quei numerosissimi italiani che ospitano circa 60 milioni di pet circa i 30 milioni di pesci, 13 milioni di uccellini, 7 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti e 1,8 milioni di altri piccoli mammiferi.

Parlando con gli acquirenti di prodotti per animali pare che questo continui ad essere uno degli aspetti più sentiti. Tutti sanno che uno dei problemi principali quando si va in vacanza o peggio, di fronte ad imprevisti, è quello di trovare qualcuno che accudisca in modo adeguato gli animali di casa. Per i gatti, in particolare, è molto sentita ‘esigenza di non allontanarli dall’ambiente a cui sono abituati. In questo senso non è sempre semplice trovare persone affidabili a cui consegnare, di fatto, le chiavi di casa. La disponibilità dei professionisti non è sempre garantita, soprattutto quando si tratta di emergenze e la ricerca attraverso Internet non rassicura completamente i padroni degli amati animali. Anche questi sono servizi che sarebbe interessante offrire, mettendo in contatto i propri clienti con operatori di fiducia senza ricorrere a strutture esterne, in genere costose, di cui il cliente non ha esperienza diretta. Per questo target va sottolineata l’importanza dei fattori emotivi ed emozionali che rappresentano sempre, come si sa, uno degli aspetti essenziali nel commercio. Da una breve indagine fra i possessori di animali e quanti svolgono l’attività di custodia sembra che sul mercato incontrarsi al di là del passaparola non sia facile né scontato e un intervento organizzativo in questo senso viene molto apprezzato.

Attenzione alla salute

Per quanto riguarda la salute, le inchieste confermano che gli italiani scelgono anche per il pet operatori e professionisti verso cui hanno fiducia: nove proprietari su dieci si rivolgono abitualmente a un veterinario di riferimento, ma la cosa viene estesa a tutto ciò che riguarda gli animali di famiglia, dal cibo agli accessori. Anche per la routine della normale alimentazione, quando non siano preseti problemi medici, i clienti gradiscono la consulenza di un fornitore attento ed esperto.

E non si tratta di un rapporto generico e saltuario, considerando i tempi standard che qualificano i rapporti con la clientela all’interno di questo particolare mercato. Il rapporto tra le famiglie italiane e i loro animali supera nel 20% dei casi i 20 anni. Per tutti questi motivi anche l’offerta di prodotti per un semplice alimentazione standard degli animali non può limitarsi ad una variegata esposizione di referenze scaffale ma richiede una preparazione adeguata.

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