Diserbanti, novità e conferme sul mercato

diserbanti
Oggi si punta su prodotti che, con dosi sempre più ridotte, garantiscano la massima efficacia sulle erbe infestanti. Preparati selettivi e a basso impatto ambientale

Le erbe infestanti vanno controllate soprattutto nel periodo che va dall’inizio del germogliamento alla metà dell’estate, il periodo in cui più dannosa è la concorrenza idrico-nutrizionale esercitata da parte delle infestanti. Ogni azienda, una volta definito il modo di coltivazione più idoneo in relazione al tipo di terreno, alle caratteristiche degli impianti ecc. si pone il problema su come intervenire con i diserbanti.

D’altra parte le erbe infestanti riducono fortemente le produzioni vegetali tanto che, tanto per fare un esempio, negli Stati Uniti si registra una spesa di oltre 10 miliardi di dollari ogni anno per l’acquisto e la distribuzione di diserbanti. Oggi la normativa che regola il settore è sempre più restrittiva per assicurare il rispetto dell’ambiente e la salute umana cosicché la ricerca rischia di rallentare, ma a tutt’oggi sono comunque disponibili prodotti per il controllo della maggior parte delle specie infestanti. D’altra parte la maggior parte dei diserbanti sono completamente selettivi e innocui per le specie coltivate e l’ambiente. Non dimentichiamoci che i diserbanti rivestono una notevole importanza in quanto hanno anche il vantaggio di ridurre l’impatto delle lavorazioni del terreno e quindi di ridurre i danni legati all’erosione del suolo. I primi diserbanti, come molti ricorderanno, erano costituiti da sostanze chimiche ad azione diserbante grossolana il cui impiego poteva anche essere nocivo (siamo nel primo dopoguerra), ma negli anni sono state sintetizzate molecole sempre più selettive ed efficaci, la cui continua ricerca è cresciuta e soprattutto con l’insorgere di fenomeni indesiderati di inquinamento e di selezione di una flora infestante resistente. Gli attuali diserbanti sono caratterizzati da una struttura tale da poter essere degradati più o meno velocemente: questo si spiega con la similarità di queste molecole con quelle di composti naturali (che ne garantisce quindi una trasformazione metabolica principalmente da parte di microrganismi) o con la loro instabilità chimica o fotochimica nell’ambiente.

La vetrina dei prodotti li trovi su AgriCommercio & Garden Center n. 8/2018

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