Corroboranti fuorilegge con la nuova normativa bio

In assenza di una nota chiarificatrice del Mipaaft migliaia di prodotti non potranno più essere commercializzati. Abrogare da un giorno all'altro un decreto collegato a ricerca, innovazione ed investimenti, rischia di causare non pochi problemi all'intera filiera delle coltivazioni biologiche.

Sono improvvisamente andati "fuorilegge" migliaia di prodotti commercializzati come corroboranti e in assenza di una nota esplicativa del Ministero la situazione risulta abbastanza critica.

Lo scorso 5 settembre, infatti, è stato pubblicato in Gu il DM 6793_2018 che abroga il DM 18354/2009 relativo all'applicazione nazionale dei regolamenti Ce 834/07 e 889/08 sull'agricoltura biologica.

Questo dm resta, di fatto, incomprensibile e per certi versi inapplicabile, almeno per la parte dei corroboranti.

Come spesso accade i funzionari del Mipaaft non hanno tenuto in considerazione che abrogare da un giorno all'altro (6 settembre) un decreto collegato a ricerca, innovazione ed investimenti, causerà non pochi problemi all'intera filiera delle coltivazioni biologiche.

Ci auguriamo che le associazioni di categoria che siedono ai numerosi tavoli tecnici presso il Mipaaft così come i portatori d'interessi del mondo del biologico, chiedano al più presto alle autorità di intervenire su questo importante filone di mezzi tecnici per l'agricoltura.

Si rischia di creare contenziosi non solo tra i fabbricanti di corroboranti e la Repressione Frodi ma soprattutto tra gli agricoltori che li usano e gli Enti di certificazione del biologico.

Clicca qui per scaricare il decreto ministeriale 6793 del 2018

L'autore è direttore di SILC Fertilizzanti

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