Istat, boom comparto agricoltura a inizio 2015

Nel primo trimestre l'agricoltura recupera la caduta. Valore aggiunto +6% dopo il tonfo di fine 2014

L'agricoltura inizia il 2015 segnando un aumento significativo del valore aggiunto, cresciuto del 6,0% nel primo trimestre rispetto all'ultimo del 2014, quando aveva segnato una caduta del 4,3%. Lo comunica l'Istat che registra dati positivi anche per l'industria in senso stretto (+0,6%) e per le costruzioni (+0,5%), mentre rileva una variazione congiunturale nulla nel settore sei servizi.

E' dunque  l'agricoltura a far registrare il più elevato incremento del Pil, spinto dal boom nelle esportazioni agroalimentari (+6,2%) e dalla ripresa dei consumi alimentari delle famiglie, che per la prima volta da 7 anni tornano positivi e crescono dell'1,4% rispetto allo scorso anno. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti relativa ai dati Istat sui Conti economici trimestrali (primo trimestre 2015), che vedono il settore agricolo registrare un incremento addirittura 10 volte superiore a quello dell'industria.

«Risultati che rappresentano segnali positivi e importanti di ripresa dell'economia, grazie alla debolezza dell'euro che spinge le esportazioni ma anche alle ricadute positive che ci si attende dall'Expo  - ha sottolineato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, nel suo intervento in occasione della Giornata ufficiale del latte promossa a Milano da Expo 2015 e dal Ministero delle Politiche Agricole -. Ma il boom del valore aggiunto agricolo conferma anche che l'agricoltura rappresenta oggi una traiettoria di futuro, a partire dalle giovani generazioni».

A determinare l'aumento record del valore aggiunto in agricoltura è anche la ripresa dei consumi. In base a un'analisi Coldiretti su rilevazioni Ismea-Nielsen, dopo la fase di prolungata contrazione dei consumi alimentari delle famiglie che ha raggiunto il picco nel 2013 (-3,1%), si è verificato un incremento degli acquisti alimentari domestici dell'1,4% nel bimestre gennaio-febbraio 2015 sullo stesso periodo del 2014, dato che risulta in linea con le indicazioni Istat sulle vendite del commercio al dettaglio del settore.

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