Lotta alle malerbe, ora anche con metodi naturali

Liberarsi delle piante infestanti è oggi possibile non solo mediante erogazione di sostanze chimiche ma anche utilizzando principi attivi di origine vegetale

Dopo il caso, tuttora aperto, relativo al glifosate, la cui potenziale cancerogenicità è ancora in discussione e, di conseguenza, il cui uso è ancora permesso – almeno fino al 15 dicembre, ma con proposta di proroga da parte della Commissione europea – nell’Ue, accanto ad altri principi attivi di origine chimica ma meno controversi per tossicità, stanno avanzando le sostanze di origine naturale aventi effetto erbicida.

Fra queste, la più nota è l’acido pelargonico, così chiamato perché è stato isolato ed estratto per la prima volta dalle foglie del Pelargonium roseum. In realtà, la sua denominazione ufficiale è acido nonanoico, appartiene alla famiglia degli acidi grassi e chimicamente è un acido monocarbossilico alifatico saturo a nove atomi di carbonio.

In natura è presente sotto forma di olio essenziale come estere, ma può anche derivare dalla demolizione ossidativa dell'acido oleico. Ha l’aspetto di un liquido incolore, poco solubile in acqua e con un forte odore di rancido. Ha la caratteristica di bollire a 255 ºC.

Ha un’azione erbicida di contatto con le foglie delle piante infestanti, pertanto è attivo solo su malerbe già sviluppate (in post-emergenza), che vanno irrorate con il prodotto sulle foglie: in poche ore queste ingialliscono, fino al disseccamento dell’intera piantina nell’arco di 24 ore circa dal trattamento. Non ha invece alcun effetto sulla corteccia e sui rami. Agisce molto bene nel diserbo sottochioma di arbusti e alberi, ed è efficace contro tutte le infestanti annuali e pluriennali, mono- e dicotiledoni, nonché su alghe e muschi.

Non ha attività residuale, quindi non è efficace sulle malerbe germogliate successivamente all’intervento, ma non persiste nel terreno e quindi non lo altera in alcun modo. Tant’è vero che, dopo il trattamento, si può seminare il prato o trapiantare le ornamentali; mentre per le malerbe perenni (come la gramigna) il diserbo va ripetuto sui ricacci sino al completo esaurimento della capacità germinativa della radice.

Non è tossico per l’uomo, né per altri animali, quindi è molto adatto ai contesti hobbistici, con presenza di persone, bambini e animali domestici. Non per niente i prodotti a base di acido pelargonico attualmente in commercio sono a uso hobbistico e hanno un costo sicuramente più elevato rispetto a quelli a base chimica. Tuttavia, data la crescente richiesta da parte del consumatore di prodotti “naturali” o biologici, è lecito aspettarsi che questa tipologia abbia un forte riscontro di vendite e, nel tempo, che si abbassino anche i prezzi con il moltiplicarsi dell’offerta.

Nel frattempo, al cliente va spiegata la differenza fra un diserbante naturale e uno chimico, in maniera che possa scegliere nella piena consapevolezza di ciò che acquista.

L'articolo completo con tutte le schede dei prodotti è stato pubblicato su AgriCommercio e garden center n. 8-2017

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