Fertilizzazione ottimale su riso grazie ai sensori Ndre

sensori
Risparmio del 10-20% con un’innovativa gestione delle concimazioni azotate in copertura

Le concimazioni a dose variabile (Vrt) possono essere tipicamente gestibili tramite mappe di produzione, ma non solo. Ad oggi è possibile anche eliminare l’utilizzo di mappe di produzione e gestire la concimazione Vrt in tempo reale tramite sensori ad infrarossi. La soluzione permette di aggiustare le concimazioni in copertura in base all’effettivo stato delle colture dato dal terreno e dall’andamento stagionale.
L’azienda agricola Palestro di Olcenengo (Vc), gestita da Roberto Sarasso con la consulenza di Giuseppe Sarasso, si sviluppa su 230 ha, 160 dei quali vengono ormai gestiti con tecniche di agricoltura di precisione (Vrt). Nei molti progetti a cui l’azienda agricola ha partecipato, uno in particolare è partito nel 2010, è in piena evoluzione e introduce l'utilizzo di sensoristica Ndre per ottimizzare le concimazioni azotate in copertura su riso.

L’introduzione dei sensori di vigore vegetativo nelle pratiche colturali italiane, e in particolare la coltura risicola, ha richiesto sperimentazioni specifiche per risolvere i problemi derivanti dalle difficili condizioni di lavoro (camera sommersa) e dalle evidenti disomogeneità delle condizioni di sviluppo delle piante. Dopo numerosi test, i sensori sono stati posizionati anteriormente alle macchine su un apposito supporto per dare un vantaggio in termini di tempo allo spandiconcime per adattarsi alla dose da distribuire e con una inclinazione specifica utile a effettuare una lettura precisa anche in presenza di acqua. Proprio a causa delle difficili condizioni di lavoro sono stati scelti i sensori OptRx della ditta AgLeader, che possono utilizzare tre lunghezze d’onda e due indici di misurazione diversi, Ndvi e Ndre, il secondo dei quali si è dimostrato successivamente il più adatto ed efficiente. La misurazione avviene grazie all’impulso luminoso che, attivamente emesso, viene catturato nuovamente una volta riflesso dalle pareti vegetali della coltura. I fasci di luce a diversa lunghezza d’onda penetrano a profondità diverse nelle foglie e solo parte di essi vengono riflessi e letti dalla stessa apparecchiatura che li ha generati. Questo semplice, ma efficace, sistema consente di avere un parametro preciso che rispecchia la quantità di azoto che la pianta ha immagazzinato, indispensabile per fornire poi alla coltura solo l’azoto che necessita per completare il ciclo colturale.

 

Due metodologie

I sensori Optrx possono essere utilizzati con due metodologie diverse per raggiungere risultati diversi, questo anche in considerazione della coltura che si andrà ad analizzare.

 

Utilizzo in Post Processamento

I sensori vengono montati sui macchinari che entrano in campo ed eseguono una scansione ad ogni passaggio che la trattrice compirà negli appezzamenti. Grazie alle multiple analisi che è possibile effettuare si possono ottenere importanti risultati tramite una elaborazione delle mappe create in un secondo momento. Tale metodo è molto utile per i primi utilizzi dei sensori che possono essere facilmente “dimenticati” dall’operatore. Tutte le informazioni potranno essere poi analizzate in ufficio con o senza l’aiuto di un consulente aziendale.

Con questa metodologia le operazioni di scouting in campo potranno avvantaggiarsi di mappe precise e si potranno costruire mappe derivate per ottimizzare le diverse operazioni in campo.

 

Utilizzo in Tempo Reale

Con questa seconda metodologia è possibile distribuire concimi a rateo variabile basandosi direttamente sulle letture del sensore. Gli OptRx dispongono infatti di tabelle di taratura già utilizzabili per le colture cerealicole più diffuse (mais e grano tenero), ma, anche in caso di colture diverse, si può effettuare una veloce taratura guidando la macchina dapprima sulla zona più vigorosa e successivamente su una zona dove il vigore è più basso. Il sistema creerà in automatico i limiti massimo e minimo e in base al tasso target che abbiamo prefissato varierà la quantità effettiva di prodotto distribuito, tenendo conto delle differenti potenzialità produttive e, in base alle nostre preferenze, distribuirà più concime sulle zone meno produttive e meno su quelle già ben sviluppate o vice versa.

 

I vantaggi ottenuti

Dopo 4 anni di utilizzo del sistema in varie condizioni climatiche più o meno avverse, utilizzando sia le tecniche in post-processamento sia in tempo reale si è compreso quali siano i vantaggi effettivi della tecnologia OptRx.

Per valutare effettivamente gli incrementi produttivi e l’efficienza generale è stata utilizzata per tutto il periodo di studio una mietitrebbia con un sistema Yield Monitoring (di monitoraggio delle produzioni) che ha consentito all’azienda agricola di valutare gli effetti delle concimazioni differenziate. Si è registrata effettivamente una riduzione dell’utilizzo di concimi compresa tra il 10 e il 20% e, in contemporanea, un leggero aumento delle produzioni. Si è constatato anche che il fattore limitante per le colture nell’areale analizzato non fosse l’azoto, che al contrario veniva utilizzato in sovrabbondanza producendo effetti di allettamento, sterilità della pannocchia e l’insorgere di infezioni fungine. In particolare, si sono riscontrati risparmi di quasi il 13% di fertilizzante azotato rispetto alla tecnica tradizionale, con un risparmio netto di molte tonnellate di prodotti. Questo ha portato a incrementare da 35,48 a 42,97 i kg di risone prodotto in media per ogni kg di azoto somministrato.

 Leggi l'articolo completo di immagini e tabelle su Terra e Vita 40/2015 L’Edicola di Terra e Vita

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