Trent’anni al servizio di agricoltura nel sud-est barese

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L'insegna di Agrifarma.
La rivendita di Agrifarma di Conversano (Bari) è cresciuta al passo con lo sviluppo di una agricoltura fortemente intensiva

Trent’anni per cambiare e crescere insieme con l’ agricoltura di un territorio ad agricoltura intensiva, la pianura del Sud-Est barese che corre da Torre a Mare fino a Monopoli, in un profluvio di oliveti, ciliegeti e tendoni a uva da tavola inframmezzati da impianti di albicocco, pesco, kiwi, melograno e ficodindia e di campi coltivati a patate e a verdure e ortaggi come aneto, prezzemolo, finocchio, sedano, indivia scarola, indivia riccia, lattughe e cavoli. Trent’anni costituiscono il tempo in cui un modesto negozio nel cuore di Conversano (Bari), denominato Agrifarma, che impegnava due persone, padre e figlio, e produceva reddito per una sola famiglia, si è evoluto, grazie alla capacità di legarsi fortemente con gli agricoltori locali, trasformandosi in una rivendita che oggi ha una sede bella, efficiente e facile da raggiungere nella zona annonaria del paese, consegue un ottimo fatturato annuo e occupa otto unità lavorative.

«Al primo posto il cliente, l’agricoltore. Questo è sempre stato il segreto della nostra crescita – conferma Riccardo Resta, 43 anni, titolare di Agrifarma insieme con il fratello Antonello, 48 anni –. L’insegnamento di nostro padre è diventato per noi il punto di forza. Nel 1988 papà, perito agrario ed enologo presso una cooperativa che distribuiva agrofarmaci, rilevò una piccola attività già esistente nel centro di Conversano e aprì una ditta individuale che chiamò Agrifarma. Mio fratello Antonello, fresco perito agrario, iniziò a collaborare con lui. Le cose sono andate bene e nel 1995, quando anche io, diplomato perito agrario, mi sono incamminato sulla strada del lavoro, abbiamo fondato tutti e tre una snc e ci siamo trasferiti in una nuova sede, all’immediata periferia del paese. Dopo qualche anno stavamo già stretti, sicché nel 2007 io e mio fratello abbiamo costituito una srl e ci siamo trasferiti nell’attuale sede».

CRESCONO OFFERTA E TECNOLOGIA

In tre decenni l’ agricoltura della pianura sud-orientale barese, pur restando sempre intensiva, e anzi aumentando il grado di intensivazione, è mutata, non solo nelle colture praticate, con l’ampliamento dell’offerta di uva da tavola attraverso le varietà apirene, la diffusione crescente dei ciliegeti, l’introduzione dell’albicocco e del pesco, il ritorno del kiwi e l’inserimento di nuove specie frutticole e orticole, ma anche, e soprattutto, con un’organizzazione tecnica e commerciale avanzata, decisamente moderna, al passo con i tempi.

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Agrifarma offre oltre 3.500 referenze commerciali.

«Il nostro lavoro ha accompagnato questo cambiamento, anzi l’ha stimolato, sollecitato e agevolato. L’intensivazione colturale ha spinto, anzi obbligato, gli agricoltori, almeno quelli delle medie e grosse aziende, a programmare le colture impiantate in funzione di accordi commerciali. Oggi le aziende agricole non sono sprovvedute come un tempo, non decidono più dalla sera alla mattina, operano seguendo gli orientamenti del mercato, realizzano produzioni non di massa ma di qualità, anche alta. E quegli agricoltori, per lo più vecchi, che tardano ad aggiornarsi o non vogliono farlo, sono destinati a scomparire».

L’intensivazione colturale, aggiunge Resta, ha fatto altresì crescere la domanda di informazione corretta, la necessità di aggiornamenti tecnici e legislativi, la richiesta di consigli colturali operativi.

«L’attenzione forte e crescente delle catene commerciali della grande distribuzione organizzata verso il problema della riduzione del numero di residui ci ha spinti ad assumere un ruolo di tramite fra esse e gli agricoltori, per capire le esigenze delle prime e aiutare i secondi a soddisfarle, consigliando i tempi e i modi più opportuni della difesa, quali prodotti fitosanitari utilizzare in ogni frangente, come e quando inserire un trattamento con un prodotto certificato biologico all’interno di un programma di lotta integrata o convenzionale, se è possibile fare ricorso a un determinato fungicida o insetticida o diserbante oppure se è da evitare perché proprio quel prodotto è uscito fuori commercio o non è più registrato per l’una o l’altra coltura».

Tale impegno si configura come una vera e propria forma di assistenza tecnica, per gli agricoltori veramente preziosa, assicura Resta.

PRODUTTORI PIÙ CONSAPEVOLI

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Piccoli attrezzi agricoli.

«Molti produttori agricoli oggi sono più consapevoli, rispetto a 10 o 20 anni fa, dell’importanza di conoscere le moderne tecniche e di aggiornarle in continuazione. Infatti tanti di essi si rivolgono ad agronomi di fiducia, con i quali noi comunque ci confrontiamo. Ma i rivenditori, soprattutto quelli più attenti, dispongono di informazioni normative che agli agricoltori e ai loro tecnici o non arrivano oppure giungono in ritardo. La materia riguardante, in senso lato, l’impiego degli agrofarmaci è molto complessa, per cui gli agricoltori sono contenti se offriamo loro un servizio di informazione che li aiuta ad affrontare con serenità un terreno molto spinoso e a risolvere parecchi problemi».

Tale impegno a tutto tondo al servizio degli agricoltori ha convinto i fratelli Resta a investire nella rivendita «esclusivamente in ciò che davvero interessa ai produttori nella loro attività in campagna: soprattutto prodotti fitosanitari e fertilizzanti, poi piccole attrezzature per uso agricolo, come forbici, e dispositivi di protezione individuale, quali guanti, maschere e altro. Già da diverso tempo, coerentemente con la crescita del numero di aziende agricole certificate biologiche, abbiamo introdotto numerosi prodotti fitosanitari e fertilizzanti biologici, che stanno conquistando sempre più la fiducia degli agricoltori. Noi li consigliamo anche a chi opera nell’ agricoltura convenzionale o integrata, in particolare per gli ultimi trattamenti prima della raccolta, per tenere basso il numero dei residui».

UN INVESTIMENTO IMPORTANTE PER L' AGRICOLTURA

La convinzione dei fratelli Resta sulle ottime prospettive future dei prodotti biologici li ha spinti a compiere quest’anno un investimento davvero originale. A poca distanza dalla rivendita, che occupa uno spazio di 3mila m² dei quali 600 coperti, hanno comprato un locale, che funge da deposito, ampio 2.300 m² di cui 1.600 coperti: di questi, 1.300 sono occupati da celle frigo, «che nei prossimi anni ci serviranno per stoccare prodotti fitosanitari biologici costituiti da batteri o altri microrganismi vivi, i quali, per sopravvivere, hanno bisogno della catena del freddo, cioè di essere conservati a 4 °C. Così ai nostri clienti potremo garantire prodotti innovativi ben conservati e disponibili in ogni momento».

Attualmente l’Agrifarma offre oltre 3.500 referenze, fra prodotti fitosanitari, fertilizzanti e il resto, tanto che è costretta a stoccare parte di esse presso centri esterni alla rivendita.

«La pluralità di colture del vasto territorio che serviamo ci costringe a gestire un ventaglio così ampio e variegato. Quando l’agricoltore viene a chiedere un determinato prodotto non lo si può mandare via a mani vuote. Anzi, insieme con il prodotto richiesto diamo tante informazioni sulle sue modalità di impiego. Eppure, a fronte di tanto impegno, abbiamo spesso riscontrato la resistenza dei produttori agricoli a pagare nei tempi convenuti, che non sono brevi ma ben 120 giorni!».

Sicché i fratelli Resta hanno dovuto organizzarsi meglio e stringere con i clienti patti chiari: i tempi di pagamento vanno rispettati assolutamente, anche perché le società produttrici di prodotti fitosanitari e fertilizzanti impongono ai rivenditori tempi di pagamento di 60 giorni.

«Benché la Cribis D&B abbia attestato che Agrifarma nel 2015 ha ottenuto il Rating 1, cioè l’indice di massima affidabilità finanziaria, non abbiamo certamente risorse infinite per sostenere gli agricoltori in difficoltà! Tanto è vero che qualcuno più reticente siamo stati costretti, nostro malgrado, a mandarlo via. Quindi per noi la prospettiva migliore è mantenere inalterato il fatturato, già abbastanza cospicuo, ma aumentare la redditività, riducendo i tempi di pagamento, e quindi di incasso, da parte dei clienti».

 

Leggi l’articolo completo su AgriCommercio & Garden Center n. 8/2017

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