Attrezzature, sempre più ergonomiche e a basso impatto

attrezzature per giardinaggio
L’ecosostenibilità sta entrando con forza tra le attrezzature da giardino, anche perché si abbina alla facilità d’impiego, sempre più richiesta

Fino a un decennio fa prendersi cura delle piante significava a volte spaccarsi la schiena con vasi di terracotta pesantissimi, domare un tubo dell’acqua rigido e combattivo prima, durante e dopo l’utilizzo, combattere con un tosaerba rumoroso e puzzolente che non ne voleva sapere di avviarsi e altre difficoltà varie.

Timidamente, due lustri fa, si sono affacciate sul mercato meraviglie come i robusti vasi in plastica rotazionale che imitano perfettamente le arancere toscane, i tubi per irrigazione che stanno in un beauty case, i tosaerba robot che fanno tutto da soli, e tantissime altre innovazioni che vanno tutte nella stessa direzione: oggetti facili da usare nel maggior rispetto possibile dell’ambiente.

Se inizialmente la diffidenza verso le novità così distanti dalla tradizione – ma soprattutto i prezzi molto più elevati – hanno determinato un’accoglienza quasi glaciale, in 10 anni la domanda italiana di macchine e attrezzature per giardinaggio è mutata radicalmente, abbracciando con entusiasmo questo filone innovatore e, anzi, chiedendo a gran voce ulteriori prodotti che rispettino l’assunto di cui sopra.

Attrezzature per giardinaggio funzionali

La strada è dunque tracciata: le attrezzature per giardinaggio sposeranno materiali sempre più innovativi, robusti, durevoli e pratici, ma al tempo stesso riciclabili ed eventualmente anche riciclati.

Avranno dimensioni e accorgimenti tali da accontentare anche i possessori di spazi minuscoli, e perfino chi possiede solo un appartamento. Per es., le micro-serre che ospitano per lo più piantine da orto o aromatiche, con lampada incorporata e sovente in idrocoltura, oggi rappresentano ancora un’eccentricità, ma fra pochi anni saranno diffusissime in tutte quelle case abitate da professionisti superimpegnati che non vogliono rinunciare a un pezzetto di natura, o semplicemente alla buona cucina con erbe fresche autoprodotte.

I nuovi prodotti soddisferanno bisogni esistenti, come le varie tipologie di impianti e accessori per irrigazione indoor e outdoor o le diverse strutture per la coltivazione in verticale, oppure esigenze ancora da inventare, come le micro-serre per microgreen (piantine neogermogliate) o il grembiule da giardino con caricacellulare a energia solare o il vaso che dice allo smartphone quando deve essere bagnata la pianta che ospita o il drone che segnala anomalie fra gli ospiti vegetali in giardino.

Un occhio alla funzionalità e l’altro al rispetto dell’ambiente: questa sarà la chiave vincente degli accessori per giardinaggio nei prossimi anni.

Attrezzi ecologici

E questa stessa chiave si applica anche alle macchine e agli attrezzi da giardino: il consumatore chiede in primo luogo facilità d’impiego. In questo senso, il robot tosaerba, una macchina che fa tutto da sola, è la realizzazione dei desideri dell’hobbista, sollevato dalla fastidiosa incombenza cadenzata di tosatura del prato. Altrettanto hanno fatto da tempo le centraline per l’irrigazione, e molto successo hanno anche tutti i kit per bagnare i vasi durante le ferie estive.

Tutto quanto è in grado di fare da sé, dopo un’iniziale allestimento o programmazione da parte dell’hobbista, è bene accetto. Ora è il turno degli apparecchi per la coltivazione indoor al buio e in fuorisuolo, ancora poco conosciuti ma in via di affermazione. Anche se, obbiettivamente, è difficile trovare altre operazioni inerenti il giardino che possano essere automatizzate…

Nel frattempo, le fasce medio-alte di consumatori hanno scoperto la funzionalità degli attrezzi: dal potatoio alla vanga, sono sempre più richiesti gli utensili che non stancano le mani, che riducono la fatica, che non riempiono di vesciche la pelle. E se poi questi attrezzi “magici” sono anche belli, magari colorati o in materiali innovativi, autopulenti o antiruggine, la richiesta si impenna.

A tutti gli apparecchi il consumatore chiede poi di essere rispettosi dell’ambiente: i motori a scoppio oggi resistono ancora, ma fra 10 anni saranno una rarità. La direzione è quella della batteria: a tosaerba, tosasiepi, soffiatore e biotrituratore si stanno aggiungendo i ride-on, i decespugliatori, i potatori e le motoseghe. Non meravigliamoci di vedere a brevissimo anche i trattorini, le motozappe, gli spazzaneve e qualsivoglia altra macchina lavorare con efficienza in quasi completo silenzio: la Ricerca & Sviluppo delle aziende sta lavorando da tempo al reperimento di soluzioni valide, che presto approderanno sul mercato.

Ci arriveranno prima le grandi marche, italiane o internazionali, rispetto agli industriosi cinesi, che però seguiranno a ruota. La scommessa, di cui ancora non ci sentiamo di azzardare un pronostico, è sul successo che il prodotto “primo prezzo” potrà avere sul mercato italiano: il consumatore dovrebbe aver capito che solo i grandi marchi sono affidabili e forniscono assistenza… Ma la sirena del costo bassissimo è sempre in agguato…

Leggi l’articolo completo pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 1/2019

Abbonati e leggi l’edicola digitale

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome