Agricoltura e mezzi tecnici, trent’anni di alti e bassi

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La caduta dei prezzi dei prodotti agricoli ha ridotto gli investimenti in mezzi tecnici, talora con risultati disastrosi. Il fenomeno “nuovo” del contoterzismo

L’ agricoltura italiana negli anni che vanno dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi ha compiuto il più importante cambiamento della sua storia. In questi circa 60 anni si è registrato un incredibile incremento di produzione sostenuto e stimolato da una serie di mutamenti altrettanto importanti nelle strutture, nelle tecniche agricole, nell’impiego dei fattori, nell’evoluzione delle produzioni. Una valutazione più attenta dell’intero periodo mostra che esso è diviso in due parti, la prima che si conclude verso la metà degli anni ’80 e la seconda che va da quel momento ad oggi.

Il trentennio di vita di “AgriCommercio e garden center” coincide con quest’ultimo e merita una particolare attenzione per le vicende che hanno interessato le principali variabili che influiscono sull’evoluzione dell’ agricoltura e che ne hanno guidato e plasmato la crescita.

Anche in questi 30 anni si possono distinguere almeno due periodi di durata all’incirca equivalente. Nel primo lo sviluppo agricolo italiano procede in conformità con il trentennio precedente, sia pure a tassi minori, con incrementi di produttività sempre molto ampi, pur con la tipica variabilità dell’ agricoltura, con un’azione costante di immissione di progresso tecnico. Ciò avviene grazie all’utilizzo sempre più esteso e pervasivo di mezzi tecnici, con una riduzione della manodopera agricola di proporzioni epocali e in seguito più regolare e con una ridotta dinamica strutturale.

Nel secondo, invece, il modello cambia: la crescita rallenta, sembra fermarsi e poi, specie dopo l’ultima impennata dei prezzi del 2012, addirittura trasformarsi in calo. Su questo cambiamento incidono forze esterne all’ agricoltura, sia sul piano internazionale come le pesanti conseguenze della crisi mondiale, la crescente globalizzazione dei mercati, la svolta della Politica agricola comune (Pac), sia su quello italiano con le difficoltà economiche del nostro paese, la sostanziale carenza di una politica agricola che, sia pure nell’ambito della Pac, fosse adattata al contesto nazionale, un crescente disinteresse del paese per i problemi agricoli. Fra i fattori che incidono, infatti, va inserito anche il cambio dell’atteggiamento nei confronti del settore agricolo che si diffonde nell’opinione pubblica e da qui passa alle sedi di elaborazione delle politiche. Prevalgono preoccupazioni che assegnano al settore funzioni e ruoli diversi dal passato e vanno nella direzione da un lato di una salvaguardia ambientale vista in contrapposizione all’impiego dei ritrovati delle nuove tecnologie, di un uso degli spazi agricoli per funzioni ricreative e non produttive, di un rifiuto aprioristico e ingiustificabile dell’introduzione di innovazione nel settore, e dall’altro dalla spettacolarizzazione degli aspetti enogastronomici dei prodotti agricoli il cibo immagine, per intenderci.

Contrazione del settore

Avviene così che la produzione agricola che globalmente cresce ancora di circa il 10% nei 15 anni fino al 2000, poi …

 

L’articolo completo è pubblicato su AgriCommercio & Garden Center n. 1/2017

L’edicola di AgriCommercio & Garden Center

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