Compag (commercianti agricoli) si prepara per il “Farm to Fork”

La federazione dei rivenditori di mezzi tecnici per l’agricoltura (Compag) ha incentrato il suo congresso (online) 2020 sulle criticità in seno alla politica verde europea. Solo da un accurato lavoro di filiera e aggregazione, assieme a tecnologia e innovazione, arriveranno le risposte che ancora oggi mancano
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Fabio Manara

«Gli ambiziosissimi obiettivi della nuova Pac cambieranno le cose per gli agricoltori e per le rivendite agricole, ma soprattutto il modo stesso di fare agricoltura. Questi cambiamenti, dovuti principalmente agli andamenti dei mercati o a nuove normative, pongono certamente enormi sfide, ma anche grandi opportunità che dovremo saper cogliere. Spetta a noi decidere se limitarci a subirli o convertirli in un vantaggio». 

Con queste parole Fabio Manara, presidente Compag, ha aperto il congresso 2020 della Compag (ovviamente on line) dal titolo “Il mondo produttivo alle prese con le politiche ambientali”.

L’esempio francese

François Gibon

Un esempio concreto ci viene dalla realtà francese, illustrata dal direttore generale della Fédération du Négoce Agricole François Gibon, dove le rivendite agrarie hanno costituito consorzi di aggregazione per contenere i costi amministrativi, organizzare sistemi comuni per la formazione dei tecnici e la realizzazione di sperimentazioni agronomiche, concordare politiche commerciali per evitare dispendiose e controproducenti campagne concorrenziali tra le singole rivendite. Gibon ha ricordato anche separazione tra consulenza e vendita che, non senza qualche difficoltà, in Francia si è riusciti ad attuare.

Criticità da superare

Vittorio Ticchiati
Vittorio Ticchiati

Nel suo intervento, il direttore di Compag Vittorio Ticchiati ha evidenziato le difficoltà che sopraggiungono nell’allinearsi alle nuove strategie ambientali indicate dall’Unione europea.

«Gli obiettivi della strategia Farm to Fork sono molto ambiziosi e rischiano di non risultare raggiungibili, ma bisognerà attendere le indicazioni pratiche per il loro conseguimento. Per ora constatiamo le numerose contraddizioni, assieme ai rischi di eccessiva dipendenza dai sussidi che dovranno essere indirizzati a innescare meccanismi virtuosi di introduzione di nuove tecnologia e non “alla decrescita felice” o estensivazione delle produzioni».

«Faccio solo qualche esempio di criticità - ha detto Ticchiati -. Come è possibile riuscire a ridurre del 50% in 10 anni l’uso di agrofarmaci dal momento che negli ultimi 5 sono aumentare del 50% le autorizzazioni straordinarie di utilizzo? Negli ultimi tempi gli agricoltori hanno risparmiato su alcuni concimi portando i terreni in stato di carenza: come è possibile adesso ridurre l’impiego di un ulteriore 20%? Il raggiungimento del 25% della superficie a biologico ritengo che non si possa sposare con la richiesta di maggiore produzione, nonché con l'incremento della competitività dell’agricoltura e del reddito dell’agricoltore».

Sicurezza, tecnologia e innovazione

Matteo Lasagna

Dal canto suo Matteo Lasagna di Confagricoltura ha ribadito che la sostenibilità ambientale non può prescindere da quella economica.

«Ricercatori e scienziati - ha detto Lasagna - si devono mobilitare affinché, tramite la tecnologia e l’innovazione si possano trovare le risposte adeguate».

Lorenzo Faregna

Ma l’industria è pronta a questa sfida? Sembra di si. «I nostri investimenti - ha detto Lorenzo Faregna, direttore di Agrofarma e Assofertilizzanti - sono tutti indirizzati all’individuazione di nuove soluzioni che vanno nella direzione della sostenibilità.

E l’industria farà sicuramente la sua parte a sostegno della sicurezza alimentare».

Consumatori più attenti

Rosario Trifiletti

In rappresentanza dei consumatori, Rosario Trefiletti, presidente di Centro Consumatori Italia, ha sottolineato che i cittadini oggi sono più consapevoli nei loro acquisti alimentari. Chiedono infatti sicurezza e qualità delle produzioni,che implicano verifiche e controlli all’interno della filiera.

«Ma c’è anche un problema quantitativo, di offerta di mercato - ha detto Trefiletti - che non si può risolvere solo con l’agricoltura biologica, che comporterebbe un aumento delle importazioni. La politica agricola europea è basata anche sull’innovazione. Serve convergenza, non contrapposizione tra chimica e produzione ma gli equilibri devono spostarsi più a favore dei cittadini che della grande distribuzione».

Compag (commercianti agricoli) si prepara per il “Farm to Fork” - Ultima modifica: 2020-11-15T11:27:10+01:00 da Alessandro Maresca

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