Interventi sulle pomacee dalla ripresa vegetativa

1/8 - Ticchiolatura su pere.
Con la fioritura tornano le fitopatie. In risposta ecco la difesa che deve proteggere la produzione senza danneggiare gli “insetti amici”

La ripresa vegetativa è uno scenario attraente e nel contempo delicato. La fioritura coinvolge dai fruttiferi alle spontanee fra cui la veronica, in antesi fin dall’inverno e con le Api che vi bottinano il primo nettare. A tutela dei pronubi le applicazioni insetticide possono essere attuate solo coi terreni privi, o privati, d’infestanti in fiore e coi fruttiferi coi bottoni fiorali ancora, o chiusi o a sfioritura completata.

L’andamento stagionale piovoso non è favorevole alla fisiologia delle piante. Terreni mal sgrondanti, se privi d’inerbimento, non permettono facili passaggi dei mezzi meccanici, senza considerare poi i “calpestii”, ora che è necessario raccogliere e bruciare la risulta della potatura (come precauzione per colpo di fuoco batterico) ed intraprendere le pratiche di difesa. La trinciatura è praticabile solo in ambienti certamente “sani”.

Malattie

Ticchiolatura. È la fitopatia che dà inizio alla lotta antiparassitaria e vede nella rosata dei rameici impiegati anche il bersaglio dei cancri rameali fungini e batterici, la necrosi batterica di foglie e fiori del pero, il colpo di fuoco batterico, ecc.

Evitando i rameici in fioritura, gli interventi saranno a “turno biologico” o a “turno fisso o allungato” in funzione dell’andamento climatico e delle caratteristiche di persistenza dei fungicidi, mirando comunque al mantenere la vegetazione quanto più “coperta” per i periodi critici. Fra i preparati si ricordano, oltre ai rameici: ditianon, dodine, trifloxystrobin, pyraclostrobin, pyrimetanil, ciprodinil, pyraclostrobin + boscalid, captano, fluazinam, pentiopirad, nonché gli IBE: ciproconazolo, penconazolo, fenbuconazolo, tetraconazolo, difenoconazolo, ecc., specie in miscela con metiram, propineb o mancozeb – riregistrato - con la possibilità di 2 applicazioni annue complessive sia per ticchiolatura che maculatura bruna del pero. Alcuni di questi, captano, pyraclostrobin + boscalid, oltre a fludioxonil, sono indicati in pre-raccolta, per la prevenzione delle malattie della conservazione.

Il polisolfuro di calcio (suggerito in post-allegagione) contro oidio e ticchiolatura, in prefioritura è indicato in 20-30 kg/ha, nei post-fiorali 15-22 e in successivi interventi a 10-15 kg/ha.

Oidio. Per il contenimento di detta malattia, che può evidenziarsi fin dalla prefioritura, possono essere impiegati, oltre allo zolfo micronizzato, gli Ibe suelencati, trifloxystrobin, pyraclostrobin, pyraclostrobin + boscalid, ecc. o quinoxifen, cyflufenamide, bupirimate, ecc..

Maculatura bruna del pero. Questa patologia necessita d’attenzioni per gestire con puntualità gli interventi nei periodi umidi. I preparti, in questo caso, spaziano dal Bacillus amyloliquefaciens, ai rameici oltre a tebuconazolo, trifloxystrobin, pyraclostrobin, boscalid, fludioxonil + cyprodinil, fludioxonil, fosetil Al, thiram, ziram, mancozeb, fluazinam, captano, iprodione, penthiopyrad, ecc.

Colpo di fuoco batterico. Per questa fitopatia, permangono basilari le operazioni di rimonda e profilassi e le applicazioni di rameici, prescritte dai servizi fitosanitari, nonché la combustione delle asportazioni. In fioritura può essere applicato Bacillus subtilis o Bacillus amyloliquefaciens, inoltre, data la sensibilità, le fioriture tardive debbono essere eliminate. Altri interventi prevedono l’impiego di acibenzolar-s-metile, oltre ai preparati suindicati.

 

di Claudio Lugaresi

 

 

L’articolo intero con la tabella dei principi attivi è pubblicato su Agricommercio e Garden center n. 4/2015

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